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(ansa)

Tutti i pericoli del caso Lagarde

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Christine Lagarde non è Mario Draghi: chi aveva qualche dubbio al riguardo ieri ha potuto rendersene conto. Tutti coloro che ancora credono nell'Europa speravano che la Banca centrale avrebbe fatto qualcosa di straordinario per dare sollievo all'Italia, il Paese più colpito dal virus e il più esposto alla recessione economica. Non solo questo non è avvenuto, se non in misura parziale e insufficiente, ma la neo presidente dell'istituto - del tutto dimentica del famoso "whatever it takes" del suo predecessore - ha creato il panico sui mercati, affermando che non è suo compito preoccuparsi dello spread che vola. Dunque non la riguarda il destino dei Paesi indebitati, il primo dei quali tutti sanno essere l'Italia.

Così, mentre ci si domandava come fosse possibile incorrere in un errore tanto madornale, la Borsa crollava e lo spread, appunto, scivolava verso i 260 punti. Né il successivo tentativo di correggere la…
Christine Lagarde non è Mario Draghi: chi aveva qualche dubbio al riguardo ieri ha potuto rendersene conto. Tutti coloro che ancora credono nell'Europa speravano che la Banca centrale avrebbe fatto qualcosa di straordinario per dare sollievo all'Italia, il Paese più colpito dal virus e il più esposto alla recessione economica. Non solo questo non è avvenuto, se non in misura parziale e insufficiente, ma la neo presidente dell'istituto - del tutto dimentica del famoso "whatever it takes" del suo predecessore - ha creato il panico sui mercati, affermando che non è suo compito preoccuparsi dello spread che vola. Dunque non la riguarda il destino dei Paesi indebitati, il primo dei quali tutti sanno essere l'Italia.

Così, mentre ci si domandava come fosse possibile incorrere in un errore tanto madornale, la Borsa crollava e lo spread, appunto, scivolava verso i 260 punti. Né il successivo tentativo di correggere la frase infelice ha migliorato la situazione. Sul piano pratico il senso di quanto accaduto si riassume nella sintesi che ne ha fatto il presidente della Repubblica: "L'Italia ha bisogno di solidarietà, non di ostacoli". Purtroppo, se l'ostacolo è creato dalla Bce, c'è da temere. Anche perché l'episodio incrocia in modo molto pericoloso la debolezza italiana. Dove il governo fa quel che può, sollecitando lo spirito civico dei cittadini, ma in uno scenario di crescente gravità sul piano sia sanitario sia economico. Di tutto abbiamo bisogno in questo momento tranne che di allargare ancora la forbice tra chi crede nell'ideale europeo - e ne viene sempre deluso - e chi invece alimenta la diffidenza verso Bruxelles, un sentimento diffuso e certo rafforzato dalla paura e dallo smarrimento attuali.

Le parole della Lagarde sono di sicuro una "gaffe", non annunciano una linea della Bce opposta a quella di Draghi. Tuttavia tradiscono un pregiudizio, o meglio un'incapacità di comprendere che l'Unione è fragile e la crisi del coronavirus potrebbe accentuare le spinte divergenti non tanto fra i governi, quanto fra le opinioni pubbliche delle diverse nazioni. Questo è vero in modo particolare in Italia, il Paese più esposto sotto tutti i punti di vista. Da noi il fronte euroscettico è ampio e ben rappresentato sul piano politico. In queste settimane drammatiche si è tentato di costruire un senso di solidarietà nazionale che non è oggi una formula politica - non è il governo delle larghe intese, per intendersi - ma è uno stato d'animo e all'occorrenza una convergenza parlamentare in nome dell'emergenza. Potrebbe diventare qualcosa di più in un futuro ancora più cupo che nessuno si augura, tuttavia in ogni caso il rapporto con l'Europa resta cruciale.

Tutto ciò che in questi giorni sgancia l'Unione dalla vecchia ortodossia pro-austerità e dalla rigidità dei parametri aiuta il dibattito interno in Italia e lo rende più maturo.

Al contrario, ciò che ripropone in varie forme la diffidenza delle regioni del Nord europeo verso il Sud dilapidatore - anche quando è scosso da una devastante crisi sanitaria - , allarga il fossato e riproduce sul piano interno la stessa spaccatura. Se davvero la Commissione si avvia a sospendere il patto di Stabilità in nome della solidarietà verso l'Italia, vuol dire che sceglie la prima strada. Al di là del passo falso della Lagarde, sarebbe una decisione destinata ad avere conseguenze positive a Roma.