Non giocare sulla pelle dei risparmiatori
di francesco manacorda
Salvare i risparmiatori e non i banchieri». La frase, anzi lo slogan, pronunciata ieri da Luigi Di Maio ha il merito di rappresentare in modo sintetico la questione che si trascinerà prevedibilmente a lungo. “Salvare i risparmiatori e non i banchieri” perché ciascuno dei soci della coalizione teme di essere impallinato alle prossime elezioni se appena fa un passo fuori da un sentiero strettissimo: se non interviene rischia di danneggiare i risparmiatori, se interviene può fare un favore di troppo ai banchieri. Al di là della retorica, la triste verità è però che oggi in Italia, con le regole del “bail in” – ossia le norme europee che puntano a scaricare il costo delle crisi bancarie non sulle casse pubbliche, ma sugli azionisti, gli obbligazionisti e in una certa misura anche sui correntisti delle banche in crisi - se anche il governo riuscirà ad aiutare i risparmiatori della Popolare di Bari p…
Salvare i risparmiatori e non i banchieri». La frase, anzi lo slogan, pronunciata ieri da Luigi Di Maio ha il merito di rappresentare in modo sintetico la questione che si trascinerà prevedibilmente a lungo. “Salvare i risparmiatori e non i banchieri” perché ciascuno dei soci della coalizione teme di essere impallinato alle prossime elezioni se appena fa un passo fuori da un sentiero strettissimo: se non interviene rischia di danneggiare i risparmiatori, se interviene può fare un favore di troppo ai banchieri. Al di là della retorica, la triste verità è però che oggi in Italia, con le regole del “bail in” – ossia le norme europee che puntano a scaricare il costo delle crisi bancarie non sulle casse pubbliche, ma sugli azionisti, gli obbligazionisti e in una certa misura anche sui correntisti delle banche in crisi - se anche il governo riuscirà ad aiutare i risparmiatori della Popolare di Bari potrà farlo solo aiutando la banca stessa a non fallire. E per farlo dovrà necessariamente darle nuovo capitale. Eventuali sanzioni al suo management (i famigerati “banchieri”) toccheranno poi all’autorità giudiziaria, che ha peraltro già avviato una serie di iniziative proprio nei confronti di chi ha guidato e guida la Popolare pugliese. Ma oggi l’idea che si possano salvare soci, obbligazionisti e correntisti di una banca senza aiutare la banca stessa è solo una balla spaziale.
Per questo assumono un sapore stucchevolissimo le polemiche di queste ore che vedono in particolare i renziani – scottati
a vita dalle accuse per il salvataggio della banca di “babbo Boschi” e del “rosso” Mps – e i 5 Stelle, che pure hanno già perso la loro verginità in campo creditizio varando un salvataggio per Carige, impegnati in un gioco frenetico per lasciare al vicino il cerino acceso dell’accusa di essere “amico dei banchieri”.
Adesso serve un intervento che eviti crisi di fiducia e di panico e che si risparmi battaglie giocate sulla pelle dei risparmiatori. Poi si potrà – si dovrà – discutere delle responsabilità. Quelle dei banchieri, innanzitutto. Ma anche quella eventuali di Bankitalia che per molti anni pare aver considerato Bari una possibile risorsa, e non un problema, del sistema bancario.
Per questo assumono un sapore stucchevolissimo le polemiche di queste ore che vedono in particolare i renziani – scottati
a vita dalle accuse per il salvataggio della banca di “babbo Boschi” e del “rosso” Mps – e i 5 Stelle, che pure hanno già perso la loro verginità in campo creditizio varando un salvataggio per Carige, impegnati in un gioco frenetico per lasciare al vicino il cerino acceso dell’accusa di essere “amico dei banchieri”.
Adesso serve un intervento che eviti crisi di fiducia e di panico e che si risparmi battaglie giocate sulla pelle dei risparmiatori. Poi si potrà – si dovrà – discutere delle responsabilità. Quelle dei banchieri, innanzitutto. Ma anche quella eventuali di Bankitalia che per molti anni pare aver considerato Bari una possibile risorsa, e non un problema, del sistema bancario.