Animalia. Il coleottero? Un vero dandy. Ma con le ali
Marco Belpoliti
,
di MARCO BELPOLITI
In un mondo votato all'utilità, questi insetti bellissimi, a volte inquietanti, soprattutto sfuggenti, incarnano il vero spirito del Romanticismo. Almeno secondo lo scrittore e filosofo tedesco Ernst Jünger, che per tutta la vita li ha inseguiti e studiati. E ne ha anche scritto in un libro ormai introvabile, Cacce sottili, in cui racconta di viaggi, luoghi, animali e soprattutto di questi piccoli esseri così affascinanti e innumerevoli: ne esistono oltre 350.000 specie organizzate in 24 famiglie ampie e 235 famiglie ristrette. Ovvero; il più grande ordine tra gli organismi viventi, compresi anche i vegetali
6 minuti di lettura
Tutto comincia con un regalo del padre. Ernst e il fratello Friedrich Georg ricevono nell’ordine: una rete, vari aghi, una bottiglia per contenere la preda, una cesta rivestita di torba sul fondo e foderata di carta lucida all’interno. Così potranno agire con maggior perizia e abilità nei dintorni della loro casa di famiglia a Rehburg, in Germania, posta all’interno di un distretto forestale. Da questo momento sono diventati dei “cacciatori sottili” e andranno inseguendo insetti e altri animali per boschi e prati. Sono aspiranti entomologi. Decenni dopo Ernst, diventato sessantenne, scriverà che nella caccia porsi la domanda sul senso dell'inseguimento è sempre d'obbligo, poiché chi osserva è a sua volta osservato.
Ernst non è altro che Ernst Jünger. Sta raccontando la storia della sua passione per gli insetti in un libro, Cacce sottili, publicato in Germania nel 1980, magnificamente tradotto …
Tutto comincia con un regalo del padre. Ernst e il fratello Friedrich Georg ricevono nell’ordine: una rete, vari aghi, una bottiglia per contenere la preda, una cesta rivestita di torba sul fondo e foderata di carta lucida all’interno. Così potranno agire con maggior perizia e abilità nei dintorni della loro casa di famiglia a Rehburg, in Germania, posta all’interno di un distretto forestale. Da questo momento sono diventati dei “cacciatori sottili” e andranno inseguendo insetti e altri animali per boschi e prati. Sono aspiranti entomologi. Decenni dopo Ernst, diventato sessantenne, scriverà che nella caccia porsi la domanda sul senso dell'inseguimento è sempre d'obbligo, poiché chi osserva è a sua volta osservato.
Ernst non è altro che Ernst Jünger. Sta raccontando la storia della sua passione per gli insetti in un libro, Cacce sottili, publicato in Germania nel 1980, magnificamente tradotto da Alessandra Iadicicco per Guanda nel 1997, oggi purtroppo introvabile. Jünger è il celeberrimo autore di Nelle tempeste d’acciaio (1920), uno dei testi fondamentali sulla Prima guerra mondiale, e della Mobilitazione totale (1930), una delle prime riflessioni sull’influsso che la guerra ha avuto sulla neonate democrazie occidentali, pubblicato alla vigilia della presa del potere di Adolf Hitler; poi dell’Operaio (1932), altro testo decisivo di quel decennio fatale per l’Europa e per il mondo.
Lo scrittore e filosofo tedesco è un reazionario, critico feroce della democrazia borghese di Weimar, morto a 103 anni nel 1998, dopo aver attraversato come una cometa iridescente l’intero XX secolo. Cacce sottili è uno dei suoi libri più belli, per stile e tono, e anche per le cose che racconta: viaggi, luoghi (Sardegna, Giappone, Malacca, Angola, Brasile, deserti e foreste, case di campagna e spiagge), animali e soprattutto insetti. I protagonisti principali sono i coleotteri, Coleoptera, ordine fissato da Linneo, scienziato amato da Jünger, che comprende attualmente oltre 350.000 specie organizzate in 24 famiglie ampie e 235 famiglie ristrette: il più grande ordine tra gli organismi viventi, compresi anche i vegetali.
Nel corso della sua lunga vita lo scrittore tedesco si è dedicato alla ricerca e alla scoperta di questi insetti cercandoli nei più diversi angoli del pianeta e scoprendone persino uno in Angola nel 1966, che ora reca il suo nome: cicindela juenger juengerorum, collocata come sotto-specie. Si trovano in tutte le terre emerse, fatto salvo l’Antartide, tuttavia con il cambiamento climatico in corso è probabile che colonizzeranno anche quel territorio ora inabitabile. Questi insetti sono apparsi circa 280 milioni di anni fa e come altri si apprestano a doppiare questa cifra temporale essendo, come sostengono molti scienziati, i futuri eredi del Pianeta azzurro. Volano e camminano sotto i nostri piedi, poggiandosi su erbe e alberi, muovendosi in terreni diversi della Terra. Sono dotati di elitre che gli permettono di volare, e che costituiscono la loro armatura protettiva. Cetonia aurata
Jünger ha dedicato gran parte della sua vita a questa caccia, arrivando persino a catturare un coleottero (drypta blu) mentre si protegge nel corso di un mitragliamento aereo durante la Seconda guerra mondiale, nel 1944: steso per terra lo risucchia munito di una cannuccia di vetro. Si chiamano così, cacce sottili, perché i coleotteri appaiono e scompaiono rapidamente – sottile è ovviamente lo sguardo del cacciatore. Occorre essere lesti per prenderli, muniti di strumenti sempre diversi, perché la loro apparizione su un fiore, in cima a un ramo o in mezzo all’erba, è improvvisa e rapida, tanto da chiedere al cacciatore il possesso di particolari doti, un dono degli dei, ripete spesso Jünger: è il kairos dell’atleta, il suo “giusto momento”. Il cacciatore deve essere come Argo, il mostro della mitologia greca, dotato di mille occhi.
Il personaggio principale del libro è la cicindela, che gli appare all’inizio del XX secolo nei dintorni di Rehburg. A un tratto gli sembra di vedere qualcosa muoversi in volo, appare e scompare di colpo. Pensa che sia l’ombra d’una rondine, poi vede lampeggiare un bagliore di porpora e oro. Ernst non sa; pensa a una mosca, a una vespa o a un maggiolino. Poi quell’“esplosione lieve di metallo” fluttua in aria e vola via. L’incontro fondamentale è avvenuto. Ora cercherà questo essere colorato e fluttuante per il mondo. Qualche tempo dopo cattura con la rete un coleottero. La sua bellezza l’abbacina e sconcerta: “Non riuscivo a saziarmi di guardarlo”. Deve riconoscere l’insetto, cercare di classificarlo. Ricorre ai cinque volumi della Fauna germanica di Reitter, libro che poi ricomprerà varie volte a causa della frenetica e intensa consultazione cui lo sottopone logorandolo. Sulle pagine del libro gli appare la cicindela hybrida, registrata nel sistema naturale di Linneo a partire dal 1758. La didascalia recita: “Compaiono numerosi in tutti gli ambienti faunistici, tanto in pianura quanto sui promontori, e soprattutto lungo le rive pietrose dei fiumi”. Ernst resta deluso: aveva creduto di aver catturato una rarità, e invece la cicindela si trova dappertutto.
Anni dopo, a seguito di cacce condotte su rive marine, lo scrittore rifletterà sull’universo abitato da queste creature: chi percorre questi spazi durante l’estate sovente finisce per far levare in volo le cicindele, “creature di cui lui non sospetta l’esistenza, per non dire che non ne ha mai vista una”. Per Jünger sono un esempio della “pluralità dei mondi, e per pensarla non occorre fare riferimento alle lontananze delle stelle fisse, ma è sufficiente la prospettiva ristretta e immediata del nostro mondo, del quale riusciamo a percepire una minuscola porzione”. I coleotteri rappresentano uno dei molti mondi che ci sono e che non vediamo. Le cicindele, poi, sono “prodigiose quanto noi, dotate degli stessi organi, alati per giunta”, e noi, esseri superiori, padroni presuntuosi del mondo, “non sappiamo nulla della loro relazione con l’infinito”. Anche le coccinelle sono coleotteri Cacce sottili è un baule che contiene innumerevoli storie di incontri con animali – non solo coleotteri, anche lucertole, e persino un camaleonte –, e insieme uno scrigno di frasi e riflessioni preziose, perché il tema centrale del libro è il guardare e il descrivere, arte doppia in cui Jünger eccelle: “Il segreto sta nello sguardo particolare e non nell’oggetto dell’attenzione”. Da grande viaggiatore, che ha attraversato lande e terre diverse, lo scrittore riflette su cosa questo comporta dal punto di vista visivo: “Una caratteristica dei nostri viaggi è che, su superfici sempre più vaste, si riesce a vedere sempre meno”. Le cacce sottili, come l’entomologia in generale, affinando le unità di misura per vedere gli insetti, fanno sì che “il mondo si ingrandisce e aumenta la sua varietà”. Come Fabre, che abbiamo già ammirato e citato in questo spazio, anche per Jünger il mondo piccolo appare immenso. Riprendendo un motto di Plinio il Vecchio, Natura maxime miranda in minimis, lo scrittore ci mostra un universo affascinante dai colori e dalle forme straordinarie.
Cacce sottili non è un testo scientifico, bensì letterario, un quaderno d’appunti e ricordi in forma narrativa, che fluttua avanti e indietro nel tempo, dagli anni Venti del XX secolo ai Sessanta. Per quanto Jünger abbia frequentato brevemente lezioni di zoologia all’Università di Lipsia, respinto dal metodo utilizzato in quelle aule, non è un semplice dilettante, ma molto di più. L’entomologia ha costituito un campo in cui anche una personalità poliedrica come quella di Jünger ha potuto raggiungere risultati notevoli dal punto di vista collezionistico.
La tradizione naturalistica, a cui lo scrittore appartiene, rimonta a Alexander von Humboldt, a Goethe, a Schopenhauer e persino a Nietzsche, oltre che a Linneo, vero nume tutelare delle sue ricerche. Lo studioso svedese possiede, a detta di Jünger, il carattere del giardiniere, contrapposto a Darwin, che somiglia invece a un cacciatore. Con la comparsa sulla scena dell’evoluzionismo dello studioso inglese tutto è cambiato. Al centro del cosmo non vi è più una forza sovrana, ma una anonima, scrive. Le osservazioni di Linneo, creatore della prima grande tassonomia animale, “tengono conto in maniera perfettamente equilibrata delle forze che agiscono nella natura, quanto dell’impronta che dà forma al suo ordine”. Non a caso Darwin è stato un circumnavigatore del globo, mentre Linneo, come lo stesso Jünger, un viandante. Certamente Darwin è un grandissimo osservatore, dato che con lui comincia un nuovo modo di guardare il mondo. Sia che si occupi di fringuelli o vulcani, coralli o piante rampicanti, il padre dell’evoluzionismo fa emergere risposte chiarificatrici. Linneo è piuttosto attirato dai contorni delle forme, come Jünger stesso, che s’ispira al metodo goethiano. Per Linneo, chiosa lo scrittore, la creazione è un atto fuori del tempo, per Darwin invece tutto accade nel tempo. Lo scienziato inglese è orientato dal concetto di utilità. Il mondo cui appartiene Jünger, come mostrano anche i suoi romanzi e i saggi politici e sociali, è ancora quello percorribile a piedi, o al massimo a cavallo. Dopo la pubblicazione delle opere di Darwin comincia l’epoca in cui le navi a vapore riescono a raggiungere isole lontane e solitarie, e i continenti vengono esplorati in lungo e in largo. Insieme alla scienza avanza il commercio, che rende interconnesso il Pianeta.
Cacce sottili ci mostra il mondo prima della globalizzazione in cui spiriti aristocratici e unici, non necessariamente ricchi o potenti, ma piuttosto eccentrici e inclassificabili, percorrevano le strade e le vie in solitarie ricerche. La figura del collezionista, cui Jünger accenna in più di una pagina, è collegata a quella dei cacciatori entomologici, anzi le due figure s’indentificano, e gli scienziati sono ancora anche scrittori e letterati.
Perché i coleotteri affascinano Jünger? Perché sono belli, perché sono quasi invisibili, perché sono inafferrabili, perché hanno colonizzato ogni luogo della Terra. O anche perché non appaiono utili. L’utilità è una delle bestie nere dello scrittore tedesco, tanto che possiamo dire che questi insetti dalle forme strane, e a volte inquietanti, sono i veri dandy del nostro pianeta dominato dalla Tecnica, demone che condiziona ogni nostra azione. L’uomo ha solo una possibilità, scrive Jünger in un altro passo della sua opera, resistere ricorrendo alla propria coscienza. Parla di interiorità e di profondità, rifacendosi indirettamente allo spirito del Romanticismo, grande matrice del suo pensiero. Gli insetti, e in particolare i coleotteri, sono per lui un tassello importante della propria visione, oltre che una passione intramontabile nel corso della sua lunga vita.