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Per non dimenticare Lampedusa

Accademici, avvocati, giornalisti, magistrati e militari sono sull'isola per dar vita a una nuova modalità di comunicazione della verità: smascherando menzogne e luoghi comuni
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Il tema dell'emergenza-immigrazione rimane oggetto di dispute politiche e sociali dai toni aspri e spesso offensivi, favoriti dal preoccupante diffondersi, persino negli stadi, di xenofobia e strumentalizzazioni elettorali. Il nuovo governo, nonostante gli annunci programmatici, non ha ancora posto mano a una decisa revisione di molte inaccettabili previsioni contenute nei due "decreti sicurezza" del 2018 e del 2019: vi è da sperare che alla fine si affermi il dovuto rispetto dei valori costituzionali, come peraltro auspicato dal Capo dello Stato.

Occorre, però, che si diffonda tra i cittadini una profonda conoscenza di tali principi, l'unica strada possibile per smentire luoghi comuni e vincere pessime pulsioni.

A tale fine accademici, avvocati, giornalisti, magistrati e militari sono a Lampedusa, luogo di tragedie e sofferenze, ma anche simbolo dell'accoglienza. A Lampedusa si tenta di dar vita a una nuova modalità di comunicazione e di d…
Il tema dell'emergenza-immigrazione rimane oggetto di dispute politiche e sociali dai toni aspri e spesso offensivi, favoriti dal preoccupante diffondersi, persino negli stadi, di xenofobia e strumentalizzazioni elettorali. Il nuovo governo, nonostante gli annunci programmatici, non ha ancora posto mano a una decisa revisione di molte inaccettabili previsioni contenute nei due "decreti sicurezza" del 2018 e del 2019: vi è da sperare che alla fine si affermi il dovuto rispetto dei valori costituzionali, come peraltro auspicato dal Capo dello Stato.

Occorre, però, che si diffonda tra i cittadini una profonda conoscenza di tali principi, l'unica strada possibile per smentire luoghi comuni e vincere pessime pulsioni.

A tale fine accademici, avvocati, giornalisti, magistrati e militari sono a Lampedusa, luogo di tragedie e sofferenze, ma anche simbolo dell'accoglienza. A Lampedusa si tenta di dar vita a una nuova modalità di comunicazione e di diffusione della verità, smascherando menzogne e luoghi comuni. Non ci sono, tra i relatori, componenti dell'esecutivo e leader di partiti poiché, unitamente al Parlamento e ai cittadini, saranno loro i destinatari del messaggio che si vuole diffondere.

Parlano ex presidenti della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte Costituzionale, il responsabile dell'Alto commissariato dell'Onu-Unhcr, il vice presidente della Commissione Libertà civili del Parlamento europeo e un componente del Tribunale permanente dei popoli. E illustrano i principi vigenti in materia di diritto dell'immigrazione e le difficoltà della loro attuazione. Un procuratore della Repubblica, avvocati e giudici (anche del Consiglio di Stato) "raccontano" la delicatezza e le modalità del loro impegno e approfondiscono, insieme ad autorevoli accademici, il tema delle possibili revisioni della disciplina dell'immigrazione. Esperti giornalisti, infine, spiegano la dimensione mondiale dei fenomeni migratori e la loro tragica storia, da Ellis Island a Lampedusa.

Un convegno simile fu organizzato, esattamente dieci anni, sempre a Lampedusa e ancora da avvocati, accademici e magistrati insieme: era quello il tempo degli orridi "pacchetti sicurezza", anch'essi varati per fronteggiare l'emergenza immigrazione e il crimine da strada. Si chiamavano "pacchetti" e non "decreti", ma la "sicurezza", che evoca la paura, non mancava neppure allora nella denominazione.

La filosofia di quei provvedimenti appariva evidente sin dalla nuova denominazione dei Centri di permanenza temporanea per gli immigrati che vennero chiamati "Centri di identificazione ed espulsione", luoghi di una vera e propria detenzione amministrativa, un fiasco assoluto che però non va dimenticato.

È confortante, allora, che tutti i giuristi, pur con possibili divergenze di vedute su altri temi, ritrovino l'unità su quello della immigrazione e scelgano di andare coerentemente avanti in difesa dei diritti fondamentali delle persone.

Il loro confronto nasce, in particolare, dalla necessità di un forte richiamo ai doveri dei Paesi europei di fronte alle tragedie che continuano a verificarsi, ma anche da episodi che vanno spiegati come quelli dell'ingiustificato blocco dell'accesso ai porti italiani per le navi delle Ong e persino della Guardia costiera, che avevano effettuato salvataggi dei naufraghi.

In particolare, è illuminante l'intervento del vertice della guardia costiera, corpo che ha tenuto in questi anni un encomiabile e dignitoso atteggiamento.

Ne è sintesi quanto ricordò nel luglio 2018 l'ammiraglio Pettorino che la comanda allorché, parlando dei "doveri del mare e del diritto", ha ricordato il comandante Salvatore Todaro, ufficiale di Marina e medaglia d'oro al valor militare, che nella seconda guerra mondiale affondò una nave belga, salvandone poi i naufraghi. Rimproverato aspramente dall'ammiraglio nazista Donitz che gli chiedeva ragione del suo operato, rispose che glielo avevano imposto i duemila anni di civiltà marinara che gli italiani avevano alle loro spalle.
E il comandante in seconda della nave affondata - aggiunge chi scrive - gli chiese il suo nome perché i suoi 4 figli minori potessero ricordarlo per il resto della loro vita.

Narriamoli questi episodi: il sole potrà così illuminare Lampedusa ed ogni porto d'approdo di chi lascia la sua terra sperando solo in una vita dignitosa.