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(afp)

Se Trump sveglia l'Europa

Lungi dall’essere in agonia, l’Ue si appresta ad affrontare la terza fase della sua storia: l’unità politica, dopo l’unità commerciale e monetaria
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Lo ha detto con prudenza, in tono deliberatamente un po’ monocorde, per non dar adito a breaking news. In puro stile Merkel. Ma come si spiega che le sue parole, riportate la scorsa settimana dal Financial Times, non abbiano suscitato maggiori reazioni o commenti?

«A mio parere — ha esordito la cancelliera — l’Unione è la nostra assicurazione sulla vita, dato che la Germania è troppo piccola per esercitare da sola un’influenza politica». Dunque, oggi la cancelliera considera di interesse vitale per il suo Paese avere un peso sulla scena internazionale, e ritiene che ciò sia possibile solo attraverso l’Unione. Una leader tedesca parla della Germania dicendo ciò che da molti decenni i dirigenti francesi dicono della Francia. Come mai quest’improvvisa convergenza tra le due prime potenze dell’Unione non ha suscitato maggiore interesse?

È un fatto di grande rilievo, ma non riconosciuto come ta…
Lo ha detto con prudenza, in tono deliberatamente un po’ monocorde, per non dar adito a breaking news. In puro stile Merkel. Ma come si spiega che le sue parole, riportate la scorsa settimana dal Financial Times, non abbiano suscitato maggiori reazioni o commenti?

«A mio parere — ha esordito la cancelliera — l’Unione è la nostra assicurazione sulla vita, dato che la Germania è troppo piccola per esercitare da sola un’influenza politica». Dunque, oggi la cancelliera considera di interesse vitale per il suo Paese avere un peso sulla scena internazionale, e ritiene che ciò sia possibile solo attraverso l’Unione. Una leader tedesca parla della Germania dicendo ciò che da molti decenni i dirigenti francesi dicono della Francia. Come mai quest’improvvisa convergenza tra le due prime potenze dell’Unione non ha suscitato maggiore interesse?

È un fatto di grande rilievo, ma non riconosciuto come tale, data la convinzione oggi così diffusa che l’unità europea sia oramai un’utopia superata. Ha vissuto, ve lo dico io! O in altri termini, è morta e sotterrata! Perciò neppure si presta ascolto ad Angela Merkel, quando spiega al Financial Times che la Brexit «ci ha dato la sveglia», che l’Unione è vitale per gli interessi e l’identità della Germania, e che occorre rafforzarla: dunque, avanti tutta sull’integrazione dei suoi debiti, l’unione bancaria e un mercato unico del digitale. Le virgolette non sono molte nell’articolo. Più che di un’intervista, si tratta di una conversazione riferita in forma indiretta, che consente a Merkel di lasciar intendere quanto non avrebbe potuto dire senza suscitare fiammate in Germania e nel suo partito. Dunque un ballon d’essai, una mossa per sondare il terreno — anche se la cancelliera non si è limitata a sostenere la necessità di una dimensione politica dell’Ue. Ha anche auspicato l’indipendenza digitale dei 27 (il Financial Times parla di una nuova «politica industriale») e naturalmente la difesa comune. I rapporti transatlantici «restano cruciali», ha poi aggiunto, ma constatando che il disinteresse degli Stati Uniti per l’Europa ha «cause strutturali», ed è quindi destinato a durare, preconizza uno sviluppo delle capacità militari dell’Europa, che a suo parere dovrebbe «potersi impegnare, ad esempio, in Africa», in aree non incluse tra le priorità della Nato. È dunque ora di prenderne atto, e di parlarne! Affermazione politica dell’Europa, difesa comune e politica industriale: queste grandi idee, che finora sono state esclusivamente francesi, riscuotono ormai il consenso. Era già chiaro fin dal luglio scorso, nei dibattiti, nei corridoi e nelle Commissioni del Parlamento da poco eletto; ed è diventato evidente da quando Ursula von der Leyen, nei suoi primi interventi a Bruxelles, ha coniato il termine di «unione geopolitica».

Ora lo conferma anche la cancelliera, che seppure un po’ strattonata dalla foga di Macron, condivide la sua percezione di un’urgenza europea. Lungi dall’essere in agonia, o magari già morta, l’Ue si è svegliata e si sta stiracchiando. È dunque ora di sospendere il suo seppellimento e di prendere atto che sta invece tornando a nuova vita, elettrizzata, sfidata, rimobilitata da Trump, che dopo aver richiuso l’ombrello americano fomenta l’instabilità internazionale, e ci vede innanzitutto come concorrenti da combattere. Grazie a quest’uomo, grazie all’elettroshock provocato dalla sua elezione e allo sbigottimento che continua a suscitare, l’Ue affronta oggi la terza fase della sua storia, quella dell’unità politica, dopo l’unità commerciale e monetaria. Non lo si è ancora capito. Non si riesce neppure a rendersene conto, ma è un dato di fatto che la prossima primavera si aprirà la Conferenza sul futuro dell’Europa, promossa da Macron. In parallelo con le istituzioni europee e nazionali, gruppi di cittadini discuteranno sui cambiamenti da attuare nell’Unione. In seno al Consiglio, al Parlamento, alla Commissione, e in ciascuno degli Stati membri, questi dibattiti saranno tanto più animati e difficili in quanto, con l’aprirsi della fase politica, con l’affermazione internazionale, la difesa e gli investimenti comuni, si sta entrando nel vivo della questione. C’è anche il rischio di arrivare a una rottura, perché un mercato comune dotato di istituzioni, di una moneta, di una difesa e una diplomazia comuni somiglia molto a una Federazione, ancorché costituita da Stati-nazione. L’Unione, risvegliata, sfidata, è con le spalle al muro. C’è da aspettarsi un forte beccheggio. Ma che esplodano infine le tempeste desiderate!
(Traduzione di Elisabetta Horvat)