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Le bugie rivelate dalle immagini

Il video girato dal collega del carabiniere ucciso chiarisce quel che accadde nella caserma di Roma durante l'interrogatorio di Gabriel Christian Natale Hjorth
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Il video dell’interrogatorio abusivo, abusivamente condotto alla presenza di otto militari, tra cui un ufficiale, in un locale della caserma del Nucleo Investigativo dei carabinieri di via In Selci, a Roma, del cittadino americano Gabriel Christian Natale Hjorth, accusato, insieme al suo amico Lee Finnegan Elder, dell’omicidio del maresciallo Mario Cerciello Rega, è un documento che torna a interpellare l’Arma su una questione dirimente. Che, in questi anni, questo giornale non ha mai smesso di sollevare e su cui si gioca l’onore di 100 mila tra donne e uomini in uniforme che ogni giorno, con sacrificio, servono il Paese. E che ridotta all’osso suona così: la persistenza di una cultura dell’omertà che continua ad abitare la pancia dell’Arma e che, come un riflesso pavloviano, considera intollerabile, pur di fronte alle evidenze di un abuso, che sono sempre personali evidentemente, anche solo l’idea di sottoporsi con …
Il video dell’interrogatorio abusivo, abusivamente condotto alla presenza di otto militari, tra cui un ufficiale, in un locale della caserma del Nucleo Investigativo dei carabinieri di via In Selci, a Roma, del cittadino americano Gabriel Christian Natale Hjorth, accusato, insieme al suo amico Lee Finnegan Elder, dell’omicidio del maresciallo Mario Cerciello Rega, è un documento che torna a interpellare l’Arma su una questione dirimente. Che, in questi anni, questo giornale non ha mai smesso di sollevare e su cui si gioca l’onore di 100 mila tra donne e uomini in uniforme che ogni giorno, con sacrificio, servono il Paese. E che ridotta all’osso suona così: la persistenza di una cultura dell’omertà che continua ad abitare la pancia dell’Arma e che, come un riflesso pavloviano, considera intollerabile, pur di fronte alle evidenze di un abuso, che sono sempre personali evidentemente, anche solo l’idea di sottoporsi con lealtà e trasparenza al giudizio dell’opinione pubblica prima, di un giudice poi.

Il video di quell’interrogatorio dice infatti qualcosa di più e, per certi versi, di peggio di quanto già noto. Primo: che il 28 luglio l’Arma mentì sostenendo che il giovane americano fosse stato bendato e ammanettato a una sedia per «non più di 4, 5 minuti» soltanto «per non fargli vedere quanto lo circondava nell’ufficio» e per «impedirgli gesti di autolesionismo» . Secondo: che — come documenta la ricostruzione del nostro Daniele Autieri — quel video fu girato dal carabiniere Andrea Varriale, l’ultimo che avrebbe dovuto trovarsi in quella stanza. Per una semplice ragione: era stato la vittima dell’aggressione di quel ragazzo bendato e ammanettato durante la quale era stato accoltellato a morte il suo commilitone e amico Mario Cerciello Rega. Ebbene, il 29 luglio del 2019, durante la celebrazione delle esequie del maresciallo, il Comandante generale dell’Arma Giovanni Nistri, invitò pubblicamente a non infliggere alla memoria di quel carabiniere una «dodicesima coltellata» con «inutili polemiche» . Il generale ce l’aveva con il giornalismo che continuava a cercare risposte più convincenti su alcuni passaggi chiave di quell’omicidio.
Ebbene, oggi sappiamo che il carabiniere Varriale mentì su almeno due circostanze non esattamente laterali. Mentì, sapendo di farlo, sulla nazionalità degli aggressori, che sapeva bianchi caucasici e non maghrebini, come disse nell’immediatezza del fatto.

E mentì negando di essere disarmato, per giunta coperto nella menzogna dal suo comandante di stazione (per questo oggi indagato). Oggi sappiamo anche che Natale Hjorth fu bendato e ammanettato non per essere protetto, ma umiliato. E che allo spettacolo assistettero passivi (o complici?) otto militari di cui, inspiegabilmente, per altro, solo due risultano però indagati. Nessuna «dodicesima coltellata» all’Arma o alla memoria di un suo caduto, dunque. Solo la ricerca della verità di fronte a indizi di omertà. Anche in onore del maresciallo Cerciello Rega e dei 100 mila come lui.