✕
L'Inter schierata prima della partita con lo Shakhtar a Kiev (afp)

Contro Zidane uno spareggio imprevisto

1 minuti di lettura
Nella notte capovolta d'Europa, Real Madrid e Inter si ritrovano con due punti in due, e i blancos di Zidane hanno sfiorato un clamoroso zero evitato solo al quarto minuto di recupero: un mezzo miracolo. Ora saranno comunque due spareggi tra spagnoli e nerazzurri, e stavolta Zizou non ha nessun interista da prendere a capocciate (quelle, semmai, le starà dando contro la sua traballante panchina). È stato il "borusso" Marcus Thuram, figlio di un campione e di un uomo indimenticabile, la stella nera Lilian, a far tremare il Real.

E l'Inter non ne ha approfittato nemmeno stavolta, proprio come una settimana fa. A Kiev ha giocato quasi bene, nel primo tempo certamente, ha centrato due traverse, ha atteso invano un rigore che c'era, ha sistemato la difesa ma per una volta non ha segnato né col Ciclopico né col Toro, protagonista di un errore che la Gialappa's avrebbe amato. Grande potenziale e incerta Europa, questo il destino non ined…
Nella notte capovolta d'Europa, Real Madrid e Inter si ritrovano con due punti in due, e i blancos di Zidane hanno sfiorato un clamoroso zero evitato solo al quarto minuto di recupero: un mezzo miracolo. Ora saranno comunque due spareggi tra spagnoli e nerazzurri, e stavolta Zizou non ha nessun interista da prendere a capocciate (quelle, semmai, le starà dando contro la sua traballante panchina). È stato il "borusso" Marcus Thuram, figlio di un campione e di un uomo indimenticabile, la stella nera Lilian, a far tremare il Real.

E l'Inter non ne ha approfittato nemmeno stavolta, proprio come una settimana fa. A Kiev ha giocato quasi bene, nel primo tempo certamente, ha centrato due traverse, ha atteso invano un rigore che c'era, ha sistemato la difesa ma per una volta non ha segnato né col Ciclopico né col Toro, protagonista di un errore che la Gialappa's avrebbe amato. Grande potenziale e incerta Europa, questo il destino non inedito dell'Inter che il suo futuro se lo dovrà creare a Madrid (non al Bernabeu, ma nel centro d'allenamento di Valdebebas) e poi a San Siro, contro un avversario che è un libro di storia, un'enciclopedia del calcio e del cuore, l'ineguagliabile Real Madrid.

Notte al contrario, ma anche piena di angoscia: il calcio ci consola, ci porta via dai noi e dai nostri pensieri più cupi, Durerà? A che punto è la notte? Lo chiediamo all'Atalanta e lei ci fa divertire, piena di grazia anche con i suoi sbagli e poi con una rimonta devastante, con Duvan Zapata che spacca la rete, con Ilicic che risale dal pozzo con le unghie e l'anima, è una gioia rivederlo così. Contro l'Ajax, l'Atalanta che ne è in qualche modo specchio e riflesso ha regalato momenti di calcio splendido. Teniamocela stretta, quest'Atalantajax che non è un ibrido ma una meravigliosa creatura, dentro la Champions della resistenza a oltranza. Sembra quasi un affronto alla realtà, ma il calcio ci prova ancora, ci prova sempre. Cammina su un filo, spinato.

La Lazio ha lasciato a casa cinque giocatori dopo il tampone sospetto, tra loro anche l'oro, cioè Immobile, e la Juve piena di assenti contro il Barcellona non recupera Cristiano Ronaldo, ancora positivo al Covid19: salta la sfida a Messi dentro uno stadio deserto, dunque non degno di loro. Sarà per un'altra volta, in un'altra vita che per tutti noi dovrà pur tornare.