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(ansa)

Triage anti-Covid e allergia ai 5S. Al via le lezioni di Italia Viva per gli under 30. Renzi: "Senza scuola il Paese è fermo"

Il leader di Iv a Castrocaro accoglie i 250 studenti della seconda edizione. L'abbraccio con Bonaccini
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Riparte la scuola. Non quella vera, ma quella di politica organizzata da Matteo Renzi, che nel giorno della lite tra governo e Regioni sul ritorno in classe il 14 settembre punge subito sul vivo: "Perché questa scuola di politica in tempi di Covid? Perché la scuola non può essere messa in quarantena. Sulla scuola ci giochiamo tutto, lo dissi già a marzo e mi davano del matto. Ma se la scuola non riparte, per il Paese è finita. Il Paese è morto, e l'Italia si ferma". Cosí l'ex segretario Pd accoglie i 250 tra ragazzi e ragazze - "quote rosa al 50%" si legge sul sito di Italia Viva alla pagina dedicata alla nuova edizione della scuola di politica, lo scorso anno a Lucca - riuniti nel padiglione delle feste del Grand hotel di Castrocaro Terme, sulle colline forlivesi.
Riparte la scuola. Non quella vera, ma quella di politica organizzata da Matteo Renzi, che nel giorno della lite tra governo e Regioni sul ritorno in classe il 14 settembre punge subito sul vivo: "Perché questa scuola di politica in tempi di Covid? Perché la scuola non può essere messa in quarantena. Sulla scuola ci giochiamo tutto, lo dissi già a marzo e mi davano del matto. Ma se la scuola non riparte, per il Paese è finita. Il Paese è morto, e l'Italia si ferma". Cosí l'ex segretario Pd accoglie i 250 tra ragazzi e ragazze - "quote rosa al 50%" si legge sul sito di Italia Viva alla pagina dedicata alla nuova edizione della scuola di politica, lo scorso anno a Lucca - riuniti nel padiglione delle feste del Grand hotel di Castrocaro Terme, sulle colline forlivesi.
Un primo giorno in cui sul palco di Renzi sale anche il governatore Pd dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini, tra qualche imbarazzo in casa dem, visto che proprio Bonaccini è invocato dagli ex renziani dem come futuro leader Pd. "Io da Renzi? Nulla di strano, mi hanno appoggiato alle regionali. E poi governo questa Regione, e sono stato anche alla scuola di Enrico Letta e del Pd".  Il leader di Italia Viva accoglie però con calore l'amico "Ste": "Prima delle regionali gli dissi che se vinceva avrei tenuto qui la scuola di politica e che lui sarebbe venuto. Ed eccolo qua".

L'abbraccio tra i due arriva proprio nel giorno Bonaccini guida le Regioni contro il governo sulla riorganizzazione del ritorno in classe a settembre, tra trasporti nel caos e dubbi sull'uso delle mascherine. "Eppure ritornare in classe si può. Noi qui lo facciamo cui sierologici" dice Renzi esibendo massime misure di sicurezza anti contagio e una organizzazione che lui stesso definisce "complicata", ma che nondimeno "ci consente di essere qui".

Si parte al mattino con il triage: test del sangue lampo nella clinica mobile di Gvm Cure&Research allo staff e a tutti i giovanissimi che non possono esibire il certificato di negatività fatto a casa. E poi mascherina obbligatoria ovunque. I ragazzi che arrivano alla spicciolata con trolley a seguito non fanno una piega e diligentemente si mettono in fila per il test. "Ho pagato 100 euro in tutto per questa scuola, compreso vitto e alloggio" sorride Ludovica, ferrarese, la mattina presto in attesa del bus per l'albergo a Forlí. Il motto che Renzi scrive sulla sua enews, che solo "l'educazione sconfigge il populismo" i suoi ragazzi ce l'hanno scritto in faccia. Ragazzi per bene tra i 16 e i 30 anni, la metà figli della Leopolda: parlano sottovoce e spesso sono già impegnati in politica.

Lo staff di Italia Viva li protegge in ogni modo, ma loro non si sottraggono alle domande, sorridendo dietro le mascherine. Concluso il pranzo nel salone Art Deco del Grand Hotel costruito nel Ventennio, molti parlano liberamente. Saverio, di Bari, ha 25 anni, è candidato consigliere regionale con Ivan Scalfarotto: "L'alleanza con i 5 Stelle stabile non si deve fare. Quando c'era Renzi votavo Pd, ma poi le correnti hanno soffocato quel partito". Ora, dice, "il sogno è che Renzi, Calenda ed Emma Bonino si mettano insieme".

Ci spera forse anche Marianna, giovanissima coordinatrice di una delle circoscrizioni di Firenze che chiede "più riformismo" e che confessa di "aver vissuto male" l'accordo di governo coi 5Stelle, figuriamoci una alleanza più duratura. L'allergia ai grillini, per qualunque cosa duri più di una stagione di governo, è condivisa anche da Cecilia, che dalla giovanile dem arriva a Castrocaro per  "partecipare a questa importante esperienza formativa". E accomuna un po' tutti questi ragazzi, che a tavola parlano di candidature come forse neanche i loro genitori e che s'aggirano come una nuvola chiara di camice di lino, abiti leggeri, sandali, borse e cinture di pelle, spesso griffate.

Alle 15 si comincia. In platea la ministra Teresa Bellanova e la ministra della scuola Elena Bonetti, pure lei a rinnovare l'impegno ad aprire la scuola, quella vera. Renzi in camicia bianca e jeans, come ai vecchi tempi, fa l'introduzione. Con lui la sindaca di Castrocaro Marianna Tonellato cita Draghi e il suo inno al coraggio, "perché l'inazione è tanto grave quanto l'azione sbagliata".

La prima lezione della scuola tocca al direttore di Repubblica Maurizio Molinari, che introduce con una discussione su geopolitica internazionale e giornalismo. Si parla di "fine della guerra fredda e inizio della globalizzazione", della Cina, frontiera del XXI secolo, e di "mancanza di diritti nella realtà digitale". Ma si dialoga anche con i ragazzi, col direttore Molinari che risponde alle domande dei giovani e si sofferma sulla trasformazione digitale del giornalismo, fondamentale anche per combattere le fake news in era Covid.

Alle 17,30 arriva l'amico "Ste" Bonaccini, con cui Renzi scherza sul palco esaltando il modello emiliano e tirando in ballo pure sul referendum sul taglio dei parlamentari del 20-21 settembre: "Lui vota sí, io non non parlo di referendum nemmeno sotto tortura". Riemergono pure vecchi ricordi, con Bonaccini che ricorda quando Renzi gli chiese di "dargli una mano a Roma", proprio mentre Bonaccini si stava per candidare in Emilia Romagna dopo le dimissioni di Vasco Errani. Bonaccini alla fine scelse la Regione. "E ora - aggiunge -  quello che vorrei è un centrosinistra che provi a stare insieme non contro qualcuno ma per qualcosa".

Quasi un manifesto per una futura leadership, che Renzi ha non a caso incoraggiato, solo poche settimane fa ospite a San Lazzaro, nel bolognese, dalla sindaca renziana Isabella Conti: "Se Bonaccini pensasse a Roma, gli direi di prendere esempio dalla Ferrari: gli direi di correre".