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(ansa)

Italia, la bambina viziata

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Quanto più l'Europa mostra di volersi aprire verso l'Italia e i suoi problemi, tanto più da Roma sembrano giungere segnali di diffidenza e di scostamento dalla svolta che soprattutto la Germania ha impresso alla strategia dell'Unione. Che il nostro Paese sia diventato improvvisamente una sorta di enfant gaté della Ue è un dato di fatto confermato da innumerevoli prove concrete: la Bce acquista crescenti quantità dei nostri titoli di Stato, Bruxelles ha messo in quarantena le stringenti regole di Maastricht su disavanzo e debito, infine tra Mes, Sure e Bei sono stati già messi sul piatto oltre 500 miliardi - di cui potremmo essere i maggiori beneficiari - per sanità, cassa integrazione e investimenti delle imprese. Ora è in discussione il Recovery fund proposto dalla Commissione per un importo di 750 miliardi, di cui quasi 180 tra prestiti e sussidi riservati all'Italia.

Definire ingente un simile pacchetto di ris…
Quanto più l'Europa mostra di volersi aprire verso l'Italia e i suoi problemi, tanto più da Roma sembrano giungere segnali di diffidenza e di scostamento dalla svolta che soprattutto la Germania ha impresso alla strategia dell'Unione. Che il nostro Paese sia diventato improvvisamente una sorta di enfant gaté della Ue è un dato di fatto confermato da innumerevoli prove concrete: la Bce acquista crescenti quantità dei nostri titoli di Stato, Bruxelles ha messo in quarantena le stringenti regole di Maastricht su disavanzo e debito, infine tra Mes, Sure e Bei sono stati già messi sul piatto oltre 500 miliardi - di cui potremmo essere i maggiori beneficiari - per sanità, cassa integrazione e investimenti delle imprese. Ora è in discussione il Recovery fund proposto dalla Commissione per un importo di 750 miliardi, di cui quasi 180 tra prestiti e sussidi riservati all'Italia.

Definire ingente un simile pacchetto di risorse è il minimo che si possa fare. Come appare doveroso ammettere che al nostro Paese sia stata riconosciuta la parte del leone.
Certo, non si è trattato solo di spirito di solidarietà per i nostri guai. Sul versante di Berlino ha sicuramente giocato la considerazione degli interessi dell'industria tedesca ad aiutare se stessa salvando la robusta rete di fornitori operanti nella penisola. Più in generale ha contato la preoccupazione di non caricare sulla vita dell'euro il tracollo di un'economia da sessanta milioni di consumatori. Buone o meno buone che siano state le ragioni della generosità comunitaria resta il fatto che l'Unione ha riconosciuto il nostro come il Paese più colpito dalla crisi indotta dal Covid 19 e si sta muovendo in logica conseguenza. A ostacolare una felice conclusione di questo nuovo percorso europeo sta però operando un imprevisto fronte interno che coinvolge componenti del governo come i 5stelle e lo stesso presidente del Consiglio.

Pomo della discordia sono diventati quei 36 miliardi che l'Italia potrebbe acquisire subito a valere sui soldi del Mes (il fondo cosiddetto salva Stati) a tasso quasi zero. Condizionati dalle intemerate dei soliti Salvini e Meloni sulla (per altro inesistente) possibilità che questo prestito potrebbe autorizzare interventi di Bruxelles sui nostri conti, i grillini e anche Palazzo Chigi stanno tirando per le lunghe ogni decisione in materia
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Pochi giorni fa, Angela Merkel ha cercato di spiegare al governo di Roma che una pronta accettazione dei 36 miliardi del Mes avrebbe aiutato a convincere tutti i soci Ue dell'urgenza e della necessità di robusti aiuti all'Italia. Apriti cielo: perfino un personaggio a modo come il premier Conte ha replicato alla cancelliera che lui i conti dell'Italia sa farli da solo. Sortita inutilmente sgarbata ma soprattutto controproducente a 360 gradi. Intanto perché così si dà del governo e dell'Italia un'immagine di capacità titaniche che - per dirne una sola - con un debito pubblico in corsa verso il 160 per cento del Pil suona soltanto grottesca.

Poi perché il costo politico di questo orgoglio di cartapesta è l'inevitabile isolamento dell'Italia in Europa. Infine - ed è forse il guaio più serio - perché alimenta nel Paese la pericolosa illusione che si possa fare i sovranisti coi soldi degli altri. Non coltivi equivoci professor Conte: coi fondi europei potrà costruire ospedali e scuole, assumere infermiere, insegnanti e magistrati, ripulire l'aria delle grandi città ma sulla base di progetti ben articolati e correttamente eseguiti. Non anche abbassare le tasse, questa è partita contabile tutta domestica.