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Rafa Nadal durante il match con Thiem a Londra (reuters)

La mia idea di Masters e il tabù di Nadal

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Ho un buon amico, talmente appassionato di tennis, da ricordare tutto. Parlando del Masters in corso a Londra, lui mi ha risposto: "Tu hai i tuoi meriti al riguardo. Guarda tra la tua collezione e troverai l'articolo". Ho cercato, visto che il primo Masters fu a Tokyo, nel 1970, e mi è venuta in mente una colazione con Carlo Della Vida, l'organizzatore al quale si deve la ripresa degli Internazionali d'Italia, e l'ex campione Jack Kramer. I due discutevano su una gara di fine anno che potesse definire il campione del mondo della stagione, in concorrenza con Wimbledon, Forest Hills, Roland Garros e Melbourne, i quattro tornei del cosiddetto Grande Slam. Indicai anche un mio articolo, che parlava di uno slalom parallelo. Eh sì, allora scrivevo di sci, football e basket oltre che di tennis e, così, da una mia distratta citazione ebbe origine il Masters. La prima prova venne disputata a Tokyo, la volevano i reali giapponesi, e fu vinta da Sta…
Ho un buon amico, talmente appassionato di tennis, da ricordare tutto. Parlando del Masters in corso a Londra, lui mi ha risposto: "Tu hai i tuoi meriti al riguardo. Guarda tra la tua collezione e troverai l'articolo". Ho cercato, visto che il primo Masters fu a Tokyo, nel 1970, e mi è venuta in mente una colazione con Carlo Della Vida, l'organizzatore al quale si deve la ripresa degli Internazionali d'Italia, e l'ex campione Jack Kramer. I due discutevano su una gara di fine anno che potesse definire il campione del mondo della stagione, in concorrenza con Wimbledon, Forest Hills, Roland Garros e Melbourne, i quattro tornei del cosiddetto Grande Slam. Indicai anche un mio articolo, che parlava di uno slalom parallelo. Eh sì, allora scrivevo di sci, football e basket oltre che di tennis e, così, da una mia distratta citazione ebbe origine il Masters. La prima prova venne disputata a Tokyo, la volevano i reali giapponesi, e fu vinta da Stan Smith, quello diventato famoso per le scarpe a lui intitolate. Dall'anno prossimo sarà a Torino. Io sono felice di aver partecipato involontariamente a qualcosa di storico.

Certo è che non sarà Rafa Nadal a scrivere la storia, in quest'ultima apparizione londinese. Almeno a giudicare dalla sua prestazione di ieri. Impegnato con l'austriaco Thiem, che al Roland Garros in finale ha sempre battuto, lo spagnolo ha dovuto cedere le armi dopo due tie-break. E forse anche l'idea di potersi aggiudicare il Masters, lui che non lo ha mai vinto. L'unica grande pecca della sua carriera. Nadal ci ha insegnato che non bisogna mai darlo per spacciato, però il suo prossimo passo sarà contro il Maestro uscente, quel Tsitsipas che ha un gioco insidioso. Ed è un ragazzo orgoglioso, come il maiorchino. Ma uno solo ne resterà.