BOLOGNA. "Invito il Pd nazionale a esplorare la possibilità di fare un governo di legislatura col Movimento 5 Stelle. E di far votare il patto ai nostri iscritti". Il sindaco di Bologna Virginio Merola firma il "lodo Bologna": un appello al leader Nicola Zingaretti che porta in calce il nome di Merola, dei parlamentari bolognesi e del segretario Pd di Bologna Luigi Tosiani. Bologna chiede al Pd di portare un'idea chiara al Quirinale: "Va bene aspettare Mattarella - manda a dire Merola a Zingaretti - ma non può essere il Capo dello Stato a dirci cosa fare. Dobbiamo deciderlo noi".
Sindaco, ma lei pensa che ci siano ancora le condizioni per un accordo Pd-M5S? Salvini si sta rimangiando questa crisi...
"Non so se ci siano le condizioni, ma penso che valga la pena di capire se possa esserci un dialogo con i 5 Stelle, sì. Non per fare un governicchio però. Non ci può interessare un governo solo per fare la legge di …
Sindaco, ma lei pensa che ci siano ancora le condizioni per un accordo Pd-M5S? Salvini si sta rimangiando questa crisi...
"Non so se ci siano le condizioni, ma penso che valga la pena di capire se possa esserci un dialogo con i 5 Stelle, sì. Non per fare un governicchio però. Non ci può interessare un governo solo per fare la legge di …
BOLOGNA. "Invito il Pd nazionale a esplorare la possibilità di fare un governo di legislatura col Movimento 5 Stelle. E di far votare il patto ai nostri iscritti". Il sindaco di Bologna Virginio Merola firma il "lodo Bologna": un appello al leader Nicola Zingaretti che porta in calce il nome di Merola, dei parlamentari bolognesi e del segretario Pd di Bologna Luigi Tosiani. Bologna chiede al Pd di portare un'idea chiara al Quirinale: "Va bene aspettare Mattarella - manda a dire Merola a Zingaretti - ma non può essere il Capo dello Stato a dirci cosa fare. Dobbiamo deciderlo noi".
Sindaco, ma lei pensa che ci siano ancora le condizioni per un accordo Pd-M5S? Salvini si sta rimangiando questa crisi...
"Non so se ci siano le condizioni, ma penso che valga la pena di capire se possa esserci un dialogo con i 5 Stelle, sì. Non per fare un governicchio però. Non ci può interessare un governo solo per fare la legge di stabilità e per andare a elezioni. Mi parrebbe un regalo eccessivo ai nostri avversari. Un contratto che definisca chiaramente tempi e contenuti invece sarebbe cosa diversa".
Non il governo di breve durata proposto da Renzi, quindi, ma un patto di legislatura come dicono Goffredo Bettini e Graziano Delrio?
"Sì, esattamente".
Molti dei vostri iscritti non ne vogliono sapere di un patto col M5S. Consulterete la base?
"Certamente. Questa è una fase che sconcerta molto. C'è una discussione tra i gruppi dirigenti ed è normale ci sia anche nella base. Penso che una consultazione dei nostri iscritti come quella che fecero Cdu ed Spd prima di siglare il loro contratto di governo si dovrebbe fare".
Zingaretti però frena. Dice di prepararsi al voto e che si deciderà con Mattarella cosa fare. Perché lei sta accelerando?
"Perché io penso che noi dobbiamo andare a dibattito in Parlamento essendo uniti su una idea ben precisa, condivisa e chiara. È vero che bisogna aspettare di capire cosa dice il Presidente della Repubblica, ma non è lui che può decidere che governo fare. Poi capisco Zingaretti: lui deve tenere insieme tutte le posizioni, e non è facile. Ma se è vera l'analisi che facciamo sul pericolo che rappresenta Salvini, allora c'è un tema di responsabilità verso il Paese, che dobbiamo considerare. C'è il tema di mettere a punto un progetto su contenuti ben precisi: ambiente, lavoro, scuola".
Non pensa che però per trattare col M5S loro debbano prima cambiare i loro gruppi dirigenti? Potete discutere con Di Maio, che poche settimane fa definiva il Pd "il partito di Bibbiano"?
"Sicuramente sono state fatte affermazioni assurde. E anche i grillini devono capire che è necessario un cambio della loro classe dirigente. Come del resto però serve anche al Pd un rinnovo dei suoi dirigenti. Il partito oggi è troppo romanocentrico. Non sono mai stato per il partito dei sindaci, ma ci sono tanti amministratori capaci sul territorio che possono dare il loro contributo".
Voi sindaci vi state organizzando? Il primo cittadino di Firenze Dario Nardella a settembre organizzerà a Livorno un meeting con i sindaci toscani cui potrebbero andare anche Beppe Sala e Antonio Decaro.
"Quello è un incontro che riguarda la Toscana, anche se Nardella lo fa sembrare nazionale... Faremo un incontro con tutti i sindaci dell'Emilia Romagna anche a Bologna, il 9 settembre, per creare una rete in vista delle regionali. E Zingaretti ha chiamato a Roma il 18 settembre tutti i sindaci, sia del Pd che quelli civici del centrosinistra. Qualcosa si sta muovendo".
A patto che nel frattempo non si spezzi il Pd. Lei pensa che Renzi farà la famosa scissione?
"Io penso che se si sta sulla posizione di provare a fare un governo di legislatura col M5S sono ci sarà nessuna scissione. Non vedo tra l'altro la convenienza per lui di fare l'ennesimo partitino personale di centro...".
Sindaco, ma lei pensa che ci siano ancora le condizioni per un accordo Pd-M5S? Salvini si sta rimangiando questa crisi...
"Non so se ci siano le condizioni, ma penso che valga la pena di capire se possa esserci un dialogo con i 5 Stelle, sì. Non per fare un governicchio però. Non ci può interessare un governo solo per fare la legge di stabilità e per andare a elezioni. Mi parrebbe un regalo eccessivo ai nostri avversari. Un contratto che definisca chiaramente tempi e contenuti invece sarebbe cosa diversa".
Non il governo di breve durata proposto da Renzi, quindi, ma un patto di legislatura come dicono Goffredo Bettini e Graziano Delrio?
"Sì, esattamente".
Molti dei vostri iscritti non ne vogliono sapere di un patto col M5S. Consulterete la base?
"Certamente. Questa è una fase che sconcerta molto. C'è una discussione tra i gruppi dirigenti ed è normale ci sia anche nella base. Penso che una consultazione dei nostri iscritti come quella che fecero Cdu ed Spd prima di siglare il loro contratto di governo si dovrebbe fare".
Zingaretti però frena. Dice di prepararsi al voto e che si deciderà con Mattarella cosa fare. Perché lei sta accelerando?
"Perché io penso che noi dobbiamo andare a dibattito in Parlamento essendo uniti su una idea ben precisa, condivisa e chiara. È vero che bisogna aspettare di capire cosa dice il Presidente della Repubblica, ma non è lui che può decidere che governo fare. Poi capisco Zingaretti: lui deve tenere insieme tutte le posizioni, e non è facile. Ma se è vera l'analisi che facciamo sul pericolo che rappresenta Salvini, allora c'è un tema di responsabilità verso il Paese, che dobbiamo considerare. C'è il tema di mettere a punto un progetto su contenuti ben precisi: ambiente, lavoro, scuola".
Non pensa che però per trattare col M5S loro debbano prima cambiare i loro gruppi dirigenti? Potete discutere con Di Maio, che poche settimane fa definiva il Pd "il partito di Bibbiano"?
"Sicuramente sono state fatte affermazioni assurde. E anche i grillini devono capire che è necessario un cambio della loro classe dirigente. Come del resto però serve anche al Pd un rinnovo dei suoi dirigenti. Il partito oggi è troppo romanocentrico. Non sono mai stato per il partito dei sindaci, ma ci sono tanti amministratori capaci sul territorio che possono dare il loro contributo".
Voi sindaci vi state organizzando? Il primo cittadino di Firenze Dario Nardella a settembre organizzerà a Livorno un meeting con i sindaci toscani cui potrebbero andare anche Beppe Sala e Antonio Decaro.
"Quello è un incontro che riguarda la Toscana, anche se Nardella lo fa sembrare nazionale... Faremo un incontro con tutti i sindaci dell'Emilia Romagna anche a Bologna, il 9 settembre, per creare una rete in vista delle regionali. E Zingaretti ha chiamato a Roma il 18 settembre tutti i sindaci, sia del Pd che quelli civici del centrosinistra. Qualcosa si sta muovendo".
A patto che nel frattempo non si spezzi il Pd. Lei pensa che Renzi farà la famosa scissione?
"Io penso che se si sta sulla posizione di provare a fare un governo di legislatura col M5S sono ci sarà nessuna scissione. Non vedo tra l'altro la convenienza per lui di fare l'ennesimo partitino personale di centro...".