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Assembramenti per principianti

La parola è entrata nel nostro lessico quotidiano. Con una variante assai diffusa “assemblamenti”
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Torna l'infanzia, Titti con Silvestro: "Mi è semblato di vedele un gatto". È così ogni volta che a qualcuno viene da dire "assemblamento" (con la L) e ingentilisce quei sospetti "assembramenti" (con la R) che i decreti di Palazzo Chigi continuano a imporci di evitare. "Assembramento" è infatti proprio il termine che i codici usano per quelle che più popolarmente si chiamano "manifestazioni non autorizzate" e possono poi degenerare in "adunate sediziose". Da marzo è entrato nell'uso comune, perché il governo presieduto dall'avvocato Conte (Giuseppe, certo) ne ha fatto il perno lessicale delle politiche di distanziamento sociale. Il termine è una vecchia conoscenza dei codici italiani e delle leggi di pubblica sicurezza.

Ci sono gli individui, le coppie, quelli che vanno "alla spicciolata", i capannelli... Quanti granelli di sabbia fanno un mucchiett…
Torna l'infanzia, Titti con Silvestro: "Mi è semblato di vedele un gatto". È così ogni volta che a qualcuno viene da dire "assemblamento" (con la L) e ingentilisce quei sospetti "assembramenti" (con la R) che i decreti di Palazzo Chigi continuano a imporci di evitare. "Assembramento" è infatti proprio il termine che i codici usano per quelle che più popolarmente si chiamano "manifestazioni non autorizzate" e possono poi degenerare in "adunate sediziose". Da marzo è entrato nell'uso comune, perché il governo presieduto dall'avvocato Conte (Giuseppe, certo) ne ha fatto il perno lessicale delle politiche di distanziamento sociale. Il termine è una vecchia conoscenza dei codici italiani e delle leggi di pubblica sicurezza.

Ci sono gli individui, le coppie, quelli che vanno "alla spicciolata", i capannelli... Quanti granelli di sabbia fanno un mucchietto? Quante persone fanno un "assembramento"? I regimi autoritari hanno parametri rigidi per stabilirlo e uno dei problemi delle misure di contenimento del Covid 19 è proprio quello per cui molte delle migliori e più sensate e urgenti sono fra le preferite degli stati di polizia: limitazioni della libertà di circolazione e appunto di riunione (oltre che il distanziamento un po' bigotto dei corpi, l'intimità solo in ambito famigliare, le oggettive penalizzazioni a celibi e nubili).

Per quanto durevole e protratta, l'emergenza non ha neppure prodotto una certezza condivisa a proposito di ortografia e pronuncia corretta di "assembramento", che almeno finora è rimasta parola, come si dice, divisiva. Ora non si può accusare di grossolanità chi dica "assemblamento" (con la L). Sbagliare, sbaglia, e non c'è dubbio. Ma il suo errore non è casuale. Avviene per attrazione dell'"assemblare" e dell'"assemblaggio", che è altra cosa e meccanica, ma pur vicina all'"assemblea" che è invece umana e passa per certo da un preventivo e necessario "assembramento" (con la R), sine qua non. Sullo sfondo, la parola francese da cui derivano queste italiane, che è rassemblement; sogno, segno e senhal neogollista, rinverdito più volte da Silvio Berlusconi. Con la sapienza che oramai rimpiangono tutti e che a ripensarci oggi pare quasi dotata di una sua pur brianzola grazia, il Cavaliere riusciva grazie al suo francese tra Pompidou e Bécaud a nobilitare almeno in parte qualcuno di quei suoi assembramenti di centrodestra, così vincenti, così disperanti per i professionisti politiciennes della parte spesso vanamente opposta. Che abbia nell'inconscio Silvio o Silvestro, il rassemblement o il "mi è semblato di vedele un gatto" chi dice "assemblamento" è dunque in preda al più trasparente dei ritorni del rimosso.

E ci sarebbe anche di più, perché nella parola francese si mescolano le fonti latine del simul e del similis, dell'"insieme" e del "simile". In italiano, "chi si somiglia si piglia": e costui si può anche pigliare il virus. Il simile è il semblable e, lo si notava già, Baudelaire scrisse Mon semblable, mon frère, "mio simile, mio fratello" proprio alla soglia della sua raccolta intitolata al Male. Avvicinarsi ci fa simili, nel bene come nel male. Quando si potrà, ci assembreremo ancora: facciamolo con cautela (e anche con la R).