✕
Diego Armando Maradona 

Gli atleti e la droga: il doping ricreativo

La Wada non chiederà conto agli sportivi dei loro vizi. Conta solo il momento in cui gareggiano, a casa sono persone, libere e senza obblighi
2 minuti di lettura
Sarà un anno stupefacente. Dove lo sport potrà drogarsi nel tempo libero, per uso "ricreazionale", senza sentirsi troppo peccatore. Anzi, nessuno gli chiederà conto dei suoi vizi, delle sue serate eccitanti, né delle sue notti rilassanti.

Sei atleta nel momento in cui gareggi, a casa tua sei solo una persona, molto libera, e senza obblighi. Puoi far festa, a modo tuo, lontano dalle competizioni. Vuoi sniffare? Prego, non possiamo impedirtelo. Vuoi farti canne e cannoni? E perché no?

Povero Michael Phelps, re del nuoto e Mister Gold (39 record del mondo in 8 specialità) che nel 2009 fu fotografato mentre fumava erba da un bong ad una festa presso l'università della South Carolina e solo per questo fu squalificato per tre mesi dalla federazione.

Preferisci l'eroina? Accomodati, sono droghe da ricreazione, anzi "social drug", basta che non le assuma prima di scendere in campo. Sei un campione perché lo…
Sarà un anno stupefacente. Dove lo sport potrà drogarsi nel tempo libero, per uso "ricreazionale", senza sentirsi troppo peccatore. Anzi, nessuno gli chiederà conto dei suoi vizi, delle sue serate eccitanti, né delle sue notti rilassanti.

Sei atleta nel momento in cui gareggi, a casa tua sei solo una persona, molto libera, e senza obblighi. Puoi far festa, a modo tuo, lontano dalle competizioni. Vuoi sniffare? Prego, non possiamo impedirtelo. Vuoi farti canne e cannoni? E perché no?

Povero Michael Phelps, re del nuoto e Mister Gold (39 record del mondo in 8 specialità) che nel 2009 fu fotografato mentre fumava erba da un bong ad una festa presso l'università della South Carolina e solo per questo fu squalificato per tre mesi dalla federazione.

Preferisci l'eroina? Accomodati, sono droghe da ricreazione, anzi "social drug", basta che non le assuma prima di scendere in campo. Sei un campione perché lotti e vinci, perché ottieni prestazioni, io posso consigliarti di educare il tuo corpo alla salute, ma tu puoi anche fraintendermi e credere che il tuo benessere dipenda da altro. Ubriacati pure, dal lunedì al venerdì, basta che il sabato tu sia bello fresco, per darmi il meglio di te. Molte leggi te lo consentono, molti ricorsi legali ti autorizzano a cercare una libertà e un'evasione anche chimica.

Viviamo in una società contaminata, sembra dire la Wada, dove lo sportivo è roba nostra solo nel momento in cui esercita, quando invece è una persona che vive la sua vita esce dai nostri radar.

La si può leggere in due modi questa nuova implementazione: come una resa ad un uso (e abuso) di droghe e di farmaci o come una strategia realistica a concentrarsi meglio e di più su chi bara in gara. Gli esami anti-doping costano, meglio cercare sostanze illecite che alterano la prestazione, piuttosto che buttare via soldi a condannare usi e costumi privati.

Si sa, non è un segreto, in molte leghe professionistiche nordamericane e in molti sport la droga non è solo una tentazione da Fast&Furios, ma una compagna di giochi e di condivisione. Prima ti concentri molti, poi ti deconcentri assai.

Da Mike Tyson ad Andre Agassi. Poi c'è anche chi ne abusa: Travis Henry, sette stagioni nell'Nfl, nel 2008 è stato arrestato per traffico di droga e condannato a tre anni. Lui si giustificò dicendo che aveva difficoltà a mantenere i figli. Ne aveva nove, da nove donne. Tim Montgomery, ex primatista mondiale dei cento metri e argento olimpico ad Atlanta, andò veloce anche con il suo vizio e venne arrestato mentre vendeva cento grammi di eroina. Gino Coutinho, portiere della squadra olandese dell'Ado Den Haag, nel 2011 ha fatto meglio: condannato a 6 mesi con la condizionale e 240 ore di servizi alla comunità perché oltre a parare gestiva una fabbrica della cannabis.

La Wada già da tempo non persegue gli stimolanti, ora conferma che la sua mission è ricercare l'atleta pulito, se l'uomo (o la donna) sono guasti o alterati, pazienza. La Wada non vuole sconfinare in quelle che sono prerogative di altri sistemi penali.

Cosa ne pensa Ottavio Bianchi, allenatore di quel Napoli, dove Maradona venne fermato per 15 mesi, per uso di cocaina, che certamente non gli serviva per giocare meglio e che anzi glielo impediva? "Io allora ero totalmente ignorante degli effetti della droga sui giocatori tanto che chiesi un incontro con medici e specialisti per capirne di più. Come può un atleta esserlo part-time? Mi sembra un arrendersi a una certa idea dello sport che deve produrre risultati, senza guardare anche all'equilibrio. Gli sportivi fanno sforzi incredibili, chi mi assicura che con certi abusi il loro fisico non va fuori giri e riporta danni irreversibili? Non capisco questa divisione, questo scindere l'atleta dalla persona". Ma forse la Wada non aveva le forze per salvare tutti e due.