Ragazzi, proteggete i nonni dalla pandemia
di LUCA FRAIOLIComplici le vacanze, i viaggi all'estero e la movida, oggi i numeri parlano chiaro: nelle ultime settimane c'è stata una esplosione di casi tra i giovani
Ragazzi, al ritorno dalle vacanze scordatevi i nonni. Presto potrebbe essere questo l'appello da rivolgere alle migliaia di giovani italiani che oggi si affollano sulle spiagge, nelle discoteche, sui moli in attesa dei traghetti, che stanno viaggiando in Paesi stranieri meno attenti del nostro nell'adottare misure contro il contagio da coronavirus. I numeri parlano chiaro: nelle ultime settimane c'è stata una esplosione di casi tra i ragazzi.
All'inizio dell'epidemia, in Italia l'età media dei contagiati era di oltre 65 anni, oggi è scesa a 38 anni. I giovanissimi, gli under 18, il 29 aprile rappresentavano appena l'1,8% degli infetti, mentre negli ultimi 30 giorni hanno fatto un balzo in avanti che li ha portati al 12,8% del totale. E coloro che hanno un'età compresa tra i 19 e i 50 anni oggi sono quasi il 55% dei positivi, mentre a fine aprile erano meno del 25%. Certo, nel pieno della battaglia contro il Covid 19, i tampo…
All'inizio dell'epidemia, in Italia l'età media dei contagiati era di oltre 65 anni, oggi è scesa a 38 anni. I giovanissimi, gli under 18, il 29 aprile rappresentavano appena l'1,8% degli infetti, mentre negli ultimi 30 giorni hanno fatto un balzo in avanti che li ha portati al 12,8% del totale. E coloro che hanno un'età compresa tra i 19 e i 50 anni oggi sono quasi il 55% dei positivi, mentre a fine aprile erano meno del 25%. Certo, nel pieno della battaglia contro il Covid 19, i tampo…
Ragazzi, al ritorno dalle vacanze scordatevi i nonni. Presto potrebbe essere questo l'appello da rivolgere alle migliaia di giovani italiani che oggi si affollano sulle spiagge, nelle discoteche, sui moli in attesa dei traghetti, che stanno viaggiando in Paesi stranieri meno attenti del nostro nell'adottare misure contro il contagio da coronavirus. I numeri parlano chiaro: nelle ultime settimane c'è stata una esplosione di casi tra i ragazzi.
All'inizio dell'epidemia, in Italia l'età media dei contagiati era di oltre 65 anni, oggi è scesa a 38 anni. I giovanissimi, gli under 18, il 29 aprile rappresentavano appena l'1,8% degli infetti, mentre negli ultimi 30 giorni hanno fatto un balzo in avanti che li ha portati al 12,8% del totale. E coloro che hanno un'età compresa tra i 19 e i 50 anni oggi sono quasi il 55% dei positivi, mentre a fine aprile erano meno del 25%. Certo, nel pieno della battaglia contro il Covid 19, i tamponi venivano effettuati solo a chi presentava sintomi sospetti, naturale dunque che i positivi al virus emergessero sopratutto nella fascia più vulnerabile della popolazione, gli over 70.
Ma secondo gli esperti non è solo l'aver ampliato l'accesso al test anche agli asintomatici a giustificare l'attuale impennata di positivi tra i ragazzi. Nei mesi del lockdown i giovani sono rimasti isolati: niente scuola, niente università, niente movida. Con l'estate invece c'è stato un comprensibile, quanto imprudente, liberi tutti: sulle spiagge poche mascherine e zero distanziamento sociale. Al contrario, la maggior parte degli anziani, consapevoli della loro fragilità, hanno continuato ad adottare le misure anti-Covid.
Questo spiega anche perché, nonostante il virus circoli ancora abbondantemente nel nostro Paese, con punte di oltre 500 nuovi contagi in un giorno, ci siano molte meno vittime che in primavera. Enrico Bucci, professore di Biologia alla Temple University di Philadelphia, ha calcolato che il semplice cambio di età degli infetti ha portato la letalità osservata del coronavirus da circa il 14% di aprile a circa il 5% attuale.
Dunque il virus c'è e non è certo diventato più buono che a marzo. Gli anziani hanno però imparato a proteggersi e si contagiano meno. Il contagio galoppa invece tra i giovani, che però sviluppano raramente i sintomi della malattia.
Tutto bene così allora? Non proprio. Prima o poi le vacanze finiranno, con l'autunno e l'abbassamento delle temperature vecchi e giovani torneranno sotto lo stesso tetto per molte ore al giorno. Il "distanziamento generazionale" non potrà più essere mantenuto, con il rischio di innescare la temutissima seconda ondata.
Non solo. Il sacrificio individuale e collettivo del lockdown ha raggiunto lo scopo: fermare la diffusione del Covid sul territorio nazionale e contenere il virus nelle località in cui esso era già arrivato e circolava da tempo, prima che fosse scoperto. Ora però il liberatorio "tutti al mare" rischia di rendere vano quel sacrificio, di veicolare silenziosamente l'infezione anche in aree del Paese che ne erano state sostanzialmente risparmiate.
La soluzione non è certo demonizzare le vacanze dei ragazzi o le movide che vanno in scena ogni sera sui lungomare d'Italia.
Dobbiamo però ricordare tutti, giovani e non, che la guerra contro il coronavirus non è affatto vinta e che tra le poche armi dimostratesi efficaci finora ci sono proprio le mascherine e il distanziamento sociale. Misure scomode da adottare mentre si sorseggia uno spritz con gli amici. Ma conviene farlo. E brindare magari alla salute dei nonni.
All'inizio dell'epidemia, in Italia l'età media dei contagiati era di oltre 65 anni, oggi è scesa a 38 anni. I giovanissimi, gli under 18, il 29 aprile rappresentavano appena l'1,8% degli infetti, mentre negli ultimi 30 giorni hanno fatto un balzo in avanti che li ha portati al 12,8% del totale. E coloro che hanno un'età compresa tra i 19 e i 50 anni oggi sono quasi il 55% dei positivi, mentre a fine aprile erano meno del 25%. Certo, nel pieno della battaglia contro il Covid 19, i tamponi venivano effettuati solo a chi presentava sintomi sospetti, naturale dunque che i positivi al virus emergessero sopratutto nella fascia più vulnerabile della popolazione, gli over 70.
Ma secondo gli esperti non è solo l'aver ampliato l'accesso al test anche agli asintomatici a giustificare l'attuale impennata di positivi tra i ragazzi. Nei mesi del lockdown i giovani sono rimasti isolati: niente scuola, niente università, niente movida. Con l'estate invece c'è stato un comprensibile, quanto imprudente, liberi tutti: sulle spiagge poche mascherine e zero distanziamento sociale. Al contrario, la maggior parte degli anziani, consapevoli della loro fragilità, hanno continuato ad adottare le misure anti-Covid.
Questo spiega anche perché, nonostante il virus circoli ancora abbondantemente nel nostro Paese, con punte di oltre 500 nuovi contagi in un giorno, ci siano molte meno vittime che in primavera. Enrico Bucci, professore di Biologia alla Temple University di Philadelphia, ha calcolato che il semplice cambio di età degli infetti ha portato la letalità osservata del coronavirus da circa il 14% di aprile a circa il 5% attuale.
Dunque il virus c'è e non è certo diventato più buono che a marzo. Gli anziani hanno però imparato a proteggersi e si contagiano meno. Il contagio galoppa invece tra i giovani, che però sviluppano raramente i sintomi della malattia.
Tutto bene così allora? Non proprio. Prima o poi le vacanze finiranno, con l'autunno e l'abbassamento delle temperature vecchi e giovani torneranno sotto lo stesso tetto per molte ore al giorno. Il "distanziamento generazionale" non potrà più essere mantenuto, con il rischio di innescare la temutissima seconda ondata.
Non solo. Il sacrificio individuale e collettivo del lockdown ha raggiunto lo scopo: fermare la diffusione del Covid sul territorio nazionale e contenere il virus nelle località in cui esso era già arrivato e circolava da tempo, prima che fosse scoperto. Ora però il liberatorio "tutti al mare" rischia di rendere vano quel sacrificio, di veicolare silenziosamente l'infezione anche in aree del Paese che ne erano state sostanzialmente risparmiate.
La soluzione non è certo demonizzare le vacanze dei ragazzi o le movide che vanno in scena ogni sera sui lungomare d'Italia.
Dobbiamo però ricordare tutti, giovani e non, che la guerra contro il coronavirus non è affatto vinta e che tra le poche armi dimostratesi efficaci finora ci sono proprio le mascherine e il distanziamento sociale. Misure scomode da adottare mentre si sorseggia uno spritz con gli amici. Ma conviene farlo. E brindare magari alla salute dei nonni.