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Il presidente americano Joe Biden nello Studio ovale della Casa Bianca a Washington (reuters)

Stati Uniti, che cosa chiede Biden all’Europa

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Il 20 gennaio la comunità trans-atlantica ha inaugurato una nuova epoca, ma molto resta ancora da fare. Washington e gli alleati europei devono ricomporre il loro rapporto avviando il dialogo su quattro temi cruciali
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Adesso che Joe Biden ha assunto la carica di presidente, i rapporti tra Europa e Stati Uniti stanno per segnare un ritorno alla normalità. Possiamo dire addio all'America First di Donald Trump - e ai danni che ha inflitto - e salutare il ritorno di un modo di fare politica basato sul rispetto e sulla cooperazione con gli alleati democratici. La vittoria elettorale di Biden e il cambio di rotta che ha già intrapreso saneranno la reputazione dell'America all'estero e ripristineranno la solidarietà trans-atlantica. Tuttavia, le due sponde dell'Atlantico non possono permettersi di sottovalutare le sfide che si profilano all'orizzonte.

Nello Studio ovale è tornato un individuo dignitoso e onesto, che rispetterà le norme della democrazia liberale - e questo ha un peso storico profondo. Ma prima che gli europei possano recuperare fiducia nell'alleato ci vorrà tempo. Gli Stati Uniti e gli alleati europei dovrebbero affrettarsi…
Adesso che Joe Biden ha assunto la carica di presidente, i rapporti tra Europa e Stati Uniti stanno per segnare un ritorno alla normalità. Possiamo dire addio all'America First di Donald Trump - e ai danni che ha inflitto - e salutare il ritorno di un modo di fare politica basato sul rispetto e sulla cooperazione con gli alleati democratici. La vittoria elettorale di Biden e il cambio di rotta che ha già intrapreso saneranno la reputazione dell'America all'estero e ripristineranno la solidarietà trans-atlantica. Tuttavia, le due sponde dell'Atlantico non possono permettersi di sottovalutare le sfide che si profilano all'orizzonte.

Nello Studio ovale è tornato un individuo dignitoso e onesto, che rispetterà le norme della democrazia liberale - e questo ha un peso storico profondo. Ma prima che gli europei possano recuperare fiducia nell'alleato ci vorrà tempo. Gli Stati Uniti e gli alleati europei dovrebbero affrettarsi a ricomporre il loro rapporto avviando un dialogo incentrato su quattro temi cruciali.

Primo: americani ed europei dovrebbero interrogarsi sul modo migliore per favorire un rinnovamento politico ed economico interno. Malgrado la vittoria di Biden su Trump, populismo, nativismo e illiberalismo sono più vivi che mai, come l'assalto al Congresso Usa ha dimostrato. Anche in Europa ci sono segni premonitori: la Brexit, l'instabilità politica dell'Italia e i governi illiberali di Ungheria e Polonia.

I temi più impellenti del fronte interno dovrebbero avere la precedenza sul programma internazionale. Se la presidenza Biden vuole essere più che una parentesi nella politica di Trump, dovrà affrontare le difficoltà dei lavoratori americani, a cominciare dall'insicurezza economica. Ciò richiederà iniziative ambiziose e costose per controllare la pandemia, creare posti di lavoro e migliorare la qualità della vita.

Gli europei dovrebbero prepararsi a un'America focalizzata sulla politica interna. È questa la priorità che Biden dovrà prefiggersi, se intende ristabilire l'ordine e stemperare le divisioni. Anche l'Europa dovrebbe fare ordine al proprio interno. Questo obiettivo comune può fornire le basi per un dibattito trans-atlantico sui compiti da svolgere. In cima alla lista delle priorità dovrebbero esserci la risposta alla pandemia, il futuro del lavoro nell'era digitale, gli investimenti in tecnologie e infrastrutture sostenibili, la lotta alle diseguaglianze e alle ingiustizie razziali e la regolamentazione delle compagnie globali del web. Il rinnovamento interno deve essere un obiettivo comune alle democrazie atlantiche.

In secondo luogo, dovrebbero far fronte comune nei confronti della Cina; i rapporti con Pechino sono il tema più divisivo. I modi autocratici e la diplomazia coercitiva della Cina hanno fornito motivi per coalizzarsi contro di essa. Ma il suo crescente peso geopolitico ed economico inducono molti Paesi, democrazie comprese, a propendere per Pechino - soprattutto in materia di commercio e investimenti, come dimostrato dall'accordo tra Ue e Cina. Un dialogo trans-atlantico dovrebbe partire da una valutazione delle implicazioni geopolitiche dell'ascesa cinese.

Se Washington darà l'impressione di propendere per una nuova guerra fredda si alienerà il sostegno degli alleati. Affrontando Pechino con il piglio di un concorrente, anziché di un nemico, avrà più probabilità di gettare le basi per un consenso trans-atlantico. Stati Uniti ed Europa dovrebbero concordare sul fatto che l'interdipendenza globale non rende percorribile una separazione economica da Pechino in settori strategici quali l'intelligenza artificiale e le reti 5G. Le democrazie dovrebbero infine fare fronte comune sulla difesa dei diritti politici e umani.

Terzo: Washington e gli alleati dovrebbero interrogarsi su come affrontare una governance globale e mantenere un sistema internazionale basato sulle regole. Biden sembra propenso a concentrarsi sulla promozione della cooperazione tra democrazie e ha proposto un summit per la democrazia. La solidarietà tra democrazie liberali va incentivata, ma presumere che solo le democrazie possiedano i mezzi per porsi come punto di riferimento per il sistema internazionale sarebbe un errore.

Tra le priorità vi sono la gestione di un'economia globalizzata, la lotta ai cambiamenti climatici, la smobilitazione delle reti terroristiche, il contrasto alla proliferazione nucleare, la promozione della cybersecurity e lo sviluppo della sanità pubblica. Per affrontare le sfide globali, le democrazie liberali dovranno collaborare con le controparti illiberali - come il Covid ci insegna. I partner atlantici dovrebbero cercare strumenti diplomatici nuovi e flessibili, a cui partecipino sia le democrazie che le non democrazie, con cui mettere a punto i nuovi criteri.

Infine, Stati Uniti ed Europa dovrebbero riequilibrare la loro partnership. Gli europei devono assumersi più responsabilità a livello geopolitico. Per il momento Biden, sostenitore della Nato, manterrà le truppe Usa in Europa. Ma come Trump e Obama, si aspetta più responsabilità. Gli europei dovrebbero acquisire una maggiore capacità militare e avviare una strategia di sicurezza più collettiva. Più l'Europa si rafforzerà sul fronte geopolitico e più sarà un buon partner per gli Usa. Una maggiore presenza europea rafforzerà il legame trans-atlantico anziché indebolirlo.

Il 20 gennaio la comunità trans-atlantica ha inaugurato una nuova epoca di risanamento e rinnovamento. È un'ottima notizia, ma molto resta ancora da fare.

Charles A. Kupchan è professore di Affari internazionali alla Georgetown University, senior fellow per il Council on Foreign Relations e autore di "Isolationism: A History of America's Efforts to Shield Itself from the World". Una versione di questo articolo è apparsa anche su Forum.eu
(Traduzione di Marzia Porta)