Tre ipotesi per punire Trump
di Mario Platero , di Mario PlateroNEW YORK – Il dibattito politico americano è già oltre la certificazione della presidenza degli Stati Uniti a Joe Biden, da sempre scontata. Da oggi si pensa soltanto a come punire Donald Trump per i suoi abusi di potere, per i suoi ricatti, per le sue incitazioni isteriche che hanno portato ieri alla presa del Congresso, alle violenze di Washington, allo squarcio che si è aperto nella democrazia americana.
Come punirlo dunque? Come punire un uomo senza vergogna, immune dal rimorso o da qualunque senso di colpa, che rifiuta la realtà? Difficile umiliare un paranoico lucido che riesce a tradurre ogni sua sconfitta in un complotto contro di lui, un “bugiardo patologico”, come lo ha definito il leader repubblicano al Senato Mitch McConnell, capace con le sue menzogne di conquistare le masse. Da ieri sera molti senatori e deputati repubblicani si sono convinti che qualcosa va fatto. Sono pienamente coscienti del pericolo che Trump, con il suo…
NEW YORK – Il dibattito politico americano è già oltre la certificazione della presidenza degli Stati Uniti a Joe Biden, da sempre scontata. Da oggi si pensa soltanto a come punire Donald Trump per i suoi abusi di potere, per i suoi ricatti, per le sue incitazioni isteriche che hanno portato ieri alla presa del Congresso, alle violenze di Washington, allo squarcio che si è aperto nella democrazia americana.
Come punirlo dunque? Come punire un uomo senza vergogna, immune dal rimorso o da qualunque senso di colpa, che rifiuta la realtà? Difficile umiliare un paranoico lucido che riesce a tradurre ogni sua sconfitta in un complotto contro di lui, un “bugiardo patologico”, come lo ha definito il leader repubblicano al Senato Mitch McConnell, capace con le sue menzogne di conquistare le masse. Da ieri sera molti senatori e deputati repubblicani si sono convinti che qualcosa va fatto. Sono pienamente coscienti del pericolo che Trump, con il suo delirante messaggio di odio e disprezzo permanente rappresenta per il Paese. Ma soprattutto per loro, per il futuro del loro partito che rischia la spaccatura: dopo gli incidenti di ieri quasi 100 deputati repubblicani hanno chiarito di essere ancora con Trump, con il Presidente Pazzo.
Per questo alcuni dei repubblicani eletti in Parlamento, hanno già allo studio, con colleghi democratici, tre ipotesi. Fra le tre la più efficace per colpire nel segno, per umiliare Trump e per neutralizzare il suo messaggio fra i suoi fedelissimi, è certamente l’invocazione del 25esimo emendamento alla Costituzione. Ma vediamo intanto la prima delle tre ipotesi, la piu conosciuta, l’impeachment. Una procedura potrebbe essere messa in moto e approvata rapidamente con il nuovo Congresso democratico.
Si potrebbe dimettere Trump prima della scadenza del suo mandato, fra 13 giorni e infliggergli una umiliazione che resterà scolpita nella storia. Ma il rischio è che fra i suoi milioni di seguaci, prevalga la teoria del complotto organizzato da democratici e da bande di repubblicani impauriti. Non solo, conoscendo Trump, non si sentirebbe umiliato per niente, anzi venderebbe l’impeachment alla sua base come un distintivo d’onore. La seconda ipotesi è quella di una incriminazione, subito dopo l’uscita dalla Casa Bianca, per varie colpe, dal ricatto – la minaccia al segretario di Stato della Georgia se non gli avesse trovato 11.748 voti – al tradimento, per incitazione a occupare il Congresso. Qualcuno ha anche parlato di legge marziale, visto che il Presidente è il capo Supremo delle Forze Armate. Ma siamo alle solite, il rischio è di fare di Trump una vittima dei “poteri forti”.
Resta il 25esimo emendamento, leggiamolo insieme. Nella sezione 4 recita: “Quando il Vice Presidente e la maggioranza dell’esecutivo trasmettono alla leadership del Senato e al Presidente della Camera la loro dichiarazione scritta che il Presidente è incapace di gestire i poteri e i doveri del suo ufficio, il Vice Presidente assumerà immediatamente i poteri e i doveri come Presidente ad interim”.
I fatti degli ultimi giorni, ma anche un’infinita’ di altre storie del passato, ci dicono che in effetti Trump non sembra capace di gestire il suo mandato e il suo ufficio pensando alla tutela del Paese piuttosto che a quella di se stesso. Sarebbe sufficiente? Molti dicono di si. E la CNN citando fonti riservate afferma che l’ipotesi è già allo studio. Possibile però che il Vice Presidente Pence arrivi a tanto? Non impossibile.
Quando Trump lo ha velatamente minacciato giorni fa se non avesse invocato poteri speciali per bloccare in Senato la nomina di Biden, Pence gli ha risposto che quei poteri non li aveva. Se un Presidente americano vive, come Trump, in un suo mondo immaginario, fatto di fantasie, complotti e menzogne, il pericolo per il paese è evidente. Molti, da John Kelly capo di Gabinetto di Trump, all’anonimo funzionario della Casa Bianca che denunciò le stranezze del Presidente come un pericolo per la Sicurezza Nazionale, ci avevamo già messo in guardia. Ma fu John Douthat, editorialista di destra del New York Times, a proporre già nel lontano 16 maggio del 2017, l’invocazione del 25esimo emendamento per rimuovere Trump. Nessuno lo ascoltò. Ma dopo gli eccessi recenti e le farneticanti rivendicazioni di truffa nei suoi confronti, forse è davvero arrivato il momento di chiuderla con i mondi immaginari di Trump. Anche perché nel reality show televisivo, gli americani hanno visto in diretta che per colpa degli scalmanati di Trump una donna è rimasta uccisa.