Se gli affini sono meglio degli amici
Michela Marzano , di MICHELA MARZANOA differenza dei parenti fino al sesto grado, sono stati esclusi dalla lista di chi si potrà incontrare
"L'amicizia è una delle cose migliori date agli uomini", scriveva Cicerone in un saggio dedicato a Tito Pomponio Attico. Parole riprese da molti altri pensatori, perché questo legame riguarda tutti: tanto che persino il cinico Voltaire descrive l'amicizia come un "tacito contratto tra persone sensibili e virtuose". L'amicizia non è l'amore. Ma esattamente come l'amore è uno di quegli ingredienti essenziali dell'esistenza, ciò di cui nessuno di noi può davvero fare a meno. Gli amici d'altronde si scelgono, a differenza dei familiari che si ereditano o subiscono, e con i quali, spesso controvoglia, si cerca di trovare il modo di convivere. È attraverso l'amicizia che si scopre la libertà di essere se stessi, senza finzioni e senza maschere, ossia senza bisogno di apparire diversi da quello che si è, anche semplicemente perché è proprio sulla base di ciò…
"L'amicizia è una delle cose migliori date agli uomini", scriveva Cicerone in un saggio dedicato a Tito Pomponio Attico. Parole riprese da molti altri pensatori, perché questo legame riguarda tutti: tanto che persino il cinico Voltaire descrive l'amicizia come un "tacito contratto tra persone sensibili e virtuose". L'amicizia non è l'amore. Ma esattamente come l'amore è uno di quegli ingredienti essenziali dell'esistenza, ciò di cui nessuno di noi può davvero fare a meno. Gli amici d'altronde si scelgono, a differenza dei familiari che si ereditano o subiscono, e con i quali, spesso controvoglia, si cerca di trovare il modo di convivere. È attraverso l'amicizia che si scopre la libertà di essere se stessi, senza finzioni e senza maschere, ossia senza bisogno di apparire diversi da quello che si è, anche semplicemente perché è proprio sulla base di ciò che si è che ci si riconosce, ci si sceglie e ci si ritrova. Perché allora privare gli italiani di questi legami essenziali? Che senso può mai avere - come ha chiarito Palazzo Chigi facendo l'elenco delle persone legate "da una solida relazione" che si potranno incontrare a partire da lunedì - ritrovare parenti e "affini", con i quali a volte, a parte i legami di sangue o quelli giuridici, si condivide poco, e non poter invece rivedere i propri amici? Parenti fino al sesto grado, "affini" incontrati in feste di famiglia perse nella notte dei tempi: quelli sono permessi. Gli amici mai. Un lessico non famigliare, ma solo giuridico, asettico, freddo.
Questi mesi di isolamento sono stati difficili per tutti. Siamo stati costretti, volenti o nolenti, a fare i conti con noi stessi e con il nostro passato, con le nostre fragilità e con le nostre mancanze. La fiducia in noi stessi si è in parte sbriciolata, insieme alla speranza nel futuro e alla compassione per gli altri. Mai come oggi abbiamo bisogno di ritrovarci, e ricominciare a scommettere sulla vita. La fiducia, d'altronde, è sempre e solo una scommessa, spesso un vero e proprio salto nel buio. Ma come si fa a trovare la forza per ricominciare a scommettere sull'esistenza quando viene negata la possibilità di stare accanto alle persone più fidate? L'essere umano - lo sappiamo dai tempi di Aristotele - è un "animale sociale" che, per vivere, ha bisogno di forti legami con i propri simili. Ma i legami più importanti sono proprio quelli amicali. È sempre Aristotele a dirlo nell'Etica Nicomachea. Subito prima di concludere: "Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere anche se possedesse tutti gli altri beni". Peccato che nessuno, tra gli autori del documento che doveva chiarire chi si potrà incontrare da domani, si sia andato a rileggere i testi del padre della filosofia morale. O semplicemente abbia pensato alle vere relazioni che contano.
Questi mesi di isolamento sono stati difficili per tutti. Siamo stati costretti, volenti o nolenti, a fare i conti con noi stessi e con il nostro passato, con le nostre fragilità e con le nostre mancanze. La fiducia in noi stessi si è in parte sbriciolata, insieme alla speranza nel futuro e alla compassione per gli altri. Mai come oggi abbiamo bisogno di ritrovarci, e ricominciare a scommettere sulla vita. La fiducia, d'altronde, è sempre e solo una scommessa, spesso un vero e proprio salto nel buio. Ma come si fa a trovare la forza per ricominciare a scommettere sull'esistenza quando viene negata la possibilità di stare accanto alle persone più fidate? L'essere umano - lo sappiamo dai tempi di Aristotele - è un "animale sociale" che, per vivere, ha bisogno di forti legami con i propri simili. Ma i legami più importanti sono proprio quelli amicali. È sempre Aristotele a dirlo nell'Etica Nicomachea. Subito prima di concludere: "Senza amici nessuno sceglierebbe di vivere anche se possedesse tutti gli altri beni". Peccato che nessuno, tra gli autori del documento che doveva chiarire chi si potrà incontrare da domani, si sia andato a rileggere i testi del padre della filosofia morale. O semplicemente abbia pensato alle vere relazioni che contano.