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(fotogramma)

Lo Stato che non funziona

Scuola e fisco
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Oggi le scuole superiori riaprono per le lezioni in presenza solo in tre regioni, a cui si aggiungono le provincie autonome di Trento e Bolzano che hanno già aperto il 7 gennaio. Regioni come la Puglia e la Campania, dove i tassi di scolarizzazione sono inferiori alla media nazionale e il divario digitale è una realtà (al Nord, secondo l’Istat, il 26,3% delle famiglie ha un pc o tablet per ogni componente mentre al Sud la percentuale scende al 14,1), hanno collezionato dall’inizio dell’anno scolastico molti più giorni di chiusura che di apertura. Milioni di famiglie restano nell’incertezza su quello che sarà nelle prossime settimane e mesi il futuro scolastico dei loro figli e le aree in cui continuerà a lungo la didattica a distanza sono spesso quelle dove farlo è più difficile.
Allo stesso tempo il governo appare orientato a dosare con il contagocce l’invio di circa 50 milioni di cartelle esattoria…
Oggi le scuole superiori riaprono per le lezioni in presenza solo in tre regioni, a cui si aggiungono le provincie autonome di Trento e Bolzano che hanno già aperto il 7 gennaio. Regioni come la Puglia e la Campania, dove i tassi di scolarizzazione sono inferiori alla media nazionale e il divario digitale è una realtà (al Nord, secondo l’Istat, il 26,3% delle famiglie ha un pc o tablet per ogni componente mentre al Sud la percentuale scende al 14,1), hanno collezionato dall’inizio dell’anno scolastico molti più giorni di chiusura che di apertura. Milioni di famiglie restano nell’incertezza su quello che sarà nelle prossime settimane e mesi il futuro scolastico dei loro figli e le aree in cui continuerà a lungo la didattica a distanza sono spesso quelle dove farlo è più difficile.
Allo stesso tempo il governo appare orientato a dosare con il contagocce l’invio di circa 50 milioni di cartelle esattoriali che dovrebbero essere spedite al ritmo di un milione il mese, concludendo così l’operazione in oltre quattro anni.

La ragione è duplice: si vuole evitare di infierire troppo su chi è già colpito dalla crisi economica e si troverebbe in difficoltà di fronte all’arrivo di un mandato di riscossione; ma si temono anche eccessivi affollamenti negli uffici postali, per ritirare le necessarie raccomandate inviate dall’ammistrazione, e poi negli uffici tributari per affrontare il contenzioso. Comprensibile la prima ragione, anche se non si potrà rimandare all’infinito il momento in cui si dovranno fare i conti con il prevedibile calo delle entrate fiscali sul deficit e il debito italiano; meno condivisibile la seconda: le pratiche del fisco potrebbero essere agevolmente “smaterializzate” perché le strutture tecniche sono già in grado di effettuare notifiche digitali, ad esempio attraverso la posta elettronica certificata. Ma perché questo possa avvenire servono leggi diverse da quelle attuali.

Sono due casi, quello delle scuole e del fisco, solo in apparenza distanti. A unirli è il fatto che mentre la pandemia ha portato mutamenti radicali, ovviamente imprevisti e spesso adottati in tutta fretta, nell’organizzazione di famiglie e aziende anche di grandi dimensioni, la macchina statale nelle sue diverse articolazioni non sembra riuscire a stare al passo con l’emergenza. E l’Italia è già indietro: su una scala da 0 a 1 per l’uso di tecnologie informatiche e digitali sul posto di lavoro siamo allo 0,2% contro una media dei Paesi Ocse dello 0,51%.

L’operazione cashback ha avuto il vantaggio di triplicare nel 2020 da circa 5 a 15 milioni gli italiani che hanno attivato la loro identità digitale. Avere un rimborso di 150 euro a semestre è di sicuro un incentivo più forte che non pagare una multa per divieto di sosta o rispondere a un accertamento del fisco, e non ci si può dunque aspettare che l’operazione cartelle esattoriali veda milioni di cittadini cercare canali di comunicazione più rapidi ed efficaci con il fisco. Ma, dalle tasse alla scuola, i mesi terribili che stiamo vivendo devono essere sfruttati anche per modernizzare un sistema troppo spesso polveroso e superare l’era della raccomandata.