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Da sinistra: Jill Jacobs Biden, Joe Biden, Kamala Harris e suo marito Douglas Emhoff (reuters)

Biden e la convention "ordine e disciplina". Ma sarà un'elezione al cardiopalmo

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Biden riesce a chiudere la non-convention evitando gaffe, proiettando uno scenario positivo e limitando lo spazio della sinistra. Ma il vantaggio nei sondaggi non è così rassicurante
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“Sono un candidato democratico ma sarò un presidente americano, lavorerò duramente per tutti quelli che non mi avranno votato”. Con queste parole Joe Biden ha ricordato a tutti che cosa un presidente americano deve sforzarsi di essere: un leader che cerca di riunificare il Paese, non che aizza le divisioni, uno che “sa estrarre il meglio non il peggio da noi”. Oppure, nella sua metafora biblica, “un alleato della luce non delle tenebre”.

E’ riuscito a costruire nel suo discorso una requisitoria sui quattro anni di Donald Trump senza mai pronunciare il suo nome: l’imperativo che si era dato, era di proiettare uno scenario positivo.

Alla fine questa “non-convention”, dislocata nello spazio digitale, fatta di videostreaming in cui ciascuno parlava da un luogo diverso, forse si è rivelata una fortuna. Biden ha potuto evitare le sue leggendarie gaffe.

Le divisioni profonde tra le var…
“Sono un candidato democratico ma sarò un presidente americano, lavorerò duramente per tutti quelli che non mi avranno votato”. Con queste parole Joe Biden ha ricordato a tutti che cosa un presidente americano deve sforzarsi di essere: un leader che cerca di riunificare il Paese, non che aizza le divisioni, uno che “sa estrarre il meglio non il peggio da noi”. Oppure, nella sua metafora biblica, “un alleato della luce non delle tenebre”.

E’ riuscito a costruire nel suo discorso una requisitoria sui quattro anni di Donald Trump senza mai pronunciare il suo nome: l’imperativo che si era dato, era di proiettare uno scenario positivo.

Alla fine questa “non-convention”, dislocata nello spazio digitale, fatta di videostreaming in cui ciascuno parlava da un luogo diverso, forse si è rivelata una fortuna. Biden ha potuto evitare le sue leggendarie gaffe.

Le divisioni profonde tra le varie anime del partito democratico sono state minimizzate grazie alla regia degli interventi: nessun fuori programma, nessuna contestazione di quelle che normalmente agitano una convention in carne ed ossa.

Le frange radicali – quelle che secondo Trump manovreranno Biden come un burattino, imponendogli la loro agenda socialista – hanno avuto uno spazio ridotto, il loro messaggio ha dovuto passare sotto i controlli della regia.

Insomma è stata una convention all’insegna di ordine e disciplina, qualità che nessuno associava alla sinistra. Ma la non-convention stravolta dalle regole del distanziamento sanitario ha costretto Biden a mettere al primo posto del suo programma di governo la risposta alla pandemia “per rimediare al fallimento di Trump”, non le riforme: si ripete l’antica maledizione di una sinistra che sogna grandi cambiamenti ma viene schiacciata dalla gestione delle emergenze.

Infine la decisione di Trump di recarsi in Pennsylvania nella città natale di Biden per sferrargli un attacco poche ore prima della convention, serve a ricordare che perfino in quello Stato operaio dove ha le sue radici, il candidato democratico gode di un vantaggio molto risicato nei sondaggi: inferiore al margine di errore.

Sarà una sfida al cardiopalmo, fino all’ultimo minuto e forse anche dopo l’ultimo minuto, se Trump insisterà nella sua linea dei brogli e del voto truccato.