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(ansa)

Il vaccino della fiducia

La Russia e le regole: cosa è peggio di non avere un rimedio contro il Covid? Soltanto che ci sia una soluzione disponibile ma che la gente si rifiuti di usarla perché non si fida e perché pensa che è stata sviluppata troppo in fretta
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Caro direttore, il vaccino contro il Sars-Cov-2 dell'Istituto Gamaleya di Mosca, Sputnik V, è stato approvato dalle autorità russe ed è pronto all'uso. Il sito www.sputnikvaccine.com specifica che si tratta del "primo vaccino registrato per il Covid 19".

L'enfasi del Cremlino sembra l'ennesimo capitolo di quella nuova guerra fredda della quale ci siamo occupati nel volume Cosa Sarà - come cambierà la nostra vita dopo la grande pandemia, appena uscito per i tipi di Mind Edizioni.

Anche Trump ha capito che sul vaccino si gioca una partita decisiva per la ridefinizione degli scenari geopolitici mondiali e per la sua rielezione, e ha promesso agli americani che il vaccino sarà disponibile entro novembre, nonostante gli inviti alla cautela di Anthony Fauci, che sull'argomento sa qualcosa di più.

La Cina, dal canto suo, ha già tre candidati vaccini in fase 3 mentre per un quarto, quello prodotto da Cans…
Caro direttore, il vaccino contro il Sars-Cov-2 dell'Istituto Gamaleya di Mosca, Sputnik V, è stato approvato dalle autorità russe ed è pronto all'uso. Il sito www.sputnikvaccine.com specifica che si tratta del "primo vaccino registrato per il Covid 19".

L'enfasi del Cremlino sembra l'ennesimo capitolo di quella nuova guerra fredda della quale ci siamo occupati nel volume Cosa Sarà - come cambierà la nostra vita dopo la grande pandemia, appena uscito per i tipi di Mind Edizioni.

Anche Trump ha capito che sul vaccino si gioca una partita decisiva per la ridefinizione degli scenari geopolitici mondiali e per la sua rielezione, e ha promesso agli americani che il vaccino sarà disponibile entro novembre, nonostante gli inviti alla cautela di Anthony Fauci, che sull'argomento sa qualcosa di più.

La Cina, dal canto suo, ha già tre candidati vaccini in fase 3 mentre per un quarto, quello prodotto da Cansino Biological, è stato autorizzato l'utilizzo sul personale delle forze armate cinesi per la durata di un anno.

Per rientrare nei nostri confini, l'avvio allo Spallanzani di Roma della sperimentazione sull'uomo di un vaccino tutto italiano, ideato, sviluppato e prodotto dalla Reithera di Castelromano, con finanziamenti della Regione Lazio e del ministero della Ricerca scientifica, ha innescato l'ennesima polemica agostana tra favorevoli e contrari alla obbligatorietà della vaccinazione.

Tema, questo, prematuro e a nostro avviso mal posto: quando sarà disponibile il vaccino, il vero problema sarà stabilire chi vaccinare, visto che all'inizio le dosi disponibili non basteranno per tutti. Come e dove produrre? In che modo distribuire? Sarà necessaria una catena del freddo? Tutte questioni logistiche di non poco conto.

È utile continuare parlare di vaccini cercando di diradare quella nebbia di sospetto che si è addensata anche a causa di campagne di disinformazione.

Una delle questioni più rilevanti è quella dello human challenge, ovvero la possibilità di infettare di proposito i volontari dopo che sono stati vaccinati, così come si fa con gli animali da laboratorio. Questa procedura velocizzerebbe i test, ma a che prezzo? Il giuramento di Ippocrate vieta al medico di abbandonare la cura del malato. E quanto di "volontario" ci potrebbe essere nelle sperimentazioni condotte in Paesi poveri o nei quali lo stato di diritto è un concetto astratto?

Altro tema critico è quello del prezzo. In Paesi come il nostro, con un forte sistema pubblico, la vaccinazione sarà senz'altro gratuita; in quelli con sistemi misti o privati invece ci si dovrà vaccinare a proprie spese, e molti Paesi poveri avranno difficoltà a pagare 15, 20 o 30 dollari per ciascuna dose di vaccino.

In molte nazioni siamo in pieno "sovranismo vaccinale", con lo Stato che inietta soldi pubblici nelle società farmaceutiche nazionali ottenendo in cambio opzioni per quando i vaccini saranno disponibili. Ma il virus non si ferma al confine, e la speranza di eradicarlo passa per l'immunizzazione di tutti gli uomini, che appartengano al primo, al secondo o al terzo mondo.

Il vaccino è l'unica medicina che si dà alle persone sane, quindi chi lo assume deve avere l'assoluta certezza che il rischio, sia pur minimo, di vaccinarsi non sia superiore a quello di non farlo. In conclusione, l'ingrediente principale dei vaccini è proprio la... fiducia, che in una società aperta e democratica come la nostra si deve costruire con informazione corretta, trasparenza, dibattito pubblico su un tema - la salute - che riguarda tutti.

Cosa è peggio di non avere un vaccino contro il coronavirus? Soltanto che ci sia un vaccino disponibile ma che la gente si rifiuti di usarlo perché non si fida, perché pensa che è stato sviluppato troppo in fretta, perché è convinta che ci siano chissà quali interessi sotto, perché il virus non esiste ed è tutta una montatura, e perché, in definitiva, non esiste il vaccino contro la stupidità.

Salvatore Curiale e Giuseppe Ippolito sono, rispettivamente, "scienze communicator" e direttore scientifico dell'Istituto nazionale per le malattie infettive "Lazzaro Spallanzani" di Roma