Il rinvio dell'Olimpiade di Tokyo al 2021: non si gioca con il virus. Prima vittoria per gli atleti
Emanuela Audisio , di EMANUELA AUDISIONon era mai successo in tempi di pace, ma in questo momento era impossibile rispettare la scadenza del 2020
Giochi dispari, per la prima volta. L’Olimpiade si fa più in là. Slitta di un anno, nel 2021. Anche quella paralimpica. Non era mai successo in tempi di pace. Solo tre le edizioni annullate: 1916, 1940 (da disputare a Tokyo), 1944. Per le guerre mondiali. Ma non si gioca con il virus e in questo momento era impossibile rispettare la scadenza. Il Giappone non è più quello ostinato di una volta e sceglie la flessibilità. Lo slogan disinvolto di Avery Brundage, americano, ex presidente Cio: «I Giochi devono andare avanti» è stato smentito. Lui non fermò né quelli del ’68 dopo la strage di Piazza delle Tre Culture a Città del Messico, né quelli di Monaco ‘72 dopo il massacro nel villaggio olimpico e nell’aeroporto militare, e lasciamo stare quello che fece (o non fece) a Berlino nel ’36. Per la prima volta forse hanno vinto anche gli atleti che ad alta voce hanno chiesto condizi…
Giochi dispari, per la prima volta. L’Olimpiade si fa più in là. Slitta di un anno, nel 2021. Anche quella paralimpica. Non era mai successo in tempi di pace. Solo tre le edizioni annullate: 1916, 1940 (da disputare a Tokyo), 1944. Per le guerre mondiali. Ma non si gioca con il virus e in questo momento era impossibile rispettare la scadenza. Il Giappone non è più quello ostinato di una volta e sceglie la flessibilità. Lo slogan disinvolto di Avery Brundage, americano, ex presidente Cio: «I Giochi devono andare avanti» è stato smentito. Lui non fermò né quelli del ’68 dopo la strage di Piazza delle Tre Culture a Città del Messico, né quelli di Monaco ‘72 dopo il massacro nel villaggio olimpico e nell’aeroporto militare, e lasciamo stare quello che fece (o non fece) a Berlino nel ’36. Per la prima volta forse hanno vinto anche gli atleti che ad alta voce hanno chiesto condizioni sicure e uguali per tutti, visto che molte gare di qualificazione erano state annullate.
Il rinvio è una scelta senza precedenti, quindi non esiste protocollo da seguire, tutto è da risistemare e da rinegoziare (dalle penali ai rimborsi). Non cambierà logo, sarà sempre Tokyo 2020, la merce olimpica è già pronta, troppo costoso cambiarla in corsa. Restano Giochi on the road. In viaggio verso una data su cui ci saranno battaglie e confronti tra Cio, comitato organizzatore, stakeholder, federazioni internazionali. Considerato che molti eventi sportivi 2020 sono già stati rimandati al 2021 la domanda è: in quale periodo? C’è chi parla di marzo, chi di estate, ma è chiaro che campionati professionisti come calcio, basket, tennis, hanno già i loro calendari pieni e molti atleti non sarebbero disponibili. Senza considerare che con altre discipline importanti in onda quelle olimpiche non avrebbero più la stessa audience. E poi c’è la gara più difficile: quella contro il virus. Come farà lo sport che vive sul coinvolgimento fisico di persone a tornare a giocare? Senza vaccino disponibile, senza cura farmacologica specifica non si può pensare di entrare in uno stadio, in una palestra, in una piscina.
Non si spegne però la fiamma olimpica che inizierà il suo viaggio in Giappone. Non di corsa, né in staffetta, ma su un’auto su cui arriverà a Tokyo dopo aver attraversato i luoghi del triplice disastro: terremoto, tsunami, incidente nucleare. Per poi lottare contro il pericolo del contagio. E illuminare il 2021.
Il rinvio è una scelta senza precedenti, quindi non esiste protocollo da seguire, tutto è da risistemare e da rinegoziare (dalle penali ai rimborsi). Non cambierà logo, sarà sempre Tokyo 2020, la merce olimpica è già pronta, troppo costoso cambiarla in corsa. Restano Giochi on the road. In viaggio verso una data su cui ci saranno battaglie e confronti tra Cio, comitato organizzatore, stakeholder, federazioni internazionali. Considerato che molti eventi sportivi 2020 sono già stati rimandati al 2021 la domanda è: in quale periodo? C’è chi parla di marzo, chi di estate, ma è chiaro che campionati professionisti come calcio, basket, tennis, hanno già i loro calendari pieni e molti atleti non sarebbero disponibili. Senza considerare che con altre discipline importanti in onda quelle olimpiche non avrebbero più la stessa audience. E poi c’è la gara più difficile: quella contro il virus. Come farà lo sport che vive sul coinvolgimento fisico di persone a tornare a giocare? Senza vaccino disponibile, senza cura farmacologica specifica non si può pensare di entrare in uno stadio, in una palestra, in una piscina.
Non si spegne però la fiamma olimpica che inizierà il suo viaggio in Giappone. Non di corsa, né in staffetta, ma su un’auto su cui arriverà a Tokyo dopo aver attraversato i luoghi del triplice disastro: terremoto, tsunami, incidente nucleare. Per poi lottare contro il pericolo del contagio. E illuminare il 2021.