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Pandemia, il rischio lombardo

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Come ripartire tra scienza e scelte individuali. I comportamenti sono guidati dalle percezioni ma se fossimo messi davanti a informazioni certe e dettagliate nei numeri, molti lascerebbero perdere l'aperitivo  
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La gestione di una pandemia è incredibilmente complessa: meglio lasciarla a virologi, epidemiologi, immunologi, medici sul campo, certo non agli economisti.

Ma le scene sui Navigli di Milano ci fanno capire che i suoi sviluppi, soprattutto ora che sono stati rimossi molti vincoli alla mobilità, dipendono dai comportamenti della popolazione, dunque dalle informazioni che la gente riceve sul rischio di contagio. E qui ci sentiamo di fare alcune osservazioni, magari banali per alcuni ma forse utili per altri.

I comportamenti sono guidati dalle percezioni. Per un individuo sano, come per una Regione che deve decidere sulla prossima fase, un parametro cruciale è forse il più semplice: la probabilità di avere un contatto con un individuo contagioso non sintomatico (presumibilmente i sintomatici sono in isolamento o in ospedale). Ora, se chiedessimo quale è questa probabilità oggi ad un aperitivo senza mascherine sui Navigli, siamo convinti …
La gestione di una pandemia è incredibilmente complessa: meglio lasciarla a virologi, epidemiologi, immunologi, medici sul campo, certo non agli economisti.

Ma le scene sui Navigli di Milano ci fanno capire che i suoi sviluppi, soprattutto ora che sono stati rimossi molti vincoli alla mobilità, dipendono dai comportamenti della popolazione, dunque dalle informazioni che la gente riceve sul rischio di contagio. E qui ci sentiamo di fare alcune osservazioni, magari banali per alcuni ma forse utili per altri.

I comportamenti sono guidati dalle percezioni. Per un individuo sano, come per una Regione che deve decidere sulla prossima fase, un parametro cruciale è forse il più semplice: la probabilità di avere un contatto con un individuo contagioso non sintomatico (presumibilmente i sintomatici sono in isolamento o in ospedale). Ora, se chiedessimo quale è questa probabilità oggi ad un aperitivo senza mascherine sui Navigli, siamo convinti che quasi tutti risponderebbero che è molto più bassa che l'8 marzo. Eppure i dati disponibili fanno pensare il contrario: il numero ufficiale di individui attualmente positivi è molto più alto ora di quando fu introdotto il lockdown, quindi sembra naturale pensare che il rischio di contagio con un non sintomatico sia più alto oggi di allora.

È vero che il numero ufficiale di positivi oggi potrebbe essere più alto solo perché si fanno più tamponi; ma è anche vero che la Lombardia fa i tamponi solo ai sintomatici, e neanche a tutti, come dimostra la denuncia sporta dal sindaco di Cisliano nei confronti dell'Ats. Insomma la realtà è che non sappiamo: i numeri ufficiali non ci dicono quale è la probabilità di incontrare un individuo non sintomatico. Non stiamo parlando di rischi remoti.

Per avere una idea degli ordini di grandezza possibili, partiamo dai dati di Vo', dove sono stati fatti tamponi a tutta la popolazione, e i non sintomatici erano più o meno in pari numero dei sintomatici. In Lombardia potrebbero quindi essere circa 50.000, lo 0,5 per cento della popolazione. Questo significa che se ogni sabato vado a un aperitivo con cinque persone diverse, in un mese ho una probabilità di quasi il 10 per cento di incontrare almeno un non sintomatico. Crediamo che messi davanti a questa informazione, molti lascerebbero perdere l'aperitivo. L'unico modo per risolvere la nostra ignoranza attuale è fare tamponi a tappeto su un campione sufficientemente ampio da essere rappresentativo, come chiedono da tempo quasi tutti gli epidemiologi e gli statistici.

La stima dei positivi in circolazione che ne risulta è oggettiva, aggiornabile quasi in tempo reale, e facilmente comunicabile e interpretabile per pubblico e politici.

Ciò che invece oggi sembra influenzare maggiormente le decisioni e le comunicazioni al pubblico è il famoso parametro Rt, che misura il numero medio di persone contagiate da un individuo infetto nel periodo in cui è contagioso; se il suo valore è inferiore a 1, l'epidemia si fermerà (anche se dopo quanti contagi e morti dipende da tanti fattori).

Rt è un parametro importante ma si presta facilmente a interpretazioni fuorvianti. Semplificando, ci dice se il contagio sta aumentando o diminuendo in una regione, ma non quanti siano i potenzialmente contagiosi in giro, e quindi quanto sia pericoloso allentare il lockdown in quella regione. Quest'ultima sembra invece essere, implicitamente o esplicitamente, la interpretazione prevalente.

Inoltre, le stime di Rt sono soggettive, e dipendono da numerose assunzioni del ricercatore che le produce.

Lo stesso giorno in cui il vice-presidente della Regione annunciava che l'Rt della Lombardia era 0,75, uno studio del centro Bruno Kessler di Trento presentato all'Istituto superiore di sanità (Iss) stimava un valore di 0,44, superiore solo, e di poco, allo 0,42 della Sicilia, ma molto inferiore per esempio allo 0,6 del Veneto, che pure è stato molto più efficace nel contenere il contagio.

In ogni caso, ripetiamo, anche se Rt fosse davvero più basso in Lombardia, non ci direbbe quanto sia rischioso allentare il lockdown in Lombardia rispetto al Veneto: anzi, a meno che i veneti siano molto più indisciplinati dei lombardi, con l'allentamento del lockdown quasi certamente un lombardo sano rischia più di un veneto, per il semplice motivo che la percentuale di contagiosi in circolazione è quasi certamente più alta in Lombardia. Ma la risposta può venire solo da una stima più precisa dei positivi, sintomatici e non.

Un motivo in più per cui è davvero difficile capire il comportamento della Lombardia, che pur avendo l'esempio eclatante del Veneto e di Paesi che hanno tenuto sotto controllo la pandemia con i test a tappeto, ancora dopo due mesi si ostina a non voler seguire il consiglio degli esperti.

Delle due l'una: o è una questione di puntiglio, e non vuole riconoscere di aver sbagliato approccio all'inizio, oppure teme di riscontrare molti più positivi di quelli attualmente rilevati. Se ci sono altre spiegazioni, lieti di riceverle.