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Joe Biden, candidato democratico alle elezioni presidenziali Usa (afp)

Cinque idee per l’America

Grazie all’ineguagliabile potenza che rappresentano Usa e Ue potrebbe presto aprirsi una nuova pagina per il mondo, ma questa occasione storica bisogna prepararla ricordando ai democratici cinque evidenze, al di fuori delle quali non si arriverà a nulla
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C’è urgente bisogno di riforgiare l’alleanza su basi nuove. È necessario farlo perché i nostri legami sono troppo antichi e profondi, e indispensabili sia per gli Stati Uniti che per l’Europa, per poter lasciare che si sfilaccino ulteriormente. È necessario farlo perché sono talmente tanti i focolai che covano sotto la cenere, in giro per il mondo, che siamo obbligati ad agire insieme prima che l’incendio divampi ovunque.

È necessario farlo perché lo Stato di diritto, l’illuminismo e la concertazione internazionale sono apertamente contestati da un numero sempre più grande di Stati e correnti politiche. È necessario farlo perché l’Unione Europea è ancora lontana dal poter fare a meno della protezione degli Stati Uniti. È necessario farlo, in una parola, per la stabilità del Pianeta, la difesa della democrazia e la nostra sicurezza in quanto europei. Ma &egrav…
C’è urgente bisogno di riforgiare l’alleanza su basi nuove. È necessario farlo perché i nostri legami sono troppo antichi e profondi, e indispensabili sia per gli Stati Uniti che per l’Europa, per poter lasciare che si sfilaccino ulteriormente. È necessario farlo perché sono talmente tanti i focolai che covano sotto la cenere, in giro per il mondo, che siamo obbligati ad agire insieme prima che l’incendio divampi ovunque.

È necessario farlo perché lo Stato di diritto, l’illuminismo e la concertazione internazionale sono apertamente contestati da un numero sempre più grande di Stati e correnti politiche. È necessario farlo perché l’Unione Europea è ancora lontana dal poter fare a meno della protezione degli Stati Uniti. È necessario farlo, in una parola, per la stabilità del Pianeta, la difesa della democrazia e la nostra sicurezza in quanto europei. Ma è ancora possibile riuscirci, e come?

Se Donald Trump fosse rieletto a novembre, la risposta sarebbe fin troppo chiara. In quel caso, non ci sarebbe più nessuna possibilità di tornare a stringere i nostri legami, perché l’ambizione di Trump resterebbe di costringere l’Unione a piegarsi, e certamente non di riconoscerla come partner paritario degli Stati Uniti. Ci sarebbero addirittura ottime probabilità che finisca per trovare un’intesa alle spalle degli europei con la Cina, la Russia o tutte e due, cioè con dittature a cui è culturalmente più vicino che alle democrazie del vecchio mondo. Un secondo mandato di Trump infliggerebbe danni di tale portata alle relazioni transatlantiche che non avremmo più altra scelta che quella di innestare la quinta sul progetto di difesa comune; fortunatamente, però, la sconfitta dei democratici è tutt’altro che certa.

Considerando l’imperizia mostrata dal presidente uscente di fronte alla pandemia e il risveglio, in seguito all’omicidio di George Floyd, delle immense capacità di compassione dell’America, Joe Biden ha delle chances reali di entrare alla Casa Bianca. Intorno a lui, sarebbe una nuova America a prendere il comando, mossa da una volontà di equità sulla scena interna come su quella esterna, sospinta dal soffio universalista delle manifestazioni in corso e desiderosa di ricucire con gli europei per poter pesare e agire insieme a noi e non da sola.

Da Ankara a Pechino, da Mosca a Teheran, molte situazioni potrebbero cambiare già dal prossimo inverno. Grazie all’ineguagliabile e formidabile potenza che rappresentano insieme gli americani e gli europei, potrebbe presto aprirsi una nuova pagina per il mondo, ma questa occasione storica bisogna prepararla ricordando ai democratici cinque evidenze, al di fuori delle quali non si arriverà a nulla.

La prima è che comprendiamo benissimo che gli Stati Uniti non vogliano più essere il gendarme del mondo e ritengano di non essere più tenuti a finanziare la nostra difesa al posto nostro. È una cosa più che logica, ma allora, se l’America vuole ritirarsi dall’Europa e dal Medio Oriente per consacrarsi meglio alla sfida cinese, non deve più ostacolare la creazione di una difesa europea e la trasformazione dell’Alleanza atlantica in un’alleanza fra due potenze uguali, quella americana e quella europea. Non solo la nuova America deve mostrarsi aperta a questa evoluzione, ma deve convincere le capitali europee a lei più vicine che è il solo modo di garantire la perennità e l’approfondimento dei legami transatlantici.

La seconda di queste cinque evidenze è che dobbiamo operare insieme per stabilizzare le relazioni tra la Federazione russa e l’Unione Europea, perché è nel nostro comune interesse che la Cina e la Russia non facciano blocco fra loro e che la Russia cessi i suoi sforzi di destabilizzazione in Europa. L’Alleanza atlantica – Stati Uniti compresi, Stati Uniti in testa – deve proporre a Mosca di scambiare una garanzia di non estensione della Nato fino alle frontiere con la Russia con una garanzia di rispetto delle nuove frontiere europee, dell’indipendenza degli Stati emersi dal crollo dell’Unione Sovietica e della loro sovranità politica.

La terza evidenza da ricordare alla nuova America è che le democrazie non possono difendere e promuovere lo Stato di diritto e la concertazione internazionale se non si impegnano, da parte loro, a rispettare, nelle proprie frontiere e ovunque, i trattati internazionali, i diritti umani, la giustizia internazionale e la loro stessa firma.

La quarta è che è insieme, con un linguaggio comune, dobbiamo far capire alla Cina che la sua rinascita la obbliga a rispettare da una parte la stabilità dell’Asia, l’autonomia di Hong Kong e l’indipendenza di Taiwan, e dall’altra norme ambientali, sociali e monetarie che garantiscano scambi commerciali equi.

La quinta evidenza da ricordare alla nuova America, infine, è che gli Stati Uniti non possono mostrarsi meno desiderosi dell’Europa di lottare contro il riscaldamento globale e meno disposti dell’Europa a imporre questo imperativo nei loro scambi commerciali.
Cinque evidenze, cinque mesi: bisogna cominciare subito a contattare Joe Biden.

Traduzione di Fabio Galimberti