Lo strano silenzio sui titoli di Stato
Stefano Folli , di STEFANO FOLLI
Un dibattito confuso in Parlamento dopo una mediocre gestione dell'intera vicenda Mes (Meccanismo europeo di stabilità): chissà cosa capisce il normale cittadino del pasticcio politico che gli è stato cucinato dai suoi governanti di oggi, i quali in parte sono gli stessi di ieri senza soluzione di continuità.
Probabilmente avrà capito l'essenziale: ossia che il merito della questione interessa poco a tutti, essendo in corso l'ennesimo scontro mediatico con un occhio ai sondaggi. Nella speranza per alcuni e nel timore per altri che stavolta il presidente del Consiglio abbia messo il piede sulla buccia di banana idonea a farlo ruzzolare.
Se non fosse così, se cioè la sostanza fosse importante, qualcuno si sarebbe preso la briga di leggere con attenzione le carte. E si sarebbe accorto che il vero punto dolente, quello su cui si sarebbe dovuto e ancora si dovrebbe puntare i piedi, riguarda la volontà tedesca di introdur…
Probabilmente avrà capito l'essenziale: ossia che il merito della questione interessa poco a tutti, essendo in corso l'ennesimo scontro mediatico con un occhio ai sondaggi. Nella speranza per alcuni e nel timore per altri che stavolta il presidente del Consiglio abbia messo il piede sulla buccia di banana idonea a farlo ruzzolare.
Se non fosse così, se cioè la sostanza fosse importante, qualcuno si sarebbe preso la briga di leggere con attenzione le carte. E si sarebbe accorto che il vero punto dolente, quello su cui si sarebbe dovuto e ancora si dovrebbe puntare i piedi, riguarda la volontà tedesca di introdur…
Un dibattito confuso in Parlamento dopo una mediocre gestione dell'intera vicenda Mes (Meccanismo europeo di stabilità): chissà cosa capisce il normale cittadino del pasticcio politico che gli è stato cucinato dai suoi governanti di oggi, i quali in parte sono gli stessi di ieri senza soluzione di continuità.
Probabilmente avrà capito l'essenziale: ossia che il merito della questione interessa poco a tutti, essendo in corso l'ennesimo scontro mediatico con un occhio ai sondaggi. Nella speranza per alcuni e nel timore per altri che stavolta il presidente del Consiglio abbia messo il piede sulla buccia di banana idonea a farlo ruzzolare.
Se non fosse così, se cioè la sostanza fosse importante, qualcuno si sarebbe preso la briga di leggere con attenzione le carte. E si sarebbe accorto che il vero punto dolente, quello su cui si sarebbe dovuto e ancora si dovrebbe puntare i piedi, riguarda la volontà tedesca di introdurre un indice di rischio per i titoli di Stato. Il che vorrebbe dire, come spiega il presidente dell'Abi Patuelli, accrescere lo spread, rendere fragili i nostri titoli, assestare un colpo micidiale al sistema bancario. Qui insomma è la linea del Piave. E dunque la domanda è: siamo ancora in tempo per evitare tale esito?
Se la discussione delle ultime ore si fosse sviluppata intorno a questo punto, con un intento costruttivo sia della maggioranza sia dell'opposizione, ci sarebbe da rallegrarsi. Invece il gran vociare ha trasformato il confronto parlamentare in una sorta di talk show dove quel che conta è lanciare in aria frasi a effetto, come bengala nella notte.
Conte traditore? Conte che complotta nella notte per far passare il Mes all'insaputa dei suoi ingenui vice, Salvini e Di Maio? Se questi sono gli argomenti della destra (Lega e FdI ma non Forza Italia, il che significa qualcosa), essi sembrano un kit già confezionato per la campagna elettorale. Ma il premier non può limitarsi a fare l'offeso indicando a tutti il bersaglio grosso Salvini e, tra le righe, il bersaglio minore Di Maio, entrambi a loro volta supposti mentitori, nonché sodali. Per fare giustizia su chi dice la verità in ordine al mandato per negoziare in Europa, e quindi su chi sapeva e chi no, basterebbe andare a vedere i verbali dei Consigli dei ministri nel periodo in questione, tra la fine del 2018 e l'estate del 2019. Tali verbali sono documenti ufficiali. Sarebbe un modo semplice per sgomberare il campo dagli argomenti futili e concentrarsi sui veri nodi che il pasticcio del Mes ha messo in luce.
Il primo, ancora una volta, è l'inconsistenza dell'alleanza tra Pd e 5S. È un tessuto usurato che ogni giorno rischia di lacerarsi. Si sconta peraltro il peccato d'origine: aver costruito l'estate scorsa una pseudo-intesa facente perno sui grillini con il Pd al posto della Lega e addirittura con il medesimo premier. Per cui tutte le contraddizioni della maggioranza sovranista si sono rovesciate sul Conte-2. A cominciare dal no al Mes conclamato dai 5S in sintonia coi leghisti (al riguardo c'è un efficace intervento di Beppe Grillo sul blog del 21 giugno): possibile che nessuno abbia chiesto chiarimenti prima di votare la fiducia al nuovo governo? Ora, con il trattato di fatto definito, c'è poco da fare, salvo ottenere un rinvio per evitare che siano i titoli di Stato a scontare la superficialità dei politici. Nel frattempo sono stati rimessi al centro Salvini e la sua retorica: non un gran risultato.
Probabilmente avrà capito l'essenziale: ossia che il merito della questione interessa poco a tutti, essendo in corso l'ennesimo scontro mediatico con un occhio ai sondaggi. Nella speranza per alcuni e nel timore per altri che stavolta il presidente del Consiglio abbia messo il piede sulla buccia di banana idonea a farlo ruzzolare.
Se non fosse così, se cioè la sostanza fosse importante, qualcuno si sarebbe preso la briga di leggere con attenzione le carte. E si sarebbe accorto che il vero punto dolente, quello su cui si sarebbe dovuto e ancora si dovrebbe puntare i piedi, riguarda la volontà tedesca di introdurre un indice di rischio per i titoli di Stato. Il che vorrebbe dire, come spiega il presidente dell'Abi Patuelli, accrescere lo spread, rendere fragili i nostri titoli, assestare un colpo micidiale al sistema bancario. Qui insomma è la linea del Piave. E dunque la domanda è: siamo ancora in tempo per evitare tale esito?
Se la discussione delle ultime ore si fosse sviluppata intorno a questo punto, con un intento costruttivo sia della maggioranza sia dell'opposizione, ci sarebbe da rallegrarsi. Invece il gran vociare ha trasformato il confronto parlamentare in una sorta di talk show dove quel che conta è lanciare in aria frasi a effetto, come bengala nella notte.
Conte traditore? Conte che complotta nella notte per far passare il Mes all'insaputa dei suoi ingenui vice, Salvini e Di Maio? Se questi sono gli argomenti della destra (Lega e FdI ma non Forza Italia, il che significa qualcosa), essi sembrano un kit già confezionato per la campagna elettorale. Ma il premier non può limitarsi a fare l'offeso indicando a tutti il bersaglio grosso Salvini e, tra le righe, il bersaglio minore Di Maio, entrambi a loro volta supposti mentitori, nonché sodali. Per fare giustizia su chi dice la verità in ordine al mandato per negoziare in Europa, e quindi su chi sapeva e chi no, basterebbe andare a vedere i verbali dei Consigli dei ministri nel periodo in questione, tra la fine del 2018 e l'estate del 2019. Tali verbali sono documenti ufficiali. Sarebbe un modo semplice per sgomberare il campo dagli argomenti futili e concentrarsi sui veri nodi che il pasticcio del Mes ha messo in luce.
Il primo, ancora una volta, è l'inconsistenza dell'alleanza tra Pd e 5S. È un tessuto usurato che ogni giorno rischia di lacerarsi. Si sconta peraltro il peccato d'origine: aver costruito l'estate scorsa una pseudo-intesa facente perno sui grillini con il Pd al posto della Lega e addirittura con il medesimo premier. Per cui tutte le contraddizioni della maggioranza sovranista si sono rovesciate sul Conte-2. A cominciare dal no al Mes conclamato dai 5S in sintonia coi leghisti (al riguardo c'è un efficace intervento di Beppe Grillo sul blog del 21 giugno): possibile che nessuno abbia chiesto chiarimenti prima di votare la fiducia al nuovo governo? Ora, con il trattato di fatto definito, c'è poco da fare, salvo ottenere un rinvio per evitare che siano i titoli di Stato a scontare la superficialità dei politici. Nel frattempo sono stati rimessi al centro Salvini e la sua retorica: non un gran risultato.