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Il palazzo del Viminale durante la riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza pubblica per un esame del piano distributivo del vaccino (ansa)

Lockdown e vaccini, la responsabilità capovolta

Lo Stato deve fare la sua parte, non può essere duro sulle misure restrittive e morbido sulla prevenzione
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Per scongiurare il rischio di una terza ondata della pandemia, il governo sta preparando nuove restrizioni alle libertà economiche e personali degli italiani. Verrà inasprito il sistema a zone sperimentato a partire dall'autunno, limitando così ulteriormente - dopo quasi un anno di divieti - l'apertura dei locali commerciali e la mobilità.

L'arrivo delle prime dosi di vaccino è ancora troppo circoscritto per cambiare il quadro epidemiologico, che resta purtroppo preoccupante. Siamo lontani dall'immunità di gregge e non è neppure chiaro se quanto prodotto da BioNTech e Pfizer sia in grado di impedire la trasmissione del virus da parte dei vaccinati. Le misure di distanziamento sociale ci accompagneranno dunque per qualche tempo.

Tuttavia, la presenza di un vaccino cambia profondamente il calcolo politico e sociale dietro le nuove misure restrittive. Fino a ieri, le chiusure erano lo strumento principale nella lotta cont…
Per scongiurare il rischio di una terza ondata della pandemia, il governo sta preparando nuove restrizioni alle libertà economiche e personali degli italiani. Verrà inasprito il sistema a zone sperimentato a partire dall'autunno, limitando così ulteriormente - dopo quasi un anno di divieti - l'apertura dei locali commerciali e la mobilità.

L'arrivo delle prime dosi di vaccino è ancora troppo circoscritto per cambiare il quadro epidemiologico, che resta purtroppo preoccupante. Siamo lontani dall'immunità di gregge e non è neppure chiaro se quanto prodotto da BioNTech e Pfizer sia in grado di impedire la trasmissione del virus da parte dei vaccinati. Le misure di distanziamento sociale ci accompagneranno dunque per qualche tempo.

Tuttavia, la presenza di un vaccino cambia profondamente il calcolo politico e sociale dietro le nuove misure restrittive. Fino a ieri, le chiusure erano lo strumento principale nella lotta contro la pandemia. Oggi il loro posto è stato preso dall'inoculazione di massa.

Questa novità modifica il peso delle responsabilità relative di Stato e cittadini. I lockdown richiedono uno sforzo limitato da parte dello Stato, che deve verificare il rispetto delle regole e fornire sostegno finanziario alle famiglie e alle imprese penalizzate dalle chiusure. I sacrifici per i cittadini sono invece enormi, dal punto di vista psicologico, sociale e economico.

La campagna di immunizzazione ribalta invece i ruoli: gli individui hanno la sola responsabilità di vaccinarsi, per proteggere sé stessi e gli altri, oltre a alleggerire il peso sulle strutture sanitarie. Lo Stato - nelle sue componenti centrali e locali - ha l'obbligo ben più gravoso di gestire al meglio questo sforzo, per ridurre il numero di vittime della pandemia e permettere ai cittadini di tornare presto alla normalità.

Per ora, purtroppo, le autorità non si stanno dimostrando all'altezza degli sforzi compiuti in questi mesi dagli italiani. La campagna di vaccinazione va avanti a rilento e con grandi disparità tra le varie regioni nella percentuale di somministrazioni effettuate. Le inefficienze toccano però anche l'amministrazione centrale. L'affermazione del commissario straordinario Domenico Arcuri sull'elenco delle sedi di somministrazione "in divenire" lascia davvero sconcertati.

Per mesi il governo si è spesso difeso dando la colpa ai comportamenti individuali. Dai runner alle famiglie in giro per i regali di Natale, non c'è praticamente categoria di italiani che non sia stata tacciata di sconsideratezza da parte dei politici - che pure autorizzavano o addirittura incentivavano questi comportamenti attraverso misure come il "bonus vacanze" o il "cashback di Stato". Da parte loro, i nostri amministratori non sono certo privi di responsabilità: dopo aver retto durante l'estate, il sistema di tracciamento che avrebbe potuto limitare il rischio di nuovi lockdown è collassato in autunno.

I politici del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle ripongono grande fiducia nel ruolo dello Stato, tanto da invocarne spesso una maggiore presenza nell'economia. Questo è il momento di dimostrare quello che il settore pubblico sa fare. Servono trasparenza e coerenza nelle scelte di chi riceverà prima il vaccino, efficienza, velocità e accountability nella gestione della campagna, umiltà e chiarezza nei messaggi dati ai cittadini. Non si può essere duri sui lockdown e molli sui vaccini. Solo uno Stato che fa la sua parte ha la credibilità e la legittimità per chiedere nuove privazioni agli italiani.

L'autore è editorialista di Bloomberg Opinion