Secondo me | Diventiamo un po’ formiche
di Curzio Maltese , di Curzio MalteseQuando l’Europa sarà pronta a consegnarci gli aiuti economici, dovremo rendere conto del nostro operato. E perché mai le cicale dovrebbero essere gratificate?
L'Italia e la Francia sono i paesi più affascinanti del mondo. Nessuno li batte in cultura e bellezza. Con tutte le critiche che per carità ognuno scarica alla propria nazione, la verità è che in questi paesi si vive un gran bene. Si canta, si mangia, si gioca a pallone, si beve ottimo vino. Purtroppo, per le stesse ragioni, oggi si muore.
La scorsa estate francesi e italiani sono stati cicale. Abbiamo ripetuto con fierezza quanto siamo stati bravi, quanto l'economia accennasse a ripartire e quanto ci meritassimo le vacanze. E allora a casa le mascherine, tanto a cosa servono, e tutti al mare con il placido via libera alle discoteche. Andate e baciatevi in pace. Certo ci siamo divertiti, al contrario dei cinesi, le solite noiose brave formichine, aiutati sulla retta via dai mitra fuori dalla porta a scoraggiare gli imprudenti.
Altre formiche, questa volta democratiche, come Germania e Giappone, hanno deciso solo di rimandare di qualche mese i piac…
La scorsa estate francesi e italiani sono stati cicale. Abbiamo ripetuto con fierezza quanto siamo stati bravi, quanto l'economia accennasse a ripartire e quanto ci meritassimo le vacanze. E allora a casa le mascherine, tanto a cosa servono, e tutti al mare con il placido via libera alle discoteche. Andate e baciatevi in pace. Certo ci siamo divertiti, al contrario dei cinesi, le solite noiose brave formichine, aiutati sulla retta via dai mitra fuori dalla porta a scoraggiare gli imprudenti.
Altre formiche, questa volta democratiche, come Germania e Giappone, hanno deciso solo di rimandare di qualche mese i piac…
L'Italia e la Francia sono i paesi più affascinanti del mondo. Nessuno li batte in cultura e bellezza. Con tutte le critiche che per carità ognuno scarica alla propria nazione, la verità è che in questi paesi si vive un gran bene. Si canta, si mangia, si gioca a pallone, si beve ottimo vino. Purtroppo, per le stesse ragioni, oggi si muore.
La scorsa estate francesi e italiani sono stati cicale. Abbiamo ripetuto con fierezza quanto siamo stati bravi, quanto l'economia accennasse a ripartire e quanto ci meritassimo le vacanze. E allora a casa le mascherine, tanto a cosa servono, e tutti al mare con il placido via libera alle discoteche. Andate e baciatevi in pace. Certo ci siamo divertiti, al contrario dei cinesi, le solite noiose brave formichine, aiutati sulla retta via dai mitra fuori dalla porta a scoraggiare gli imprudenti.
Altre formiche, questa volta democratiche, come Germania e Giappone, hanno deciso solo di rimandare di qualche mese i piaceri della simpatica bella vita, ricordandosi che nella favola di Esopo è l'antipatico che sopravvive, quello che rinuncia alla movida per prepararsi all'inverno.
In Italia quando le cose vanno bene, vanno bene. Quando vanno male, scivolano rapidamente nel disastro. Assistiamo a inutili battibecchi tra destra e sinistra, quando sarebbe il caso di pensare solo a come sostenersi e collaborare in questo momento così drammatico.
Il populismo di Marine Le Pen crea inutile rabbia nelle piazze di Parigi, così come Matteo Salvini e Giorgia Meloni, degni eredi dell'inventore del populismo italiano Silvio Berlusconi, infiammano la guerriglia a Napoli, Milano e Torino. Quanti morti dobbiamo ancora aspettare prima che la destra e la sinistra capiscano che devono rimandare le futili chiacchiere di contrasto e i meschini protagonismi e cominciare a darsi una vera mano per fronteggiare l'epidemia?
A differenza della Francia, che ha avuto nella sua storia una solida cultura di governo, lasciandone sempre al di fuori le figure populiste, in Italia le abbiamo viste trionfare prima con Forza Italia, poi con la Lega e adesso con Fratelli d'Italia e così mentre cantiamo, balliamo e giochiamo a pallone, anno dopo anno le nostre scuole, le autostrade, i ponti e gli ospedali si sgretolano senza fine. Ora che è arrivato l'autunno e la famosa "seconda ondata" ci ha travolto, queste strutture già precarie non hanno retto.
Ci sono sempre due Italie. Quella che ha il potere di fare le cose e non le fa e quella che non ha nessun potere ma che agisce fino allo stremo delle sue forze. Oggi tocca ai medici e agli infermieri. Ci salvano la vita in condizioni di lavoro disastrose, passano le notti insieme ai pazienti spaventati, nei corridoi, sulle ambulanze, quando potrebbero lavorare con più serenità e forse salvando più vite se solo li mettessero nella condizione di farlo. Questo governo è stato molto efficiente nell'inverno del primo Covid, mentre non è stato in grado di organizzarsi in estate. E l'opposizione se ne è serenamente disinteressata.
Quando l'Europa sarà pronta a consegnarci gli aiuti economici, dovremo rendere conto del nostro operato e perché mai le cicale dovrebbero essere gratificate quanto le formiche? Per la loro simpatia?
Le elezioni del 2018 hanno portato un anno di coalizione disastrosa tra Lega e M5S. Nel 2019 il M5S ha capito che doveva organizzarsi con il Pd. Nel 2020 la furia del virus ha travolto il mondo. A questo governo mancano ancora 3 anni e se vuole essere in grado di fronteggiare questo "dopoguerra" dovrà rivedere la sua struttura. Alcuni ministri non si sono dimostrati all'altezza. Vanno cercate figure solide, qualificate e pronte a far ripartire il Paese. È il caso di diventare un po' formiche.
La scorsa estate francesi e italiani sono stati cicale. Abbiamo ripetuto con fierezza quanto siamo stati bravi, quanto l'economia accennasse a ripartire e quanto ci meritassimo le vacanze. E allora a casa le mascherine, tanto a cosa servono, e tutti al mare con il placido via libera alle discoteche. Andate e baciatevi in pace. Certo ci siamo divertiti, al contrario dei cinesi, le solite noiose brave formichine, aiutati sulla retta via dai mitra fuori dalla porta a scoraggiare gli imprudenti.
Altre formiche, questa volta democratiche, come Germania e Giappone, hanno deciso solo di rimandare di qualche mese i piaceri della simpatica bella vita, ricordandosi che nella favola di Esopo è l'antipatico che sopravvive, quello che rinuncia alla movida per prepararsi all'inverno.
In Italia quando le cose vanno bene, vanno bene. Quando vanno male, scivolano rapidamente nel disastro. Assistiamo a inutili battibecchi tra destra e sinistra, quando sarebbe il caso di pensare solo a come sostenersi e collaborare in questo momento così drammatico.
Il populismo di Marine Le Pen crea inutile rabbia nelle piazze di Parigi, così come Matteo Salvini e Giorgia Meloni, degni eredi dell'inventore del populismo italiano Silvio Berlusconi, infiammano la guerriglia a Napoli, Milano e Torino. Quanti morti dobbiamo ancora aspettare prima che la destra e la sinistra capiscano che devono rimandare le futili chiacchiere di contrasto e i meschini protagonismi e cominciare a darsi una vera mano per fronteggiare l'epidemia?
A differenza della Francia, che ha avuto nella sua storia una solida cultura di governo, lasciandone sempre al di fuori le figure populiste, in Italia le abbiamo viste trionfare prima con Forza Italia, poi con la Lega e adesso con Fratelli d'Italia e così mentre cantiamo, balliamo e giochiamo a pallone, anno dopo anno le nostre scuole, le autostrade, i ponti e gli ospedali si sgretolano senza fine. Ora che è arrivato l'autunno e la famosa "seconda ondata" ci ha travolto, queste strutture già precarie non hanno retto.
Ci sono sempre due Italie. Quella che ha il potere di fare le cose e non le fa e quella che non ha nessun potere ma che agisce fino allo stremo delle sue forze. Oggi tocca ai medici e agli infermieri. Ci salvano la vita in condizioni di lavoro disastrose, passano le notti insieme ai pazienti spaventati, nei corridoi, sulle ambulanze, quando potrebbero lavorare con più serenità e forse salvando più vite se solo li mettessero nella condizione di farlo. Questo governo è stato molto efficiente nell'inverno del primo Covid, mentre non è stato in grado di organizzarsi in estate. E l'opposizione se ne è serenamente disinteressata.
Quando l'Europa sarà pronta a consegnarci gli aiuti economici, dovremo rendere conto del nostro operato e perché mai le cicale dovrebbero essere gratificate quanto le formiche? Per la loro simpatia?
Le elezioni del 2018 hanno portato un anno di coalizione disastrosa tra Lega e M5S. Nel 2019 il M5S ha capito che doveva organizzarsi con il Pd. Nel 2020 la furia del virus ha travolto il mondo. A questo governo mancano ancora 3 anni e se vuole essere in grado di fronteggiare questo "dopoguerra" dovrà rivedere la sua struttura. Alcuni ministri non si sono dimostrati all'altezza. Vanno cercate figure solide, qualificate e pronte a far ripartire il Paese. È il caso di diventare un po' formiche.