✕
Amadeus (ansa)

Sanremo, non piangere: come cantare al Festival, anche senza pubblico

Ascolta l'audio

Può essere un'occasione di rilancio per tutto il settore. Chi se la sente di farlo saltare per una manciata di figuranti?
2 minuti di lettura
Certe volte non guasterebbe una piccola dose di buon senso, perfino per il festival di Sanremo. A rischiare di farlo saltare, cosa che non è riuscita a nessuno nella storia repubblicana, potrebbe essere il tweet del ministro Franceschini che ha comunicato il suo pensiero attraverso i social, specificando che all'Ariston di pubblico non se ne parla, men che meno se di figuranti. Quindi ora, siamo tutti a disquisire se Amadeus debba tirare avanti imperturbabile o rinunciare per sana e doverosa impuntatura. Come se non ci fossero questioni più impellenti, ci stiamo domandando se il festival sia più importante del pubblico. Lo è?

Certamente sì, è perfino ovvio pensarlo, eppure la richiesta del direttore artistico non pareva poi così insensata. È consuetudine, sancita peraltro dal Dpcm corrente, che si possano usare figuranti negli show televisivi. Lo fanno, più o meno tutti, lo ha fatto X Factor, lo fanno gli spettac…
Certe volte non guasterebbe una piccola dose di buon senso, perfino per il festival di Sanremo. A rischiare di farlo saltare, cosa che non è riuscita a nessuno nella storia repubblicana, potrebbe essere il tweet del ministro Franceschini che ha comunicato il suo pensiero attraverso i social, specificando che all'Ariston di pubblico non se ne parla, men che meno se di figuranti. Quindi ora, siamo tutti a disquisire se Amadeus debba tirare avanti imperturbabile o rinunciare per sana e doverosa impuntatura. Come se non ci fossero questioni più impellenti, ci stiamo domandando se il festival sia più importante del pubblico. Lo è?

Certamente sì, è perfino ovvio pensarlo, eppure la richiesta del direttore artistico non pareva poi così insensata. È consuetudine, sancita peraltro dal Dpcm corrente, che si possano usare figuranti negli show televisivi. Lo fanno, più o meno tutti, lo ha fatto X Factor, lo fanno gli spettacoli di Maria De Filippi. Ma, precisa via Twitter Franceschini, l'Ariston è un teatro, non uno studio televisivo, quindi niente pubblico, neppure di professionisti pagati e tamponati. Questo è il punto, ma si rischia il paradosso, considerando per esempio che fino a dicembre il Maurizio Costanzo show si è svolto con pubblico plaudente in uno studio tv allestito esattamente come un teatro in piena regola, con tanto di poltrone rosse.

Sembra il Comma 22: se un teatro lo costruisco in ogni dettaglio in uno studio televisivo va bene, posso avere il pubblico, se invece uso un teatro vero come studio televisivo, allora non posso? Bizzarro. Ai nostri tempi il concetto di studio televisivo è molto ampio, dall'Arena di Verona alla propria casa, tutto può diventare uno studio televisivo, perfino un vero teatro. Il ministro Franceschini ha certamente voluto rispondere così alle legittime pressioni del mondo del teatro e del cinema, giustamente indignato se al festival ci fosse andato un vero pubblico di spettatori paganti, come se niente fosse. Ma non devono essere i figuranti l'elemento della discordia, in un senso o nell'altro.

Alla Scala o all'Eliseo di figuranti non saprebbero che farne. Ci mancherebbe che si mettessero anche a pagare il pubblico. E invece per Sanremo sarebbe già qualcosa, un minimo contributo all'atmosfera, un piccolo surrogato di platee più congeniali, un pallido accenno di calore che garantirebbe di evitare la desolazione, il vuoto pneumatico del silenzio. Che tristezza, e di tristezze ne abbiamo già abbastanza.

Altro discorso sarebbe quello di cercare soluzioni ragionevoli, e magari anche fantasiose. Quei mattacchioni dei Flaming Lips, per dirne una, hanno appena fatto un concerto in America col pubblico rinchiuso in bolle di plastica, cento bolle da tre spettatori l'una. Oppure: Miley Cyrus ha appena annunciato che al Superbowl del 7 febbraio si esibirà davanti a un pubblico di 7.500 operatori sanitari vaccinati. Perché non farlo anche per Sanremo? Sarebbe un bel gesto, un piccolo regalo agli eroi di questo infame periodo.

E poi, sarà anche vero che il festival è diventato soprattutto uno spettacolo televisivo, ma è anche il momento in cui l'industria musicale si presenta col suo nuovo catalogo. È un settore devastato dalla crisi, praticamente in ginocchio, con migliaia di tecnici, allestitori, musicisti che son0 rimasti a piedi. Il festival non può certo risolvere la crisi, ma ci sono centinaia di persone che hanno lavorato per mesi alle canzoni che dovremmo ascoltare. Ma gli artisti potrebbero godere di un enorme pubblico televisivo per presentare le loro canzoni. Può e deve essere un'occasione di rilancio per tutto il settore. Arrivati a questo punto, Sanremo è sicuramente più importante del pubblico. Chi se la sente di passare alla storia per aver fatto saltare Sanremo per una manciata di figuranti?