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Elly Schlein, quelle parole semplici

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Conosco Elly Schlein abbastanza bene e da abbastanza tempo da poter dire che un po' mi dispiace non parlare qui di ambiente, immigrazione, innovazione, femminismo, federalismo, diritti delle minoranze - cioè di quei temi di cui tante volte abbiamo discusso e di cui l'ho sentita discutere, sempre con passione capacità di ascolto e competenza.

Mi piacerebbe anche, a proposito di Elly, limitarmi a parlare di questo: della sua serena competenza, vera novità e gradito ritorno nella proposta di personale politico in anni recenti. Ma no.

Siamo qui a parlare del fatto che Elena Ethel Schlein detta Elly, 34 anni, neo vicepresidente della Regione Emilia Romagna in virtù del largo consenso personale raccolto alle elezioni che Salvini già dava per vinte, ha risposto così a Daria Bignardi nel corso di un'intervista durante il programma tv "L'Assedio":

"Di solito non parlo della mia vita personale ma sì, sono fidanza…
Conosco Elly Schlein abbastanza bene e da abbastanza tempo da poter dire che un po' mi dispiace non parlare qui di ambiente, immigrazione, innovazione, femminismo, federalismo, diritti delle minoranze - cioè di quei temi di cui tante volte abbiamo discusso e di cui l'ho sentita discutere, sempre con passione capacità di ascolto e competenza.

Mi piacerebbe anche, a proposito di Elly, limitarmi a parlare di questo: della sua serena competenza, vera novità e gradito ritorno nella proposta di personale politico in anni recenti. Ma no.

Siamo qui a parlare del fatto che Elena Ethel Schlein detta Elly, 34 anni, neo vicepresidente della Regione Emilia Romagna in virtù del largo consenso personale raccolto alle elezioni che Salvini già dava per vinte, ha risposto così a Daria Bignardi nel corso di un'intervista durante il programma tv "L'Assedio":

"Di solito non parlo della mia vita personale ma sì, sono fidanzata. Ho avuto diverse relazioni in passato, ho amato molti uomini ho amato molte donne. In questo momento sto con una ragazza e sono felice finché mi sopporta". Sto con una ragazza, ha detto senza la minima esitazione, senza alcun imbarazzo, con la naturalezza di chi alla domanda latte o limone risponde oggi limone, grazie. Oggi. Ieri latte e domani non so. Sorriso.

Parliamo di questo perché tutti ne parlano, è - in rete - una delle discussioni del giorno e se ne deve prendere atto. Colpisce di più l'opinione pubblica il fatto che stia "in questo momento" con una ragazza che, poniamo, la sua ostinazione nella riforma del regolamento sul trattato di Dublino (tema: la celebre temutissima invasione dei migranti) di cui da europarlamentare è stata relatrice per l'Alleanza progressista. Va così.

E tuttavia è interessante anche sotto il profilo politico tutto questo stupore e meraviglia per la semplicità con cui chi ha trent'anni sia in grado di candidarsi alla presidenza degli Stati Uniti scandendo il suo impronunciabile cognome insieme alla tranquilla dichiarazione di omosessualità, di rispondere a diretta domanda ho amato uomini e ho amato donne, di presentarsi su un palco davanti alla metà degli italiani - anche di questo non si fa che parlare, come fosse una rivoluzione - in abiti, magnifici, femminili o quasi, o forse. Abiti fluidi, cangianti, di genere anfibio e onnivoro. La rivoluzione non è la manifestazione di omosessualità, di duttilità di genere, naturalmente - ci sono stati altri eroi, nei decenni - ma l'antieroismo, appunto. L'assoluta normalità con cui, beati loro, i trentenni irrompono e dicono è così, e quindi? Non vedo il problema. Che poi forse non è nemmeno una questione di età, non sono davvero sicura che sia una faccenda generazionale: forse è solo che il mondo reale tutto attorno è già questo, e solo chi è rimasto impigliato nelle vecchie logiche di appartenenza di minoranza e di battaglia non ha la disinvoltura di uscire dalle categorie, non può, non sa, resta lì a rivendicare e a dire: sono stato io il primo, la prima. E dunque sì, alla fine: in qualche misura dipende dal tempo che scorre e che lava.

Penso anche a quanto ricatto e quanto dolore sia fondato sull'ipocrisia del decoro. Dell'apparenza, delle forme. Della menzogna. Il potere è conoscenza: se so qualcosa di te che tu non vuoi far sapere ho potere su di te. Non sei libero. In genere sono i soldi e il sesso, gli strumenti di ricatto. Penso a quanto, ancora nella politica di oggi, le scelte private note solo alle cerchie ristrette siano la debolezza di chi non conosce la libertà e la naturalezza di dire: sì, sono così. Sono anche così. Dipende. Penso a quanto potere esercita chi sta attorno a coloro che non possono, non sanno, non riescono o non vogliono dire. E qui, di nuovo, si può essere schiavi anche a trent'anni: dipende da chi sei, da come sei, non certo da quanti anni hai.

Dunque, a proposito di Elly Schlein. Ha rilevanza politica, la sua breve tranquilla risposta. Il valore delle sue parole - del suo esempio - non dipende soltanto dai suoi anni, dal suo evidente coraggio. Dipende dalla sua adesione alla realtà: dalla sua autenticità, dalla corrispondenza fra quello che è e quello che sembra. Non ci sono due verità, ce n'è una. Perché poi. Esiste il mondo reale, ed esistono i social.

Esiste l'identità, chi sono io davvero, come vivo cosa faccio, ed esiste la reputazione, chi pensate che io sia, chi voglio che voi pensiate che io sia. Abbiamo vissuto anni - in politica, e ovunque - sotto la dittatura della popolarità: ci hanno detto che era l'adesione alla domanda. Devi essere come ti vogliono. Come "funziona", come "conviene".

Poi, però, ecco che c'è chi se ne frega. Chi è quel che è, e non insegue il consenso con la promozione parassita degli staff che lo tengono in ostaggio: lo suscita, non lo insegue, il consenso. Semplicemente mostrandosi com'è, per quello che sente e che pensa, dando così casa e posto a tutti quelli che non riuscivano, non sapevano, non potevano e ora invece, ecco, sì. Il tempo va nella direzione di Elly Schlein, è già lì. Ho amato uomini, ho amato donne. Fra poco, sarebbe magnifico, si riuscirà a dire anche: insieme. Contemporaneamente, ho amato persone. Nessuno si adonti, lo sappiamo: succede a tutti. Anche la politica sarà un'altra, quel giorno. Quando nessuno dovrà nascondere né spiegare né rivendicare. Allora, quella mattina, si potrà semplicemente dire: ora parliamo del diritto d'asilo, del trattato di Dublino, della salute del lavoro della scuola. Non di chi mi aspetta a casa, o nelle case, e di come si chiama.

Nessuno può zittire chi non ha niente da nascondere, perché chi non ha niente da nascondere è invulnerabile. Non ha niente da temere. Sarà - quello - il giorno in cui tutti potranno dire: ma certo, anche io. Sorridere di un sorriso interno, condividere, astenersi dal mettere like o anche metterlo, va bene lo stesso se è proprio indispensabile. Poi - finalmente - passare ad altro. Agire e cambiare, meglio se in meglio, le cose.