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Lionel Messi, 33 anni 

Re Messi è solo, il futuro è tutto da scrivere

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Il re è nudo, ha lo sguardo smarrito di chi si chiede dove diavolo sia capitato lui, e dove sia finita la grandezza del Barcellona, mentre i nemici si stanno giocando a dadi le sue vesti. Nella carriera infinita di Leo Messi resterà leggibile in controluce anche questo disastro di Ferragosto, gli otto gol presi dal Bayern che spingono il più grande di tutti nel sottoscala dei record sbagliati, come fosse una comparsa del Basilea o dello Schalke, detentori della peggiore sconfitta nella fase finale di Champions (7-0). Un campione spento in una squadra senz’anima, senza idee, senza neppure l’orgoglio di commettere più di tredici falli.

Se Cristiano Ronaldo è stato abile nello smarcarsi a suon di gol dal flop europeo della sua Juve, i destini di Leo e del Barça non si separano: affondano insieme. E quando Messi s’inceppa, c’è sempre una nuova stellina che si prende la scena e si candida a offuscarne il mito: stavol…
Il re è nudo, ha lo sguardo smarrito di chi si chiede dove diavolo sia capitato lui, e dove sia finita la grandezza del Barcellona, mentre i nemici si stanno giocando a dadi le sue vesti. Nella carriera infinita di Leo Messi resterà leggibile in controluce anche questo disastro di Ferragosto, gli otto gol presi dal Bayern che spingono il più grande di tutti nel sottoscala dei record sbagliati, come fosse una comparsa del Basilea o dello Schalke, detentori della peggiore sconfitta nella fase finale di Champions (7-0). Un campione spento in una squadra senz’anima, senza idee, senza neppure l’orgoglio di commettere più di tredici falli.

Se Cristiano Ronaldo è stato abile nello smarcarsi a suon di gol dal flop europeo della sua Juve, i destini di Leo e del Barça non si separano: affondano insieme. E quando Messi s’inceppa, c’è sempre una nuova stellina che si prende la scena e si candida a offuscarne il mito: stavolta è Alphonso Davies, 19 anni, canadese di origini liberiane, terzino con le stimmate d’ala, capace di una giocata alla Messi, appunto.

Non è una crisi, è un’umiliazione incancellabile per il Barcellona, e non basterà sostituire Setién per la ricostruzione. Piqué è stato durissimo: vergogna, cambiamo tutto. Il vero nodo però ora è proprio il futuro del numero 10 e la sua tentazione milanese. Il Barcellona è convinto che Leo chiuderà la carriera in blaugrana. Ma dopo notti come queste, le certezze possono sgretolarsi in un amen.