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(ansa)

Il condono a ogni costo

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Siamo alle solite, cioè al condono. Non che esistessero dubbi circa l'irresistibile fascino che quella pratica abominevole ha sempre esercitato presso certa politica. La Lega di Matteo Salvini ne aveva fatto addirittura uno dei pilastri del proprio programma elettorale. E alla fine, ricorderanno i lettori, il governo giallo-verde precedente all'attuale giallo-rosso ce ne aveva propinate alcune, di sanatorie. Sempre sotto mentite spoglie, giusto per farle sembrare più digeribili a coloro (c'erano eccome anche nella maggioranza di prima) che le avevano sempre considerate assai indigeste. "Pace fiscale", avevano chiamato uno di quelli, mentre per il condono edilizio di Ischia non erano riusciti nemmeno a trovare un travestimento lessicale plausibile: con il vicepremier grillino di allora, Luigi Di Maio, che continuava a negare l'evidenza. Per il termine da usare, però, ora ci ha pensato Salvini.

Perché tutto ci si poteva aspettare ad…
Siamo alle solite, cioè al condono. Non che esistessero dubbi circa l'irresistibile fascino che quella pratica abominevole ha sempre esercitato presso certa politica. La Lega di Matteo Salvini ne aveva fatto addirittura uno dei pilastri del proprio programma elettorale. E alla fine, ricorderanno i lettori, il governo giallo-verde precedente all'attuale giallo-rosso ce ne aveva propinate alcune, di sanatorie. Sempre sotto mentite spoglie, giusto per farle sembrare più digeribili a coloro (c'erano eccome anche nella maggioranza di prima) che le avevano sempre considerate assai indigeste. "Pace fiscale", avevano chiamato uno di quelli, mentre per il condono edilizio di Ischia non erano riusciti nemmeno a trovare un travestimento lessicale plausibile: con il vicepremier grillino di allora, Luigi Di Maio, che continuava a negare l'evidenza. Per il termine da usare, però, ora ci ha pensato Salvini.

Perché tutto ci si poteva aspettare adesso, da un leader leghista che in questo frangente dell'epidemia del coronavirus non ne ha letteralmente azzeccata una, tranne un ritorno in grande stile sul luogo del misfatto. Proponendo un "reset totale" da 200 miliardi della nostra economia con due formule magiche.

Alla "Pace fiscale", che già conoscevamo, si aggiunge ora la "Pace edilizia": ed eccolo il termine che mancava...
Che dire? Sugli ottanta condoni inferti a questo Paese dal dopoguerra e su come la politica abbia usato le sanatorie allo scopo di costruire il consenso, per la verità con la complicità di molti nostri concittadini, sono corsi fiumi d'inchiostro. È stato raccontato come i condoni edilizi abbiano premiato l'abusivismo che ha stuprato uno dei territori più belli del Pianeta, alla faccia di una carta costituzionale che impone allo Stato la difesa del paesaggio. L'articolo 9, per l'esattezza, anche se pochi lo rammentato. Ed è stato ripetutamente spiegato come i condoni fiscali siano stati la benzina dell'infedeltà contributiva alimentando un'evasione astronomica, che ha minato la solidarietà fra classi sociali senza che nessun governo l'abbia mai combattuto fino in fondo.

I mali dell'Italia hanno queste due grandi radici, mai estirpare per pura convenienza politica di una classe dirigente modesta e miope. Mai nessuno, prima d'ora, aveva tuttavia utilizzato questa arma propagandistica in un momento tanto drammatico e difficile non soltanto dal punto di vista economico. Il che dice tutto sulla cifra dell'autore di questa mossa, studiata evidentemente senza altre motivazioni se non la necessità di rianimare sondaggi piuttosto acciaccati.

Da settimane gli italiani sono sottoposti a una pressione tremenda, con le istituzioni che chiedono a tutti uno sforzo spesso nel nostro Paese sovrumano: il rispetto maniacale delle regole, anche se a volte possono sembrare eccessive o assurde, come fossimo in guerra.

E che cosa fa il capo del partito che oggi, nonostante quei sondaggi, risulta ancora il primo? Dice che per far ripartire l'Italia servono altri condoni: vale a dire esattamente il contrario del rispetto delle regole. Ebbene, la risposta migliore gli è già arrivata. Proprio da quei milioni di italiani che per combattere il Covid-19 se ne restano a casa.