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Viva la sincerità dei razzisti

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Chissà se è vera, la storia della milanese doc che rifiuta la casa a una ragazza di Foggia e alla sua compagna perché "io sono leghista, Salvini è il mio Capitano, e ce l'aveva coi meridionali da subito". Chissà se è vera, perché il messaggio su Whatsapp, reso noto ieri dall'affittuaria respinta e poi rimbalzato su tutti i social, sembra recitato da uno dei figuranti di certi programmi su Rete 4, quelli della parte della ggente. Quindi suona come una moneta da 4.75 euro. O come il Pd quando garantisce un governo di discontinuità.
Chissà. Ma è quasi auspicabile.
Se lo fosse, questa demente assoluta, questa decerebrata col botto, questa ignorante criptonazista, manco tanto cripto, andrebbe trattata come merita.
Cioè, applaudita. Ringraziata.

Perché è almeno una ventina d'anni che il mantra "non sono razzista, ma..." si è insediato sull'apparato riprodutt…
Chissà se è vera, la storia della milanese doc che rifiuta la casa a una ragazza di Foggia e alla sua compagna perché "io sono leghista, Salvini è il mio Capitano, e ce l'aveva coi meridionali da subito". Chissà se è vera, perché il messaggio su Whatsapp, reso noto ieri dall'affittuaria respinta e poi rimbalzato su tutti i social, sembra recitato da uno dei figuranti di certi programmi su Rete 4, quelli della parte della ggente. Quindi suona come una moneta da 4.75 euro. O come il Pd quando garantisce un governo di discontinuità.
Chissà. Ma è quasi auspicabile.
Se lo fosse, questa demente assoluta, questa decerebrata col botto, questa ignorante criptonazista, manco tanto cripto, andrebbe trattata come merita.
Cioè, applaudita. Ringraziata.

Perché è almeno una ventina d'anni che il mantra "non sono razzista, ma..." si è insediato sull'apparato riproduttivo di chiunque non si arrenda al cattivismo fuori dal coro che canta all'unisono. Sono almeno vent'anni, da quando "il Bossi", come dice la signora alla sua inquilina respinta, la menava ai "terroni" ma intanto fingeva di accogliere quelli "perbene", che una parte del Paese gorgoglia di intolleranza ma si professa, sia mai, lontana dalla xenofobia.
Sono almeno vent'anni che i giornali, i siti, i programmi di cui sopra, quelli che accolgono Salvini come se fosse il messia perché lui sì che le canta chiare, e le canta spargendo razzismo che si dissocia dall'essere tale... sono almeno vent'anni che basta l'autocertificazione e via, tutto in cavalleria.
Sono almeno vent'anni che coagulare il disprezzo verso i presunti inferiori, prima i meridionali, poi i neri, cosicché i meridionali potessero portare voti all'ammasso di questi rottami dell'ideologia, ma pittati di fresco, prevede anche il supremo affronto, l'airbag dell'ipocrisia, la faccia come il posteriore di dire che per carità, basta che lavorino, che si conformino alla nostra way of life, cioè accettare di essere pagati in nero e non rompere i cabbasisi, e va tutto bene. Altro che razzismo.

Invece no. Invece l'Italia prodotta dai liquami comunicativi di cui sopra è quella lì. Che, finalmente, è arrivata a non vergognarsi. Quindi viva la signora anonima, il suo messaggio, la sua faccia di tolla che ammette, ora che non le tocca più di governare con Di Maio, che sì, è razzista. Anzi, invita pure a scriverlo. Ad amplificare il suo dire. È caduto il muro, e adesso una sinistra decente sa di chi caspita stava rincorrendo i voti. I cosiddetti moderati.
Nuntio vobis gaudium magnum: i razzisti rivendicano di esserlo. L'unico rischio, ora, è che prendano ancora più voti.