✕

Le vite parallele su WhatsApp

Insostituibile, pericoloso: come sta cambiando le nostre giornate
1 minuti di lettura
C’è un canale acceso H24 sul coronavirus: a differenza di siti come quello che state leggendo, può rivelarsi inattendibile e pericoloso. Questo canale è WhatsApp. Ma per tanti motivi, soprattutto in questo periodo non possiamo farne a meno.

Grazie a WA reggono le reti familiari e di comunità: anche senza avere numeri a disposizione, credo che spesso sia preferito a social più pubblici come Facebook e Twitter. Di questi tempi, il contatto con i nostri cari, con gli anziani a casa, i parenti in giro per il mondo, il gruppo chiuso con i compagni di calcetto o di coro, è un conforto.

Però succede, e succede ormai troppo spesso: insieme a contenuti innocenti come la scenetta di TikTok, il videoaperitivo o il messaggio quotidiano del sindaco,  entrano sui nostri smartphone e poi nella nostra mente contenuti discutibili, pericolosi, illegali. Negli ultimi giorni ricordo il tam-tam sul TgLeonardo, gli appelli all’attacco dei …
C’è un canale acceso H24 sul coronavirus: a differenza di siti come quello che state leggendo, può rivelarsi inattendibile e pericoloso. Questo canale è WhatsApp. Ma per tanti motivi, soprattutto in questo periodo non possiamo farne a meno.

Grazie a WA reggono le reti familiari e di comunità: anche senza avere numeri a disposizione, credo che spesso sia preferito a social più pubblici come Facebook e Twitter. Di questi tempi, il contatto con i nostri cari, con gli anziani a casa, i parenti in giro per il mondo, il gruppo chiuso con i compagni di calcetto o di coro, è un conforto.

Però succede, e succede ormai troppo spesso: insieme a contenuti innocenti come la scenetta di TikTok, il videoaperitivo o il messaggio quotidiano del sindaco,  entrano sui nostri smartphone e poi nella nostra mente contenuti discutibili, pericolosi, illegali. Negli ultimi giorni ricordo il tam-tam sul TgLeonardo, gli appelli all’attacco dei supermercati. Contenuti costruiti per alimentare la rabbia: sentite cosa dice… questo non le manda a dire… questo medico disperato ha ragione… Contenuti che hanno una diffusione velocissima, in tempo reale.

Non è l’unico pericolo: essendo un canale personale, WA si presta di più alla diffusione di notizie non verificate, di documenti autentici ma riservati. Scorre davanti ai nostri occhi il verbale di uno che ha violato la zona rossa di un paese: confessa di essere stato in banca e poi al supermercato. La foto di un vicino che porta a spasso il cane più di una volta al giorno. La lista dei contagiati di una provincia, divisa paese per paese. E infine, ancora più triste, l’elenco – chissà quanto attendibile - di tutti quelli che sono andati in settimana bianca insieme a un medico contagiato. Piccola città bastardo posto, canterebbe Guccini.

Inutile ricordare che proprio su meccanismi del genere, Bolsonaro ha conquistato la vittoria in Brasile. E qualcuno in Italia potrebbe riprovarci. Di qui un umile ma purtroppo non scontato appello: tenete WhatsApp per i vostri cari e per i vostri amori, ma per il coronavirus scegliete l’informazione certificata e gli esperti. Non possiamo più permetterci l’ignoranza.