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Apologo sulla libertà

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La vicenda di M49 indica che emozionarsi per la storia di un orso che lotta per essere se stesso, cioè un animale selvaggio, non significa sostenere che sia sbagliato agire per tutelare l’incolumità degli umani
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Ieri ho letto di un nuovo sviluppo nella vicenda — ormai si può dire: la saga — dell’orso M49, detto Papillon. Catturato due volte, due volte è evaso dalla prigione in cui l’avevano messo gli umani, facendosi beffe di recinzioni e sistemi di sicurezza che sembravano invalicabili. Per non perderne le tracce gli avevano attaccato un collare radiosegnalatore, ma si è liberato anche di quello. Mi è venuto naturale scrivere un tweet che per chiarezza riporto integralmente: “Chi ama gli animali non dovrebbe fare l’errore di attribuire loro caratteri umani. Lo so. Ciò detto, l’incredibile vicenda dell’orso M49 assomiglia sempre di più a un’antica leggenda, a un grande apologo sulla libertà”.

Le risposte a questo tweet sono state numerose e interessanti per riflettere sul nostro rapporto con natura e animali. In molti hanno condiviso il senso e lo spirito del tweet. In molti invece si…
Ieri ho letto di un nuovo sviluppo nella vicenda — ormai si può dire: la saga — dell’orso M49, detto Papillon. Catturato due volte, due volte è evaso dalla prigione in cui l’avevano messo gli umani, facendosi beffe di recinzioni e sistemi di sicurezza che sembravano invalicabili. Per non perderne le tracce gli avevano attaccato un collare radiosegnalatore, ma si è liberato anche di quello. Mi è venuto naturale scrivere un tweet che per chiarezza riporto integralmente: “Chi ama gli animali non dovrebbe fare l’errore di attribuire loro caratteri umani. Lo so. Ciò detto, l’incredibile vicenda dell’orso M49 assomiglia sempre di più a un’antica leggenda, a un grande apologo sulla libertà”.

Le risposte a questo tweet sono state numerose e interessanti per riflettere sul nostro rapporto con natura e animali. In molti hanno condiviso il senso e lo spirito del tweet. In molti invece si sono espressi criticamente, da opposte prospettive, fornendo lo spunto per alcune riflessioni. C’è chi ha scritto con diverse sfumature: sbagli Carofiglio, gli animali non solo hanno emozioni e sono capaci di sentimenti ma sono meglio degli umani; preferisco la compagnia degli animali a quella degli uomini e via discorrendo. Sul versante opposto messaggi e commenti del tipo: sbagli Carofiglio a parlare di amore per gli animali perché l’amore riguarda solo gli umani fra loro, è una categoria definita dalla superiorità della razza umana rispetto al regno animale.

E infine qualche messaggio dal tono pensosamente pedagogico: sbagli Carofiglio a scrivere certe cose, sappi che il radiocollare serviva a proteggere gli uomini, gli altri animali e lo stesso orso. Evita di scrivere certe banalità. La critica implicava che io avessi banalmente, superficialmente inneggiato alla rivolta animale contro la tirannide umana. In generale spiegare quello che si è voluto dire — in particolare quello che si è voluto dire con un tweet — è stucchevole. In generale evito. In questo caso però il tema è molto interessante, ha implicazioni vaste e dunque faccio un’eccezione.

Non bisogna fare l’errore di attribuire agli animali caratteri umani non significa sostenere che gli animali non provino emozioni e sentimenti. La ricerca scientifica ci dice quello che chi ama gli animali in modo adulto ha sempre saputo: essi provano gioia, dolore, gelosia, rabbia, imbarazzo, simpatia, ostilità, anche amore nelle sue molteplici sfumature. L’errore da evitare — esso è frutto di ingenuità e arroganza insieme — è quello di leggere la complessità, la bellezza delle intelligenze e delle emozioni animali con la lente deformante di un banale antropomorfismo.

Emozionarsi per la storia di un orso che lotta per essere se stesso, cioè un animale selvaggio e dunque libero, trovare in questa storia un senso o un insegnamento (il senso non è mai negli accadimenti ma nel racconto che ne facciamo, a noi stessi e agli altri) non significa, ovviamente, sostenere che sia sbagliato agire per tutelare l’incolumità degli umani, degli animali domestici anche, se necessario, catturando, controllando, comunque rendendo incapace di nuocere un animale selvatico che diventi pericoloso.

Sono argomenti contraddittori? Può darsi, ma sul punto mi viene solo da citare una geniale riflessione di Francis Scott Fitzgerald: «Il banco di prova dell’intelligenza è la capacità di tenere due idee opposte in mente nello stesso tempo e, insieme, di conservare la capacità di funzionare».