✕

Onore alla Littizzetto che spaventa la Bestia

1 minuti di lettura
"Secondo voi quanti ne ospiterà a casa sua?" La domanda è sulla pagina Facebook di Matteo Salvini e la casa su cui finge di interrogarsi è quella di Luciana Littizzetto, colpevole di aver postato un video di sostegno alla Open Arms in cui definisce vile la politica dei "porti chiusi". La domanda di Salvini è finta, altrimenti al ministro si potrebbe rispondere facilmente con quello che a Torino sanno tutti: Littizzetto, oltre che madre affidataria di due ragazzi macedoni, è benefattrice di case famiglie, associazioni di cura e collabora con la Caritas per sostenere una madre sola con figli a carico. Ma quella frase camuffata da domanda è un segnale di autorizzazione per un pestaggio mediatico e significa una cosa sola: che il segretario della Lega si è innervosito.

Lo tzunami di odio scatta sempre allo stesso modo, così prevedibile da esser noioso. Non basta contestare il capitano per meritarselo. Perch&eacut…
"Secondo voi quanti ne ospiterà a casa sua?" La domanda è sulla pagina Facebook di Matteo Salvini e la casa su cui finge di interrogarsi è quella di Luciana Littizzetto, colpevole di aver postato un video di sostegno alla Open Arms in cui definisce vile la politica dei "porti chiusi". La domanda di Salvini è finta, altrimenti al ministro si potrebbe rispondere facilmente con quello che a Torino sanno tutti: Littizzetto, oltre che madre affidataria di due ragazzi macedoni, è benefattrice di case famiglie, associazioni di cura e collabora con la Caritas per sostenere una madre sola con figli a carico. Ma quella frase camuffata da domanda è un segnale di autorizzazione per un pestaggio mediatico e significa una cosa sola: che il segretario della Lega si è innervosito.

Lo tzunami di odio scatta sempre allo stesso modo, così prevedibile da esser noioso. Non basta contestare il capitano per meritarselo. Perché la Bestia scateni quella che in gergo si chiama "shit storm", occorre che chi lo critica abbia la possibilità reale di influire sull'opinione pubblica. Nei mesi scorsi sono stati bersaglio dello squadrismo salviniano on line calciatori, attori, cantanti, soubrette, cuochi, scrittori e persino membri della chiesa cattolica. La dinamica è sempre la stessa: prima compare una foto con la faccia di chi ha criticato, poi un virgolettato della frase più dura e infine la domanda, apparentemente innocua: "Ecco cosa pensa di me questa persona. Che le dovrei dire?". È così che sotto la faccia di Littizzetto sono apparsi in poche ore più di 12mila insulti e denigrazioni, violentissime e senza la minima moderazione. Sono state molte però anche le voci solidali, perché in tanti hanno capito che questo pestaggio mediatico ci riguarda tutti. Il suo scopo è infatti far scomparire i contenuti e questo compromette lo spazio democratico di espressione del dissenso di chiunque.

La macchina del fango si attiva quando qualcuno riesce, con il suo coraggio e i suoi argomenti, a flettere la narrazione salviniana in una direzione in cui appare semplicemente per quello che è: falsa. Significa purtroppo che chi si espone contro quel potere pagherà un prezzo psicologico altissimo per il suo coraggio, e non basta neanche l'ironia puntuta della Lucianina nazionale a uscirne del tutto indenni. Ma quella ostensione di violenza vuol dire anche che quel coraggio vale la pena mostrarlo, perché funziona. Onore a Littizzetto, la Bella che ha spaventato la Bestia.