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“Poi vorrei...”: il catalogo dei desideri semplici, se tornerà la normalità

Tre sorelle di Verona hanno progettato un sito semplice quanto efficace per raccogliere e custodire tutti i gesti che non facciamo più e che vorremmo tornare a compiere. Tutto è cominciato dalla necessità di condividere, fra sorelle, una lista di desideri
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"Poi vorrei addormentarmi in classe, invece che davanti al computer sulla mia scrivania". "Poi vorrei dimenticarmi qualcosa a casa". "Poi vorrei innamorarmi". Cominciano tutti con la stessa frase: poi vorrei. Sono desideri semplici, sono le cose che vorremmo tornare a fare - come se fossero nuove, come se fossero insolite. "Poi vorrei dire: nonna, apri sono io". Guardare l'alba al mare con te, fare colazione al Mc, dire a qualcuno: non torno per cena, andare a un concerto.

Niente di speciale, avremmo detto fino a due mesi fa, e invece: il finestrino abbassato e il vento sulla faccia, i tulipani, correre in moto sotto la pioggia per Milano, sentire al bancone del bar qualcuno che chiede tre brioche al cioccolato e tre caffè di cui uno macchiato. Non ci siamo mai chiesti così intensamente che cosa sia la normalità, non l'abbiamo mai rimpianta tanto.

Tre sorelle di Verona con un cognome luminoso, Caricasole, hanno pro…
"Poi vorrei addormentarmi in classe, invece che davanti al computer sulla mia scrivania". "Poi vorrei dimenticarmi qualcosa a casa". "Poi vorrei innamorarmi". Cominciano tutti con la stessa frase: poi vorrei. Sono desideri semplici, sono le cose che vorremmo tornare a fare - come se fossero nuove, come se fossero insolite. "Poi vorrei dire: nonna, apri sono io". Guardare l'alba al mare con te, fare colazione al Mc, dire a qualcuno: non torno per cena, andare a un concerto.

Niente di speciale, avremmo detto fino a due mesi fa, e invece: il finestrino abbassato e il vento sulla faccia, i tulipani, correre in moto sotto la pioggia per Milano, sentire al bancone del bar qualcuno che chiede tre brioche al cioccolato e tre caffè di cui uno macchiato. Non ci siamo mai chiesti così intensamente che cosa sia la normalità, non l'abbiamo mai rimpianta tanto.

Tre sorelle di Verona con un cognome luminoso, Caricasole, hanno progettato un sito semplice quanto efficace per raccogliere e custodire tutti i "poi vorrei". Elena ha ventisette anni e si occupa di grafica a Verona, Sofia ha venticinque anni, è una social media strategist e vive in Svezia, Lidia ne ha 22 e fa la ballerina a New York. Tutto è cominciato dalla necessità di condividere, fra sorelle, una lista di desideri. Poi è venuta l'idea del sito (www.poivorrei.it): lanciato sui social, ha raccolto migliaia di adesioni in pochi giorni.

"Abbiamo ricevuto - mi racconta Elena - il desiderio di una ragazza che aveva scritto: poi vorrei andare a un concerto di Cesare Cremonini. Lo abbiamo pubblicato taggando il cantante, che a sua volta l'ha ripreso e questo ci ha fatto fare un balzo di visibilità". I follower su Instagram sono già oltre 300mila. E non si contano le imitazioni: "Purtroppo in rete funziona così, e non è un buona abitudine. Un po' ci rattrista che non ci venga nemmeno comunicato, basterebbero due righe". Intanto però l'originale va a gonfie vele, le tre sorelle non riescono a stare dietro ai tantissimi "poi vorrei"; ad apertura di sito, appare una notifica che dice "Ciao! Siete così tanti e belli che ci avete spiazzate!", non si fa in tempo a pubblicare tutti i messaggi via via che arrivano. Chiedo a Elena qual è il desiderio che l'ha più colpita: "Quello che dice: "Poi vorrei: sono qui sotto, scendi".

L'intenzione è quella di continuare ancora a lungo, e più avanti produrre magari qualche t-shirt con le frasi più belle, raccogliere in un libro i migliori "poi vorrei" (c'è qualche editore in ascolto?) e in una mostra. "Ci sembra una testimonianza importante di come stiamo vivendo emotivamente questa esperienza di reclusione. È bello che restino tracce, che non sia dimenticata". E forse è impossibile dimenticare. Anche solo l'intensità di tutti i nostri poi vorrei di questi due mesi lunghissimi.

"Poi vorrei tornare a tenere il posto ai miei amici sull'autobus la mattina presto". "Poi vorrei entrare in classe e dire: buongiorno a tutti, come state? Aprite le finestre che cambiamo aria!". "Poi vorrei entrare in un negozio e dire alla commessa: sto solo dando un'occhiata". Per lasciare il proprio desiderio non c'è iscrizione, si lascia solo il nome, niente cognome, e l'anno di nascita. Vale uno sforzo di sincerità in più. E non vergognarsi di dire che ti manca perfino la pausa pranzo con i colleghi. Tornare a mettere il rossetto per uscire. "Poi vorrei che mio marito potesse accompagnarmi durante le chemio". Molti "poi vorrei" fanno piangere. Anche quando non sono tristi. "Poi vorrei asciugarti i capelli col phon". "Poi vorrei vedere mamma, in lacrime, aspettarmi al terminal degli arrivi di Lamezia". "Poi vorrei litigare guardandoci negli occhi". "Poi vorrei dirtelo".