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Rai, la sfida della riforma

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È orribile che al cambiare delle alleanze di governo, da tante parti (per ora solo giornali) ci si tuffi a immaginare il contro-cambiamento nella Rai. E allora ne approfittiamo per affermare a futura memoria che fra le sfide del Governo, altro che rivedere le tabelle degli amici, c'è davvero quella di dare alla Rai una forma e un senso nuovi. E suggeriamo, non richiesti, quanto segue.

Intanto, dall'interno della stessa Rai, rivedere il Piano Industriale che è monco della riorganizzazione delle Testate - cioè dell'aspetto più essenziale - in omaggio a un'idea di pluralismo che sa di muffa politicante e corporativa. Mentre dall'esterno, la politica dovrebbe smontare, facendosi coraggio, la Legge Gasparri che ingessa da par suo la tv in chiaro. Il punto fermo, altrimenti è solo fuffa, è che la Rai separi canali e attività realizzate con il canone, rispetto a quelle finanziate con ricavi di mercato.

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È orribile che al cambiare delle alleanze di governo, da tante parti (per ora solo giornali) ci si tuffi a immaginare il contro-cambiamento nella Rai. E allora ne approfittiamo per affermare a futura memoria che fra le sfide del Governo, altro che rivedere le tabelle degli amici, c'è davvero quella di dare alla Rai una forma e un senso nuovi. E suggeriamo, non richiesti, quanto segue.

Intanto, dall'interno della stessa Rai, rivedere il Piano Industriale che è monco della riorganizzazione delle Testate - cioè dell'aspetto più essenziale - in omaggio a un'idea di pluralismo che sa di muffa politicante e corporativa. Mentre dall'esterno, la politica dovrebbe smontare, facendosi coraggio, la Legge Gasparri che ingessa da par suo la tv in chiaro. Il punto fermo, altrimenti è solo fuffa, è che la Rai separi canali e attività realizzate con il canone, rispetto a quelle finanziate con ricavi di mercato.

Questo è fondamentale perché la Rai sia il perno industriale del sistema dell'audiovisivo nazionale. Lasciateglielo fare e non state a tormentarvi su cosa sia, più o meno, il "servizio pubblico". Se iniziate a correre appresso a queste ciance finirete col cedere, tanto per non cambiare, agli interessi non più giusti, ma di quelli che paiono più simili a voi stessi.

Quanto a definire gli obblighi (misurabili, per carità) della concessionaria pubblica, c'è il Contratto di Servizio. Usatelo. Ma prima dovete intervenire per rendere i vertici Rai indipendenti dagli stessi che li nominano. Si può, è la sfida consiste nel fare una legge che copi quanto da sempre avviene con la BBC. Che è anche semplice come meccanismo anche se fa a cazzotti con quanto tutti hanno finora fatto.

Ah, dimenticavamo: fissate il canone e non rivendetevelo a fettine ad ogni turno elettorale, nell'illusione che il popolo ve ne sia adeguatamente grato. Fatto questo nominate i malcapitati, chiudeteli dentro e, se proprio vi frigge di guidare la tv, limitatevi al potere, in sé già enorme, che troverete nel telecomando.