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(agf)

La verità non si difende con il silenzio

Dopo lo scandalo dei decessi al Pio Albergo Trivulzio, il direttore generale Giuseppe Calicchio si trincera dietro il "no comment"
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Esplode l’angoscioso caso del Pio Albergo Trivulzio e la risposta ufficiale diventa un sorprendente «no comment». La pubblica amministrazione, si dice, è una «casa di vetro», ma secondo il direttore generale della Baggina Giuseppe Calicchio meglio che la trasparenza sia occultata con le bare dei ricoverati. Questo stile e questa cortina fumogena non possono sorprendere troppo chi — medici, sindacalisti, parenti — si è lamentato con “Repubblica” del «clima di terrore» imposto dentro l’istituto, anche con lo scopo di mettere a tacere l’imbarazzante inconsistenza delle risposte rispetto alla gravità dell’attacco del virus.

Ma è la motivazione del silenzio imposto ieri, mentre aumentano i decessi, mentre il contagio dilaga e le commissioni d’inchiesta nazionali e regionali vanno a verificare l’accaduto, a spiazzare chi continua a dare fiducia a Calicchio: «Per…
Esplode l’angoscioso caso del Pio Albergo Trivulzio e la risposta ufficiale diventa un sorprendente «no comment». La pubblica amministrazione, si dice, è una «casa di vetro», ma secondo il direttore generale della Baggina Giuseppe Calicchio meglio che la trasparenza sia occultata con le bare dei ricoverati. Questo stile e questa cortina fumogena non possono sorprendere troppo chi — medici, sindacalisti, parenti — si è lamentato con “Repubblica” del «clima di terrore» imposto dentro l’istituto, anche con lo scopo di mettere a tacere l’imbarazzante inconsistenza delle risposte rispetto alla gravità dell’attacco del virus.

Ma è la motivazione del silenzio imposto ieri, mentre aumentano i decessi, mentre il contagio dilaga e le commissioni d’inchiesta nazionali e regionali vanno a verificare l’accaduto, a spiazzare chi continua a dare fiducia a Calicchio: «Per rispetto dei lavori delle Commissioni (…) e a maggior ragione se si è aperto un procedimento penale (…) al fine di consentire» agli investigatori «di operare in un contesto sereno e nell’ossequio del loro riserbo», l’antica istituzione non dimostra di essere al di sopra di ogni sospetto. Anzi, «si asterrà dal fornire dichiarazioni, dati e documentazioni richiesti quotidianamente dagli Operatori dell’informazione». E che cosa c’entra il lavoro degli ispettori sul passato con i dati che riguardano l’oggi? I ricoverati muoiono: quanti sono? Meglio tacere, non dar retta ai giornalisti, non rivelare dati quotidiani semplici da trovare e da rendere noti. «Troncare, sopire», come c’insegna Manzoni, è la scelta della Baggina. La scelta, molto spesso, di chi ha qualcosa da nascondere.