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(agf)

Centocelle, il quartiere dove comanda il fuoco

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Nei roghi c'è forse solo una cosa più disturbante della ricorrenza dell'intimidazione ed è l'horror vacui in cui annegano la ricerca del "chi" e del "perché" e le parole solidali di chi pure ha la responsabilità del governo della città
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Nella sequenza dei roghi di Centocelle - due in tre giorni giorni - c'è forse solo una cosa più disturbante della ricorrenza dell'intimidazione, dei suoi obiettivi (la libreria la Pecora elettrica e il pub Baraka Bistrot, che alla prima aveva dato la sua solidarietà dopo l'ennesimo attentato), e del senso di impunità che li accompagna.

È l'horror vacui in cui, in queste ore, sembrano annegare la ricerca del "chi" e del "perché" e la presenza e le parole solidali, tanto dovute quanto disarmate, di chi pure ha la responsabilità del governo della città, la sindaca Virginia Raggi.

Come se si fosse messo nel conto, da tempo, che interi municipi di Roma, in fondo, siano e non possano che essere Territorio Comanche, come si dice della terra di nessuno. Dove si è persa ogni tipo di sonda, di sensore. Non necessariamente e non soltanto polizieschi, ma anche sociali. O, peggio, dove ogni sforzo …
Nella sequenza dei roghi di Centocelle - due in tre giorni giorni - c'è forse solo una cosa più disturbante della ricorrenza dell'intimidazione, dei suoi obiettivi (la libreria la Pecora elettrica e il pub Baraka Bistrot, che alla prima aveva dato la sua solidarietà dopo l'ennesimo attentato), e del senso di impunità che li accompagna.

È l'horror vacui in cui, in queste ore, sembrano annegare la ricerca del "chi" e del "perché" e la presenza e le parole solidali, tanto dovute quanto disarmate, di chi pure ha la responsabilità del governo della città, la sindaca Virginia Raggi.

Come se si fosse messo nel conto, da tempo, che interi municipi di Roma, in fondo, siano e non possano che essere Territorio Comanche, come si dice della terra di nessuno. Dove si è persa ogni tipo di sonda, di sensore. Non necessariamente e non soltanto polizieschi, ma anche sociali. O, peggio, dove ogni sforzo di rialzarsi (è il caso di Centocelle) sia inevitabilmente destinato a una solitudine civica che finirà per annichilirlo.

Ed è per questo sincero il comandante provinciale dei carabinieri di Roma, il colonnello Francesco Gargaro, quando, a sera, nel tirare una prima riga del lavoro di indagine intorno all'ennesimo spazio di vita chiuso con il fuoco, spiega che anche soltanto provare ad abbozzare una risposta equivarrebbe a una scommessa al buio. "La mano o quantomeno la tecnica dei due attentati è molto diversa", dice. "Quindi potrebbe esserlo anche il movente , aggiunge. "La Pecora elettrica affacciava su una piazza di spaccio e agli spacciatori poteva aver dato fastidio. Il Baraka Bistrot aveva un nuovo proprietario da due mesi, un tassista, e dunque è plausibile anche guardare altrove. Al racket delle estorsioni, o all'usura. Detto questo, dalle telecamere di sorveglianza non è uscito fuori nulla e nel quartiere, vista anche l'ora, nessuno ha visto. Faremo quello che dobbiamo fare. Abbiamo già rafforzato il controllo del territorio e aumenteremo ancora la pressione. Vedremo che ne verrà fuori".

Spaccio, racket delle estorsioni, usura o ancora matrice politica (quantomeno per la Pecora elettrica).
In fondo, sfogliare la margherita dei moventi non modifica la trama dello spettacolo di fronte agli occhi della città. Il senso di rassegnata impotenza di fronte a chi, ogni giorno, schiaccia nella violenza della sopraffazione un quadrante, o anche solo un isolato della città. Che sicuramente non è Gotham City, ma, tanto per dire, con Milano ormai condivide solo la lingua italiana.

Sarebbe dunque opportuno che, il 15 novembre, quando un comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza, cui il ministro dell'Interno Luciana Lamorgese ha annunciato la partecipazione, si chinerà al capezzale di Centocelle, si eviti il rischio di illudersi o di pensare che il "controllo del territorio" (ma più giusto sarebbe dire la "sovranità") sia questione delegabile in toto a forze dell'ordine o magistratura. In omaggio a un'idea della "sicurezza" che scarica la politica, l'amministrazione della cosa pubblica, di ogni responsabilità.

"Roma è con il Baraka Bistrot e tutte le realtà che producono cultura e aggregazione a Centocelle - ha scritto sui social la sindaca - Mai chiesto l'intervento dell'esercito. C'è bisogno di tenere alta l'attenzione. Queste attività animano un quartiere che è vivo e vitale, di una vitalità sana. Noi vogliamo assolutamente difendere e rafforzare la convinzione dei cittadini che le istituzioni ci sono. Dobbiamo rinforzare questa rete sociale". Bene, che la sindaca e la sua maggioranza lo facciano. E possibilmente spieghino come e con quali risorse. Governano la città da oltre tre anni. E le chiavi del governo della città le hanno avute proprio dal consenso raccolto in quei quartieri, come Centocelle, che hanno dimenticato un minuto dopo il voto.