Recovery Fund, l'esempio di Macron
Ferdinando Giugliano , di FERDINANDO GIUGLIANO
A fine luglio il governo italiano celebrava come una grande vittoria la creazione del piano "Next Generation Eu" per aiutare gli Stati membri a riprendersi dallo shock economico della pandemia. Un mese e mezzo dopo, è arrivato il momento di mostrare che l'Italia ha proposte chiare e utili su come spendere quei soldi.
Un buon esempio arriva dal governo francese, che giovedì ha annunciato un programma di stimolo da 100 miliardi di euro in due anni circa, finanziato in parte grazie ai fondi europei. Parigi vuole dare un sostegno alla domanda aggregata, ma, soprattutto, rilanciare la competitività del suo sistema produttivo. Si tratta di una combinazione che farebbe molto comodo anche all'economia italiana.
La pandemia ha causato uno shock economico molto simile in Italia e Francia, con una contrazione del Prodotto interno lordo tra l'ultimo trimestre del 2019 e il secondo di quest'anno di poco inferiore al 20 per cento. I due Paesi soffron…
Un buon esempio arriva dal governo francese, che giovedì ha annunciato un programma di stimolo da 100 miliardi di euro in due anni circa, finanziato in parte grazie ai fondi europei. Parigi vuole dare un sostegno alla domanda aggregata, ma, soprattutto, rilanciare la competitività del suo sistema produttivo. Si tratta di una combinazione che farebbe molto comodo anche all'economia italiana.
La pandemia ha causato uno shock economico molto simile in Italia e Francia, con una contrazione del Prodotto interno lordo tra l'ultimo trimestre del 2019 e il secondo di quest'anno di poco inferiore al 20 per cento. I due Paesi soffron…
A fine luglio il governo italiano celebrava come una grande vittoria la creazione del piano "Next Generation Eu" per aiutare gli Stati membri a riprendersi dallo shock economico della pandemia. Un mese e mezzo dopo, è arrivato il momento di mostrare che l'Italia ha proposte chiare e utili su come spendere quei soldi.
Un buon esempio arriva dal governo francese, che giovedì ha annunciato un programma di stimolo da 100 miliardi di euro in due anni circa, finanziato in parte grazie ai fondi europei. Parigi vuole dare un sostegno alla domanda aggregata, ma, soprattutto, rilanciare la competitività del suo sistema produttivo. Si tratta di una combinazione che farebbe molto comodo anche all'economia italiana.
La pandemia ha causato uno shock economico molto simile in Italia e Francia, con una contrazione del Prodotto interno lordo tra l'ultimo trimestre del 2019 e il secondo di quest'anno di poco inferiore al 20 per cento. I due Paesi soffrono di problemi di lungo periodo analoghi, come un debito pubblico alto, una crescita della produttività in marcato rallentamento, e una disoccupazione strutturale elevata. Purtroppo, tali limiti sono ancora più accentuati da noi.
La ricetta di Parigi prevede di utilizzare i fondi europei per finanziare investimenti che riducano le emissioni e aiutino a sviluppare nuove tecnologie verdi come l'idrogeno. L'amministrazione di Emmanuel Macron ha poi in mente un corposo taglio delle imposte sulle imprese e un programma di incentivi per le assunzioni e di politiche attive del lavoro per aiutare a reinserire coloro i quali perderanno il posto durante la pandemia. Si tratta per ora soltanto di annunci, a cui dovranno seguire atti concreti. Ma l'impressione è quella di un governo con priorità chiare, ambiziose e in linea con lo spirito del programma di aiuti dell'Unione.
In Italia, purtroppo, c'è ancora enorme confusione su quale sarà la destinazione di questi fondi. Ogni giorno i partiti di maggioranza sembrano destinare i soldi a obiettivi diversi - a partire dal taglio delle tasse sul reddito inizialmente immaginato da Luigi Di Maio, fino all'idea di rendere strutturale il cosiddetto "superbonus" sulle ristrutturazioni edilizie proposto venerdì dal ministro Patuanelli. Non mancano poi le proposte per i progetti infrastrutturali, dall'immancabile ponte sullo stretto di Messina a un'improbabile funivia per il comune di Roma. A mancare, però, è un'idea d'insieme che vada oltre il desiderio di soddisfare una determinata fetta di elettorato.
Macron sembra muoversi con un orizzonte più lungo del governo italiano. Non sappiamo infatti se l'esecutivo di Giuseppe Conte sopravviverà alla probabile sconfitta nelle elezioni regionali del 20-21 settembre. Ma l'impressione è che il nostro governo non sia comunque interessato a creare le strutture necessarie per canalizzare le risorse in maniera rapida ed efficiente. Molti dei provvedimenti fin qui adottati - dal "bonus bici" allo stesso "superbonus" - appaiono impantanati nella burocrazia. L'Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro, che dovrebbe avere un ruolo chiave per il reinserimento dei futuri disoccupati, fatica anche solo a trovare un'occupazione ai percettori del reddito di cittadinanza.
Dalla commissione guidata da Vittorio Colao agli Stati Generali, il governo ha avuto modo di ascoltare i consigli di tecnici e parti sociali. Ora tocca alla politica fare delle scelte. Partito democratico e Movimento 5 Stelle devono dimostrare di essere più di un matrimonio di convenienza, e di avere una visione congiunta per il futuro del Paese. Se la ha la Francia, possiamo averla anche noi.
L'autore è editorialista di Bloomberg Opinion
Un buon esempio arriva dal governo francese, che giovedì ha annunciato un programma di stimolo da 100 miliardi di euro in due anni circa, finanziato in parte grazie ai fondi europei. Parigi vuole dare un sostegno alla domanda aggregata, ma, soprattutto, rilanciare la competitività del suo sistema produttivo. Si tratta di una combinazione che farebbe molto comodo anche all'economia italiana.
La pandemia ha causato uno shock economico molto simile in Italia e Francia, con una contrazione del Prodotto interno lordo tra l'ultimo trimestre del 2019 e il secondo di quest'anno di poco inferiore al 20 per cento. I due Paesi soffrono di problemi di lungo periodo analoghi, come un debito pubblico alto, una crescita della produttività in marcato rallentamento, e una disoccupazione strutturale elevata. Purtroppo, tali limiti sono ancora più accentuati da noi.
La ricetta di Parigi prevede di utilizzare i fondi europei per finanziare investimenti che riducano le emissioni e aiutino a sviluppare nuove tecnologie verdi come l'idrogeno. L'amministrazione di Emmanuel Macron ha poi in mente un corposo taglio delle imposte sulle imprese e un programma di incentivi per le assunzioni e di politiche attive del lavoro per aiutare a reinserire coloro i quali perderanno il posto durante la pandemia. Si tratta per ora soltanto di annunci, a cui dovranno seguire atti concreti. Ma l'impressione è quella di un governo con priorità chiare, ambiziose e in linea con lo spirito del programma di aiuti dell'Unione.
In Italia, purtroppo, c'è ancora enorme confusione su quale sarà la destinazione di questi fondi. Ogni giorno i partiti di maggioranza sembrano destinare i soldi a obiettivi diversi - a partire dal taglio delle tasse sul reddito inizialmente immaginato da Luigi Di Maio, fino all'idea di rendere strutturale il cosiddetto "superbonus" sulle ristrutturazioni edilizie proposto venerdì dal ministro Patuanelli. Non mancano poi le proposte per i progetti infrastrutturali, dall'immancabile ponte sullo stretto di Messina a un'improbabile funivia per il comune di Roma. A mancare, però, è un'idea d'insieme che vada oltre il desiderio di soddisfare una determinata fetta di elettorato.
Macron sembra muoversi con un orizzonte più lungo del governo italiano. Non sappiamo infatti se l'esecutivo di Giuseppe Conte sopravviverà alla probabile sconfitta nelle elezioni regionali del 20-21 settembre. Ma l'impressione è che il nostro governo non sia comunque interessato a creare le strutture necessarie per canalizzare le risorse in maniera rapida ed efficiente. Molti dei provvedimenti fin qui adottati - dal "bonus bici" allo stesso "superbonus" - appaiono impantanati nella burocrazia. L'Agenzia nazionale per le Politiche attive del lavoro, che dovrebbe avere un ruolo chiave per il reinserimento dei futuri disoccupati, fatica anche solo a trovare un'occupazione ai percettori del reddito di cittadinanza.
Dalla commissione guidata da Vittorio Colao agli Stati Generali, il governo ha avuto modo di ascoltare i consigli di tecnici e parti sociali. Ora tocca alla politica fare delle scelte. Partito democratico e Movimento 5 Stelle devono dimostrare di essere più di un matrimonio di convenienza, e di avere una visione congiunta per il futuro del Paese. Se la ha la Francia, possiamo averla anche noi.
L'autore è editorialista di Bloomberg Opinion