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(afp)

Stati Uniti, uno scenario che piace ai mercati

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Con la proclamazione di Joe Biden nella giornata di sabato, si è conclusa un'elezione presidenziale eccezionalmente combattuta. L'onda democratica, prevista dai principali sondaggi, non si è verificata, la battaglia è stata molto accesa in un gruppo di Stati, la maggioranza al Senato è ancora in bilico e resterà tale fino al runoff di gennaio in Georgia. Gli Stati Uniti si sono così rivelati un Paese molto diviso e Trump non ha ancora concesso la vittoria a Biden, mantenendo l'intenzione di proseguire la battaglia legale per invalidare il voto in alcuni Stati. La divisione, nonostante la vittoria di Biden, è riflessa nella composizione del Senato e della Camera dei rappresentanti. Permane, soprattutto, tra gli elettori.

Per paradosso, mentre lo spoglio procedeva da giorni sulle montagne russe, i mercati finanziari americani e mondiali rimanevano relativamente tranquilli, a livelli molto elevati, e con la volatilità a…
Con la proclamazione di Joe Biden nella giornata di sabato, si è conclusa un'elezione presidenziale eccezionalmente combattuta. L'onda democratica, prevista dai principali sondaggi, non si è verificata, la battaglia è stata molto accesa in un gruppo di Stati, la maggioranza al Senato è ancora in bilico e resterà tale fino al runoff di gennaio in Georgia. Gli Stati Uniti si sono così rivelati un Paese molto diviso e Trump non ha ancora concesso la vittoria a Biden, mantenendo l'intenzione di proseguire la battaglia legale per invalidare il voto in alcuni Stati. La divisione, nonostante la vittoria di Biden, è riflessa nella composizione del Senato e della Camera dei rappresentanti. Permane, soprattutto, tra gli elettori.

Per paradosso, mentre lo spoglio procedeva da giorni sulle montagne russe, i mercati finanziari americani e mondiali rimanevano relativamente tranquilli, a livelli molto elevati, e con la volatilità addirittura in riduzione. Vale dunque la pena di comprendere cosa sia accaduto sui mercati e quale sia lo scenario economico dei prossimi mesi. Guardare al dopodomani può apparire prematuro, ma tutte le decisioni economiche, delle imprese, degli investitori e dei risparmiatori, vengono prese ogni giorno guardando al futuro.

L'esito delle elezioni, come si diceva, consegna un Paese diviso, tanto che Biden ha posto la riunificazione in testa alla propria agenda, addirittura prima delle politiche volte ad attenuare l'impatto economico del Covid. La sinistra democratica è uscita sconfitta. Anche se i democratici vincessero i due Senatori a gennaio in Georgia, governare richiederà compromessi ed equilibrismi. In questo modo si allontana innanzitutto lo scenario di un forte spostamento a sinistra dei democratici e del Paese. Allo stesso modo, si allontanano le prospettive di un maxi stimolo fiscale per contrastare le conseguenze economiche del Covid.

Un nuovo pacchetto fiscale di stimolo presumibilmente verrà approvato, ma sarà necessariamente di dimensione più contenuta del previsto (diciamo intorno ai due trilioni di dollari). Il sostegno della ripresa tornerà dunque sulle spalle della Federal Reserve: ciò manterrà i tassi di interesse e il dollaro su livelli bassi, con i mercati azionari come principale impiego della ricchezza, e dunque su livelli elevati. Queste tendenze potrebbero essere ulteriormente accentuate dal nuovo programma di acquisti della Banca Centrale Europea.

In sintesi, come prevedeva ieri su questo giornale Michael Walzer, uno dei grandi pensatori dell'America Liberal, Joe Biden non avrà la possibilità di realizzare un New Deal né di fare grandi riforme, ma anche in coerenza con il proprio carattere, sarà un presidente di compromesso e al più "di restauro". Assisteremo a un'enfasi crescente sulle politiche ambientali e contro i cambiamenti climatici, ci sarà forse un'estensione della platea dell'Obamacare in campo sanitaro, ma nulla sul piano dei cambiamenti radicali.

Proprio questo scenario, che Walzer commenta con frustrazione, piace invece ai mercati e non richiede un cambiamento nei portafogli e nelle posizioni di rischio degli investitori. Consente alle imprese di programmare gli investimenti con maggiore tranquillità. Anche in Europa dovrebbe allentare le tensioni con gli Stati Uniti e rimettere l'alleanza sugli usuali binari.
Insomma, a meno di eventi imprevedibili, l'equilibrio politico che oggi emerge dalle elezioni impedisce avventure e in qualche modo stabilizza i mercati. Perché un programma di riforme, più ancora della politica, richiede il supporto dell'opinione pubblica, un supporto che oggi manca in un Paese molto diviso, dove il Trumpismo è ancora forte e vivo e dove occorre in primis raffreddare gli animi.

Per converso, occorre che la politica economica e sanitaria di Biden funzionino e risollevino rapidamente gli Stati Uniti dalla recessione in cui si trovano. In questo senso la mediazione, pur necessaria, non basterà e la composizione del governo sarà cruciale, a partire dal nuovo Segretario del Tesoro. Non dimentichiamo infatti che l'economia reale e l'occupazione, negli Usa come in Europa, sono in situazione di grande difficoltà e che per risollevarle servono politiche ampie e incisive. Gli Stati Uniti sono il centro dei mercati finanziari e della domanda mondiale. Ecco perché dovremo prestare grande attenzione a Washington nel 2021.