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(agf)

Ridatemi la voglia di politica

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Diario di una delusa: siamo noi cittadini a sperare e ad essere ogni volta delusi, sentirsi impantanati in un vuoto senza soluzione, non percepire da parte di chi dovrebbe difenderci nessuna fatica o addirittura nessuna capacità di opporsi sul serio con intransigenza e passione, anche solo a parole, ma soprattutto di persona, tra la gente, a quel che con troppa velocità sta succedendo
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Caro direttore, il tuo editoriale di martedì mi ha fatto riflettere, non tanto di politica, quanto di vita, la mia vita, anche se ormai molto corta. Già mi aveva scosso, ancora prima dei risultati largamente previsti delle elezioni umbre, la fotografia dei quattro personaggi di governo, con quel sorriso che dati i tempi mi è parso vuoto e addirittura offensivo. La risata, come i pollicioni in alto, il gesto più scemo mai visto in situazioni drammatiche come questa, va lasciata ai mastini sicuri di vincere o ai barboncini che non prevedono di perdere.

Capisco che adesso si è tutti in attesa della insicura (mentre in Umbria lo era) nuova sconfitta del Pd: dico solo Pd perché i giovanotti e le signorine in via di totale abbandono da parte di Grillo sono stati il peggior abbaglio, dopo il fascismo, che abbia stordito gli italiani speranzosi di novità, magari positiva. Il giornalismo politico che si pensa ancora democratico fa benissimo il …
Caro direttore, il tuo editoriale di martedì mi ha fatto riflettere, non tanto di politica, quanto di vita, la mia vita, anche se ormai molto corta. Già mi aveva scosso, ancora prima dei risultati largamente previsti delle elezioni umbre, la fotografia dei quattro personaggi di governo, con quel sorriso che dati i tempi mi è parso vuoto e addirittura offensivo. La risata, come i pollicioni in alto, il gesto più scemo mai visto in situazioni drammatiche come questa, va lasciata ai mastini sicuri di vincere o ai barboncini che non prevedono di perdere.

Capisco che adesso si è tutti in attesa della insicura (mentre in Umbria lo era) nuova sconfitta del Pd: dico solo Pd perché i giovanotti e le signorine in via di totale abbandono da parte di Grillo sono stati il peggior abbaglio, dopo il fascismo, che abbia stordito gli italiani speranzosi di novità, magari positiva. Il giornalismo politico che si pensa ancora democratico fa benissimo il suo lavoro, ma siamo noi lettori, noi cittadini a non averne più voglia: sperare ed essere ogni volta delusi, sentirsi impantanati in un vuoto senza soluzione, non percepire da parte di chi dovrebbe difenderci nessuna fatica o addirittura nessuna capacità di opporsi sul serio con intransigenza e passione, anche solo a parole, ma soprattutto di persona, tra la gente, a quel che con troppa velocità sta succedendo. Impegnarsi a ridare un po' di fiducia e speranza a chi le ha perse entrambe, a tentare di svegliare dal torpore musone il resto degli italiani che si affidano agli urli di una fatina sconsiderata e alle chiacchiere nebulose di un negromante insidioso.

Certo si tratta di un incantesimo, perché seguendo mesta la loro propaganda su Facebook, incessante, di giorno e di notte, un fiume di invenzioni, bugie, promesse insensate, prese in giro, discorsi di Del Debbio, Porro, Capezzone. Giordano e quelli della kapò laziale in preda a un maschilismo guerriero e del generale lumbard, con un elegante bicchiere da cocktail tra le dita (sì, proprio tra le dita, e al posto della più rustica polenta, segnale di un nuovo pubblico di riferimento). Mi pare quindi di aver capito che non è la realtà che chi si dichiara popolo vuole, ma la finzione.

Non vuole sapere nulla di ciò che succede davvero, di manovre governative, di debiti enormi, di tasse, di leggi e di Costituzione, degli scontri in Parlamento, delle sciocchezze che ne escono o delle verità drammatiche: è come se la cosiddetta vituperata casta si fosse davvero volontariamente separata dal resto del Paese, o invece che sia stato il Paese a voltare le spalle; spazientito, distratto, in cerca di qualcosa di più facile, di più comprensibile, di meno minaccioso della realtà. Se pure venissero provati eventi criminali, azioni illecite, vergogne dei loro beniamini politici, a questo popolo che rifiuta il futuro e il resto del mondo non importerebbe nulla, credo, se già ha accettato il neofascismo, l'antisemitismo, oltre al generico razzismo.

Vogliono qualcuno che non chieda partecipazione e responsabilità, sacrifici e misura, ma che da solo risolva tutto: distraendo, rallegrando con una serie di bisbocce tutti insieme, gomito a gomito, raccontandosi barzellette e intanto promettendo una facile Bengodi per superitaliani, da ottenere con una semplice crocetta su un pezzo di carta. Il resto ovviamente è sperdimento, sfinimento, parole, silenzio. Va bene, è andata così, forse non poteva andare diversamente, forse addirittura è giusto così: e io mi rassegno, ma mi pare che siano tanti a farlo, compreso il governo che se no studierebbe un minimo di difesa seria, accettabile anziché odiarsi tutti.

Cosa faremo dopo, quando ci sarà quel premier lì, con ministri tipo i randellatori di CasaPound e quelli che odiano le donne e il sesso tipo Family Day e un nuovo presidente scelto per il suo grado di rincoglionimento? Io personalmente niente, se Repubblica non verrà chiusa la comprerò, se mi farà lavorare chiederò una rubrica di giardinaggio, se mi minacceranno mi chiuderò in casa; già da anni ho abbandonato la televisione tutta insopportabile, avrò il tempo per tornare a lavorare a maglia, di andare dalle maghe, e di rileggere I Promessi Sposi e tutto Balzac e Simenon (già cominciato). Forse una malsana curiosità mi spingerà in qualche adunata, però munita del mio fido bastone, ma di sicuro rifiuterò il credo salvinista, come mia madre maestra sfidò il regime rifiutando la divisa fascista, finché le fu possibile.