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(afp)

Nel Mes la chiave dei nuovi scenari

Il ricorso al fondo salva Stati, con il suo preciso significato politico, non determinerebbe solo una crisi nel governo di Roma, ma modificherebbe i rapporti di forza in vista dei prossimi appuntamenti istituzionali: a cominciare dall'elezione del capo dello Stato. Come dubitare che Berlusconi voglia essere della partita?
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Se è vero che l'età avanzata "porta con sé la saggezza", come ha detto Romano Prodi con ironica condiscendenza dal palco di Repubblica a Bologna, Berlusconi dovrebbe decidersi a sostenere un "governo Orsola" (o Ursula che dir si voglia) fondato sul "sì" al Mes e a un programma europeista. D'altro canto, anche il centrosinistra dovrebbe predisporsi a stringere qualche accordo con il vecchio avversario. Tra l'altro non sarebbe la prima volta, se si pensa alla base parlamentare che permise a Mario Monti di governare nel 2011-2013: vi si ritrovarono i parlamentari del Pd, di Forza Italia e dei gruppi centristi, con l'alibi del sostegno a un esecutivo "tecnico" voluto dal presidente della Repubblica in circostanze eccezionali.

Da allora lo scenario è cambiato. Il "fondo salva Stati" (Mes) è diventato oggi la pietra angolare, cioè la discriminante o, se si vuole, il grimaldell…
Se è vero che l'età avanzata "porta con sé la saggezza", come ha detto Romano Prodi con ironica condiscendenza dal palco di Repubblica a Bologna, Berlusconi dovrebbe decidersi a sostenere un "governo Orsola" (o Ursula che dir si voglia) fondato sul "sì" al Mes e a un programma europeista. D'altro canto, anche il centrosinistra dovrebbe predisporsi a stringere qualche accordo con il vecchio avversario. Tra l'altro non sarebbe la prima volta, se si pensa alla base parlamentare che permise a Mario Monti di governare nel 2011-2013: vi si ritrovarono i parlamentari del Pd, di Forza Italia e dei gruppi centristi, con l'alibi del sostegno a un esecutivo "tecnico" voluto dal presidente della Repubblica in circostanze eccezionali.

Da allora lo scenario è cambiato. Il "fondo salva Stati" (Mes) è diventato oggi la pietra angolare, cioè la discriminante o, se si vuole, il grimaldello politico su cui i governi si costruiscono o si sfaldano. È un aspetto non ancora chiaro a tutti, ma presto lo sarà, se dovessero realizzarsi le previsioni più cupe - e purtroppo realistiche - circa la caduta economica in autunno e l'esplosione della crisi sociale. Prodi, ma non solo lui, ha collocato il Mes là dove molti ritengono che debba essere sistemato: al centro del gioco. Come dire la carta più pregiata nella triangolazione Roma-Berlino-Bruxelles. Perché stupirsi allora del richiamo alla disponibilità di Berlusconi? Il fondatore di Forza Italia, desideroso di recuperare credibilità, non fa mistero della sua volontà di assecondare Angela Merkel in qualità di socio autorevole del Partito Popolare.

Prodi ha quindi fotografato la realtà e ovviamente ha colto l'occasione per insinuare un cuneo tra Forza Italia e il club sovranista Salvini-Meloni. Anche qui non c'è da meravigliarsi. In nessun altro Paese europeo la destra euroscettica è forte come in Italia: intorno al 40 per cento o qualcosa di più, a dar credito ai sondaggi. Altrove non esistono situazioni paragonabili. La destra di Orbán, per fare un esempio, ha dei problemi con la Commissione sui diritti umani, ma non contesta la logica di fondo che ispira la Ue né tantomeno il modo con cui la Merkel guida il Ppe (di cui il leader ungherese fa parte).

Si dirà che il caso italiano è peculiare a causa dei livelli estremi del debito pubblico e del rischio di essere commissariati che ne deriva. Sta di fatto che il ricorso al Mes, con il suo preciso significato politico, non determinerebbe solo una crisi nel governo di Roma, ma modificherebbe i rapporti di forza in vista dei prossimi appuntamenti istituzionali: a cominciare dall'elezione del capo dello Stato. Come dubitare che Berlusconi voglia essere della partita? D'altra parte, non è pensabile che Forza Italia si aggreghi all'attuale maggioranza sostenendo Conte e frantumando l'unità a destra.

Certo non adesso, quando mancano due mesi alle elezioni regionali in cui i tre partiti Lega-FdI-Fi si presentano uniti, a differenza di quello che accade nell'altro schieramento. Dopo, si tratterà di pesare i voti e di valutare la legge elettorale. Non c'è dubbio che Berlusconi e i suoi contino ancora molto nell'attuale Parlamento. Ma la distanza con l'Italia del 2020 andrà verificata in settembre. Forza Italia rappresenta la sponda italiana del Ppe e questo è un punto irrinunciabile. Tant'è che anche la destra euroscettica, lontana dal Ppe, dovrà riflettere sul suo rapporto con le "famiglie" europee.