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(ansa)

Covid e imprese, l’anestetico non basterà

La politica economica dei prossimi anni richiederà scelte molto più difficili rispetto alla distribuzione di aiuti e sussidi di questi mesi
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L’annuncio dell’arrivo di un vaccino efficace contro il Covid 19 ha rafforzato in Europa la convinzione che il ruolo della politica economica sia traghettare i paesi verso il ritorno alla normalità. Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha detto la scorsa settimana che è sbagliato preoccuparsi del rischio che alcune aziende diventino degli “zombie”, ovvero siano tenute in vita artificialmente dal credito facile. Perché far fallire le imprese ora, se tra pochi mesi potremo uscire dall’emergenza?

Questo ragionamento, per quanto sensato, rischia di essere troppo ottimista. La distribuzione del vaccino richiederà tempo e comporterà degli enormi problemi logistici, che nel nostro Paese appaiono ancora lontani dall’essere risolti. Inoltre, a causa delle conseguenze di lungo periodo della crisi, la riva a cui approderemo non sarà certo uguale a quella che abbiamo lasciato.

L’eurozona h…
L’annuncio dell’arrivo di un vaccino efficace contro il Covid 19 ha rafforzato in Europa la convinzione che il ruolo della politica economica sia traghettare i paesi verso il ritorno alla normalità. Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha detto la scorsa settimana che è sbagliato preoccuparsi del rischio che alcune aziende diventino degli “zombie”, ovvero siano tenute in vita artificialmente dal credito facile. Perché far fallire le imprese ora, se tra pochi mesi potremo uscire dall’emergenza?

Questo ragionamento, per quanto sensato, rischia di essere troppo ottimista. La distribuzione del vaccino richiederà tempo e comporterà degli enormi problemi logistici, che nel nostro Paese appaiono ancora lontani dall’essere risolti. Inoltre, a causa delle conseguenze di lungo periodo della crisi, la riva a cui approderemo non sarà certo uguale a quella che abbiamo lasciato.

L’eurozona ha risposto in maniera sostanzialmente corretta allo shock della pandemia. La Bce ha attuato una politica monetaria ultra-espansiva che ha permesso ai governi di indebitarsi a tassi molto bassi per aumentare la spesa pubblica a sostegno di famiglie e imprese. Queste scelte, insieme alla moratoria sui mutui, hanno limitato il numero di fallimenti aziendali e contenuto l’aumento della disoccupazione.

Tuttavia, anche in caso di rapida e efficace diffusione del vaccino, il mondo non tornerà al 2019. Da inizio anno, governi, aziende e famiglie hanno visto crescere il loro indebitamento e dovranno pagare a lungo gli interessi su queste somme. Molti studenti hanno perso mesi preziosi nel loro percorso formativo, mentre tanti di coloro che erano già disoccupati rischiano di non avere più speranza e motivazione di trovare un impiego. L’aumento delle diseguaglianze tra chi ha ricevuto un reddito sicuro durante la pandemia e chi invece ne ha sofferto le conseguenze economiche più forti sta già causando tensioni sociali, che sono destinate a crescere.
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La politica economica dei prossimi anni richiederà scelte molto più difficili rispetto alla distribuzione di anestetici di questi mesi. I ministri delle finanze dovranno decidere quanto velocemente tagliare i sussidi che sono stati fin qui generosamente distribuiti. I politici potrebbero scegliere di aumentare le tasse per ridurre il disavanzo, ma sarà difficile farlo senza colpire anche chi ha subito forti perdite di reddito nel corso della pandemia. In Italia, il governo dovrà porsi il problema di quando permettere di nuovo alle aziende di licenziare i propri dipendenti e se sia opportuno ricorrere continuamente ai salvataggi pubblici per mantenere i livelli occupazionali.

Per quanto riguarda la Bce, Lagarde si troverà presto davanti all’interrogativo di quando terminare gli acquisti di titoli di Stato legati allo scoppio dell’emergenza sanitaria. In questi mesi sono saltate molte delle regole che governano il cosiddetto “quantitative easing”, a partire dall’obbligo di acquistare buoni del Tesoro di un paese in proporzione alle dimensioni della sua economia. Sarà possibile mantenere anche in futuro questa flessibilità? Infine, che ne sarà del debito pubblico detenuto dalla banca centrale? Molti politici sognano una cancellazione su larga scala, ma questa è esplicitamente vietata nei trattati europei, visto il timore che la politica monetaria diventi schiava delle esigenze di bilancio dei governi.

Il vaccino, per quanto benvenuto, non è una macchina del tempo. La fine della pandemia sarà l’inizio dei dilemmi.

L’autore è editorialista di Bloomberg Opinion