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Foglio contro computer, la riscoperta della lentezza

Il fenomeno degli "amici di penna" tra i bambini riporta di moda stilografiche, i temperamatite, i portapenne, i gessetti. Perché di rado il nuovo uccide il vecchio: il più delle volte lo sposta
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Se al mondo si sono rivisti i pantaloni a zampa, i dinosauri e, a quanto pare, i fascisti, figuriamoci se prima o poi non sarebbe tornata anche la scrittura a mano. Non se n’era andata mai, a dire il vero. I più accorti fra noi non hanno mai buttato le stilografiche, i temperamatite, i portapenne, i gessetti. Hanno notato per tempo che l’epoca della scrittura digitale è coincisa perfettamente con quella del successo planetario dei Post-it e dei taccuini Moleskine. È infatti raro che il nuovo uccida il vecchio: il più delle volte lo sposta.

La scuola ha ovviamente sempre insegnato la scrittura manuale, che pure nella vita adulta viene resa necessaria sempre meno (almeno fuori dalla galassia della modulistica, oggi persino autocertificante). Anche a scuola ora è un po’ meno necessaria, poiché la didattica a distanza comporta un maggior uso della tastiera. Ecco che l’attenuazione dell’obbligo lascia vedere meglio ci…
Se al mondo si sono rivisti i pantaloni a zampa, i dinosauri e, a quanto pare, i fascisti, figuriamoci se prima o poi non sarebbe tornata anche la scrittura a mano. Non se n’era andata mai, a dire il vero. I più accorti fra noi non hanno mai buttato le stilografiche, i temperamatite, i portapenne, i gessetti. Hanno notato per tempo che l’epoca della scrittura digitale è coincisa perfettamente con quella del successo planetario dei Post-it e dei taccuini Moleskine. È infatti raro che il nuovo uccida il vecchio: il più delle volte lo sposta.

La scuola ha ovviamente sempre insegnato la scrittura manuale, che pure nella vita adulta viene resa necessaria sempre meno (almeno fuori dalla galassia della modulistica, oggi persino autocertificante). Anche a scuola ora è un po’ meno necessaria, poiché la didattica a distanza comporta un maggior uso della tastiera. Ecco che l’attenuazione dell’obbligo lascia vedere meglio ciò che prima era più in ombra: che scrivere a mano può essere un piacere.



Digitale contro manuale: detta così è una buffa opposizione. Vantaggi della scrittura su computer: leggibilità, nitore della pagina, velocità di stesura e, in caso di scritti da inviare, immediatezza di recapito. In quanto alla scrittura manuale si può parlare dell’odore della carta, dell’inchiostro, della grafite, della cera dei pastelli, come curiosamente si fa sempre. Si possono poi opporre le più pensose ragioni neurologiche della coordinazione occhio-mano, il cui apprendimento costa ai più piccoli un impegno intento, che fa loro mettere la punta della lingua tra i denti. Ma i suoi veri vantaggi sono gli opposti di quelli della digitale: è irregolare, a volte poco leggibile, fallibile e correggibile solo a costo di scarabocchi, lenta e dopo qualche ora persino faticosa. Insomma, ha l’oneroso vantaggio di essere umana.

Ma proprio quella nostalgia un po’ stolta per l’odore della scrittura a inchiostro o grafite (la chiameremo “proustoide”) dà un indizio forse decisivo. Pare cioè parlarci del desiderio di avere in mano e sott’occhio (quindi sotto il naso) qualcosa di tangibilmente materiale. Ricevere una lettera è attendere e poi toccare qualcosa che chi ci scrive ha toccato prima. Al netto dei possibili contagi, il pensiero scritto ci arriva con l’apporto sensibile del corpo di chi l’ha pensato e scritto. Al computer si scrive; a mano, scrivere è anche fare