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(afp)

TikTok e il lupo cattivo: perché il Garante privacy ha lanciato l’allarme sul social degli adolescenti

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La piattaforma cinese è sospettata di non proteggere i dati degli utenti (molti dei quali minorenni) e presenta potenziali rischi legati ai falsi account
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Se il nome di Marta Losito non vi dice nulla, allora questo pezzo non fa per voi. O forse sì. Se invece la conoscete, è probabile che abbiate dei figli o nipoti adolescenti (e anche meno) che fanno parte di quei 6,5 milioni di italiani iscritti e attivi - in media 6 ore al mese, dicono le statistiche, ma migliaia di mamme potrebbero rivederle sensibilmente al rialzo - su un social network chiamato TikTok.

Marta Losito è una videostar quindicenne che su TikTok vanta 2,3 milioni di follower, la maggior parte suoi coetanei e più piccoli: viso radioso, modi gentili, voce squillante con lieve inflessione veneta, è la loro amica ideale.

La faccia pulita di TikTok, luogo che a uno sguardo superficiale da adulto assomiglia a un innocuo parco giochi virtuale, fatto di filastrocche canzoncine balletti smorfie, senza la violenza verbale di Facebook, le pose provocanti di Instagram, il cyberbullismo delle chat.

Eppure, se Cappuccetto Rosso fosse ambientato ne…
Se il nome di Marta Losito non vi dice nulla, allora questo pezzo non fa per voi. O forse sì. Se invece la conoscete, è probabile che abbiate dei figli o nipoti adolescenti (e anche meno) che fanno parte di quei 6,5 milioni di italiani iscritti e attivi - in media 6 ore al mese, dicono le statistiche, ma migliaia di mamme potrebbero rivederle sensibilmente al rialzo - su un social network chiamato TikTok.

Marta Losito è una videostar quindicenne che su TikTok vanta 2,3 milioni di follower, la maggior parte suoi coetanei e più piccoli: viso radioso, modi gentili, voce squillante con lieve inflessione veneta, è la loro amica ideale.

La faccia pulita di TikTok, luogo che a uno sguardo superficiale da adulto assomiglia a un innocuo parco giochi virtuale, fatto di filastrocche canzoncine balletti smorfie, senza la violenza verbale di Facebook, le pose provocanti di Instagram, il cyberbullismo delle chat.

Eppure, se Cappuccetto Rosso fosse ambientato nel ventunesimo secolo, il rischio di incontrare il lupo cattivo proprio su TikTok sarebbe alto. E, a scanso di equivoci, non parliamo di Matteo Salvini che pure ha un proprio account da qualche mese, primo fra i politici italiani.

A lanciare l'allarme, seguendo l'esempio delle autorità di controllo statunitensi e britanniche, è il Garante della privacy italiano, che ha formalmente chiesto al Comitato europeo per la protezione dei dati personali di creare una task force (europea) per mettere sotto inchiesta la piattaforma - che, dettaglio non irrilevante, ha sede e proprietà in Cina - sospettata di non tutelare la privacy dei suoi utenti e di fare un uso non corretto dei dati in proprio possesso.

La denuncia del Garante non è estemporanea, segue un'istruttoria avviata alcuni mesi fa ed è supportata da alcuni - per ora isolati - casi di presunti adescamenti pedofili avvenuti attraverso TikTok.

In teoria, secondo il regolamento europeo sulla privacy (Gdpr) applicato in Italia, è vietato aprire profili sui social media sotto i 14 anni. Ma molti genitori - e qui mi autodenuncio - cedono alle pressioni di figli e figlie under 14, consentendo loro di seguire Marta Losito ma anche di produrre i propri contenuti, magari adottando accorgimenti (profilo chiuso, periodico controllo delle richieste di amicizia, eliminazione di quelle sospette). Sapendo che TikTok è frequentato da giovanissimi, i malintenzionati possono facilmente creare falsi profili, spacciarsi per coetanei e adescarli.

Il problema è che, trattandosi di una piattaforma extraterritoriale rispetto alle norme condivise in Europa, non avendo una sede legale all'interno dell'Unione ma soprattutto appartenendo a quella fetta di mondo in cui la rete è tutt'altro che aperta e libera, TikTok sfugge a ogni controllo, accumula dati personali, li tratta a proprio piacimento e, dulcis in fundo, è sospettata di essere un possibile veicolo di intrusione ostile nei sistemi informatici occidentali. Forse per eccesso di paranoia, l'esercito Usa ne ha vietato l'installazione e l'utilizzo alle proprie forze armate. L'India l'ha addirittura bandita dai propri confini. Ecco perché il nostro Garante ha ritenuto opportuno un supplemento di indagine e ha voluto che fosse coordinato. Per quanto ci riguarda, senza allarmismi, cerchiamo di evitare che il lupo cattivo si mangi Marta Losito.