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I festeggiamenti di Belotti (reuters)

Italia, i giovani per contare devono sbagliare meno

Non c'è dubbio che il ct Mancini stia lavorando bene ma ora l'Italia dei titolari deve misurarsi con squadre più forti di quelle che ha avuto nel sorteggio europeo
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A volte la storia serve ad abbellire la cronaca. Con la nona vittoria consecutiva Mancini uguaglia il record stabilito 80 anni fa da Vittorio Pozzo. Complimenti, anche per l'arguzia mostrata alla vigilia nel sottolineare che dalla parte di Pozzo ci sono anche due mondiali e un'olimpiade. Non c'è dubbio che l'attuale ct stia lavorando bene ma, come lui, non vedo l'ora che l'Italia dei titolari si misuri con squadre più forti di quelle che ha avuto nel sorteggio europeo. Ieri a Vaduz era di scena l'Italia degli aspiranti, solo Verratti dall'inizio rispetto all'Olimpico, sabato. E per un'ora, contro il Liechtenstein si badi, sia pur reduce da due pareggi con Grecia e Armenia, era spontaneo augurare lunga vita atletica ai titolari.

Vediamo perché. Faciloneria iniziale, dopo neanche un minuto potrebbe fare gol Salanovic, che vale mezza squadra e sa trovare la porta: chiedere a Sirigu, che ha sempre risposto bene. La faciloneria …
A volte la storia serve ad abbellire la cronaca. Con la nona vittoria consecutiva Mancini uguaglia il record stabilito 80 anni fa da Vittorio Pozzo. Complimenti, anche per l'arguzia mostrata alla vigilia nel sottolineare che dalla parte di Pozzo ci sono anche due mondiali e un'olimpiade. Non c'è dubbio che l'attuale ct stia lavorando bene ma, come lui, non vedo l'ora che l'Italia dei titolari si misuri con squadre più forti di quelle che ha avuto nel sorteggio europeo. Ieri a Vaduz era di scena l'Italia degli aspiranti, solo Verratti dall'inizio rispetto all'Olimpico, sabato. E per un'ora, contro il Liechtenstein si badi, sia pur reduce da due pareggi con Grecia e Armenia, era spontaneo augurare lunga vita atletica ai titolari.

Vediamo perché. Faciloneria iniziale, dopo neanche un minuto potrebbe fare gol Salanovic, che vale mezza squadra e sa trovare la porta: chiedere a Sirigu, che ha sempre risposto bene. La faciloneria è cancellata dalla rapidità dell'azione, tutta a base di B: Belotti-Biraghi- Bernardeschi. Questo gol dovrebbe togliere l'ansia da prestazione, la ricerca sempre più affannosa del vantaggio contro avversari bravi a chiudersi, pur con tutti i loro limiti: l'unico a giocare in una squadra da professionista è Salanovic nel Thun. Ma ieri nulla, per oltre un'ora, e altri rischi per Sirigu: su uno sciagurato passaggio indietro di Di Lorenzo alla fine del primo tempo, una grande parata sul solito Salanovic all'inizio del secondo. 

Penso e credo che nell'intervallo Mancini si sia fatto sentire, con tutte le ragioni. Non è accettabile che, con la prospettiva di una promozione in pianta stabile nel giro azzurro, una squadra più giovane e fresca giochi con tanta approssimazione, tanti controlli sbagliati non per colpa della pioggia, pochissime idee, forse neanche tanta voglia. Il secondo tempo è diverso, più efficace e arrembante, grazie anche agli ingressi (un tantino ritardati) di El Shaarawy e Tonali, entrambi da rivedere. Ecco quindi un 5-0 che non deve esaltare più di tanto e punisce duramente il Liechtenstein, che crolla negli ultimi 20' e incassa tre gol di testa. I migliori: Sirigu per quel che ha parato e Belotti per come ha giocato, al di là dei gol, mettendoci sempre l'anima. Ordinato Cristante, buoni cross Biraghi, così così Grifo, tenuto un po' ai margini del gioco, Bernardeschi un bel gol e poco altro, meglio a destra che a sinistra comunque. Sufficiente Romagnoli, che resta la prima alternativa in difesa. Insufficiente Zaniolo.