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Neonazisti a Draketown, Stati Uniti 

Nazisti e comunisti spiegati ai ragazzi

Equiparare gli orrori del Novecento come azzarda il recente documento del Parlamento europeo ha l’effetto immediato di travisare la Storia
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Cari ragazzi, in questi giorni il Parlamento europeo, con l’obiettivo di raggiungere una memoria comune, ha equiparato gli orrori del Novecento. Ma, procedendo in questo modo, si rischia di comprendere ben poco, aggiungendo confusione e superficialità grossolana. E invece la comprensione del passato passa per la capacità di analizzare, andare a fondo evidenziando nessi e compatibilità. Lasciamo da parte i calcoli sulle vittime, che pure hanno riempito pagine significative di studi e ricerche nei decenni che abbiamo alle spalle. Cerchiamo i punti qualificanti di un dibattito che non guardi solo al passato e di spiegare perché nazismo e comunismo non possono essere messi sullo stesso piano.

1) Le ragioni delle due esperienze storiche non possono essere confuse in un indistinto atto d’accusa. Il nazismo nasce nella convinzione di poter costruire e imporre un ordine internazionale capace di selezionare gli abitanti futuri del pianeta, eliminando ch…
Cari ragazzi, in questi giorni il Parlamento europeo, con l’obiettivo di raggiungere una memoria comune, ha equiparato gli orrori del Novecento. Ma, procedendo in questo modo, si rischia di comprendere ben poco, aggiungendo confusione e superficialità grossolana. E invece la comprensione del passato passa per la capacità di analizzare, andare a fondo evidenziando nessi e compatibilità. Lasciamo da parte i calcoli sulle vittime, che pure hanno riempito pagine significative di studi e ricerche nei decenni che abbiamo alle spalle. Cerchiamo i punti qualificanti di un dibattito che non guardi solo al passato e di spiegare perché nazismo e comunismo non possono essere messi sullo stesso piano.

1) Le ragioni delle due esperienze storiche non possono essere confuse in un indistinto atto d’accusa. Il nazismo nasce nella convinzione di poter costruire e imporre un ordine internazionale capace di selezionare gli abitanti futuri del pianeta, eliminando chi non è compatibile o ben voluto. Il sistema nel suo insieme si pone l’obiettivo ambizioso di forgiare “un uomo nuovo” che risponda alle caratteristiche delle proprie convinzioni.
Chi non lo accetta o non è ritenuto compatibile viene identificato e perseguitato fino alle estreme conseguenze. Un progetto aggressivo che si espande geograficamente prima di sperimentare le proprie leggi e convinzioni negli spazi conquistati. Al contrario, la parabola delle sinistre socialista e comunista si iscrive nella tensione verso la liberazione di uomini e donne oppressi, umiliati, ridotti in condizione di miseria o schiavitù. Un cammino che prende altre strade, diventa oppressivo e violento, minacciando libertà e possibilità di riscatto nei tanti angoli di mondo dove viene edificato.

Attenzione, non si tratta soltanto di aver tradito gli ideali originari come qualche nostalgico tenta di affermare a distanza di tempo. Le radici stesse dell’esperienza storica nei regimi del socialismo reale prevedono la cancellazione della libertà sconfitta dal prevalere di burocrazie e polizie segrete, controlli e restrizioni, violenze contro gli oppositori. Le spinte verso orizzonti di progresso che nel secolo scorso hanno mobilitato milioni di persone si spengono.

2) Il nazismo e il comunismo sono esperienze storiche sostenute da ragioni opposte, da culture e radici confliggenti che trasmettono memorie divise. La mozione di pochi giorni fa “Sull’importanza della memoria europea per il futuro dell’Europa” appare debole e sorretta da un’analisi lacunosa e parziale. Non ha senso schiacciare il passato esclusivamente sul ricatto delle pagine più buie e tormentate: l’Europa nasce come risposta alle tragedie della prima metà del Novecento. Una memoria europea dovrebbe essere più robusta delle spinte nazionali, delle ricostruzioni di parte, degli interessi che muovono paesi o poteri del nostro tempo.

Una semplificazione pericolosa tra comunismo e nazismo è carica di conseguenze per le giovani generazioni di europei, cioè voi ragazzi, quando si accetta l’idea che prevalgano orrore e morte a fronte delle conquiste che hanno attraversato il secolo breve: diritti individuali e collettivi, riconoscimento di differenze, istituzioni internazionali, difesa di istanze minacciate sul posto di lavoro, in famiglia, nelle tante forme di uno sviluppo imprevedibile. L’elenco potrebbe essere molto più lungo.
Del resto, come valutare il dibattito all’Assemblea costituente, il confronto tra cattolici, socialisti, comunisti e liberali sugli articoli fondamentali della nostra Carta costituzionale sulle libertà individuali o sui confini di quelle collettive? Altro che equiparazione indistinta! Avremmo bisogno dell’esatto contrario: una lettura critica capace di andare in profondità, senza vincoli o condizionamenti, fondata sulla conoscenza del passato e sulla costruzione europea come condizioni per orientarsi nelle difficoltà del presente.

3) La Seconda guerra mondiale affonda le proprie radici ben prima del patto scellerato tra Stalin e Hitler, semmai sarebbe necessario volgere lo sguardo indietro ai precari equilibri della Conferenza di Versailles dopo la Grande guerra, evidenziando i risvolti di quelle conseguenze economiche della pace di cui all’epoca scrisse con lungimiranza il giovane economista John Maynard Keynes. Non regge una sovrapposizione di cronologie così difformi. Il nazismo nasce e si afferma dentro le tragedie dei conflitti mondiali, ha bisogno della guerra come rova salvifica, si estende dall’ascesa incontrastata di Hitler nei primi anni Trenta fino alla sua rovinosa fine nel 1945. Un tratto di strada relativamente breve, segnato dalla violenza come fattore scatenante, motore della storia.

Il comunismo abbraccia un tempo molto più lungo, viene utilizzato da storici con giudizi divergenti (Furet, Hobsbawm) come scansione dell’intero secolo: si proietta in una dimensione globale motivando comportamenti che trovano in quei riferimenti (di opere, biografie, partiti o sindacati) uno strumento possibile per costruire percorsi di emancipazione o riscatto, ipotesi spesso smentite o tradite, per migliorare una condizione umana precaria o sofferente. Tutto sommato meglio distinguere e approfondire: il tempo delle verità ufficiali non aiuta a costruire futuro.