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Matteo Salvini e Matteo Renzi ospiti martedì della trasmissione Porta a Porta (ansa)

La maschera di Quota 100

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Contestata dal partito renziano, difesa da Conte e dal resto della maggioranza, la cosiddetta Quota 100 non produrrà una crisi di governo, come era prevedibile. Anzi, il meccanismo che calcola le pensioni rimane in vigore, a conferma che il recente litigio nasceva da motivi politici precisi. Sono messaggi inviati dai palazzi della politica all'opinione pubblica, parte dell'eterna campagna elettorale in cui il paese è immerso.

Chi difende Quota 100 - la sinistra, i 5S; il padre della norma, Salvini, dall'opposizione - puntella quel vasto mondo di pensionati e pensionandi che rappresenta una sicura riserva di consenso da riversare nelle urne alla prima occasione. Chi invece vorrebbe smantellare la regola - i renziani, appunto - non pensa di ottenere ciò che reclama, ma è come se aprisse le finestre per gridare: vedete che noi parliamo ai giovani, ai non protetti, a quanti sono disposti a rischiare perché non hanno nulla da perdere? Non sap…
Contestata dal partito renziano, difesa da Conte e dal resto della maggioranza, la cosiddetta Quota 100 non produrrà una crisi di governo, come era prevedibile. Anzi, il meccanismo che calcola le pensioni rimane in vigore, a conferma che il recente litigio nasceva da motivi politici precisi. Sono messaggi inviati dai palazzi della politica all'opinione pubblica, parte dell'eterna campagna elettorale in cui il paese è immerso.

Chi difende Quota 100 - la sinistra, i 5S; il padre della norma, Salvini, dall'opposizione - puntella quel vasto mondo di pensionati e pensionandi che rappresenta una sicura riserva di consenso da riversare nelle urne alla prima occasione. Chi invece vorrebbe smantellare la regola - i renziani, appunto - non pensa di ottenere ciò che reclama, ma è come se aprisse le finestre per gridare: vedete che noi parliamo ai giovani, ai non protetti, a quanti sono disposti a rischiare perché non hanno nulla da perdere? Non sappiamo quale successo avranno questi segnali. Però hanno l'effetto di fissare le posizioni: da un lato i conservatori, coloro che tutelano le protezioni sociali e anzi le rinforzano nonostante il costo economico; dall'altro gli innovatori, quelli che si fanno notare sfidando, magari solo a parole, lo status quo. I renziani vorrebbero essere i soli a tenere questa linea perché così potrebbero appiattire tutti gli altri nello stesso partito della spesa e in definitiva delle tasse.

S'intende che lo scenario è più complesso. Italia Viva è un piccolo partito oggi intorno al 4/5 per cento: difficile pensare che abbia l'esclusiva del riformismo, soprattutto avendo ereditato la controversa esperienza del suo leader alla guida del governo. Tuttavia gli altri (Pd, 5S, i minori di sinistra) non riescono ad apparire incisivi e coerenti. Come ha osservato la sondaggista Ghisleri, la coalizione di Conte non sa esprimere una visione del Paese, non c'è un mastice politico che la tiene insieme su alcune idee forti. Viceversa Renzi parla a un elettorato ben individuato (ceto medio, partite Iva, professionisti e piccoli imprenditori insofferenti della burocrazia) che apprezza la difesa del contante - la soglia dei 3mila euro - e ovviamente ripudia la campagna grillina per le "manette agli evasori". Non tanto per difendere chi evade, è logico, quanto per non mandare il messaggio sbagliato ai potenziali elettori. Del resto, i sostenitori dei 5S non sono quelli che forse voteranno Renzi. E viceversa.

È in questo clima che ieri sera il Matteo di Rignano e il Matteo milanese si sono scontrati a Porta a Porta. Ognuno aveva un interesse al confronto: Salvini dimostrare una maturità nuova soprattutto sui temi internazionali dopo il dissesto della scorsa estate e la deriva estremista; Renzi convincere un po' tutti di non essere prigioniero del passato e del riflesso autocelebrativo. In fondo è fuorviante leggere i progetti renziani come un tentativo di dar vita a un nuovo "centro", qualsiasi cosa s'intenda con tale termine abusato. L'ex premier tende piuttosto a rappresentare forse in ritardo un modello trasversale nello stile di Macron (un tempo si sarebbe citato Blair), con elementi di sinistra e di destra mescolati con abilità e anche spregiudicatezza. Ognuno, Salvini e Renzi, parla ai suoi. Ma gli avversari sono gli stessi: Conte, il Pd, i 5S. E talvolta il nemico del mio nemico può essere mio amico.