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(reuters)

Il vaccino del Super Bowl

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Fare spettacolo si può, nonostante il Covid
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Ironia della sorte: The show must go on nacque 30 anni fa, nel 1991, sulle labbra di Freddie Mercury, come una metafora, e invece assomiglia sempre più a un imperativo negato, perché i sipari restano chiusi e i botteghini sigillati. Meno male che nel baratro generale emergono segnali incoraggianti di controtendenza, e domenica notte si è tenuta l'edizione numero 55 dell'Halftime Show, l'evento musicale dell'anno che incolla alla tv cento milioni di americani. Fino all'ultimo istante la pandemia ha messo a rischio l'appuntamento (sportivo e televisivo), e si è temuto che nella migliore delle ipotesi il Raymond James Stadium di Tampa si mostrasse scheletrico come un'Arca di Noè senza animali. Il dibattito ha fatto versare ettolitri di inchiostro, appassionando lo zio Sam in un duello senza esclusione di colpi fra chi difendeva gli interessi (anche economici) della finalissima e chi tuonava contro i rischi di un cosiddetto su…
Ironia della sorte: The show must go on nacque 30 anni fa, nel 1991, sulle labbra di Freddie Mercury, come una metafora, e invece assomiglia sempre più a un imperativo negato, perché i sipari restano chiusi e i botteghini sigillati. Meno male che nel baratro generale emergono segnali incoraggianti di controtendenza, e domenica notte si è tenuta l'edizione numero 55 dell'Halftime Show, l'evento musicale dell'anno che incolla alla tv cento milioni di americani. Fino all'ultimo istante la pandemia ha messo a rischio l'appuntamento (sportivo e televisivo), e si è temuto che nella migliore delle ipotesi il Raymond James Stadium di Tampa si mostrasse scheletrico come un'Arca di Noè senza animali. Il dibattito ha fatto versare ettolitri di inchiostro, appassionando lo zio Sam in un duello senza esclusione di colpi fra chi difendeva gli interessi (anche economici) della finalissima e chi tuonava contro i rischi di un cosiddetto super-spreader-event, vale a dire una specie di Sagra del Contagio.

Per fortuna, stavolta, ha vinto la logica di the show must go on, che non significa affatto "viva il massacro" ma "sì con regole ferree". Tanto per cominciare, i 60.000 posti sono stati occupati solo per il 40%, e se per un terzo gli spettatori erano operatori sanitari già vaccinati, i restanti due terzi erano iperdistanziati (siamo pur sempre in uno stadio), sanitariamente controllati e con mascherina. Aggiungo per dovere di cronaca che il colpo d'occhio degli spalti gremiti si è ottenuto con 30.000 sagome di cartone su cui potevi, pagando, far stampare il tuo viso gaudente di presente-assente. Radicale e inevitabile lo stravolgimento del rito musicale, per cui la star di turno - il canadese The Weeknd - si è esibita senza duetti e con un percorso anomalo fra spalti e campo, interagendo con coro e corpo di ballo a debita distanza. Il presidente neoeletto Biden ha inviato un messaggio video in cui, oltre a ricordare i caduti Covid, sfruttava giustamente la risonanza mediatica della serata per la campagna pro-vaccino.

In sintesi, cosa è accaduto? È accaduto che l'Halftime 2021 passerà alla storia per aver dimostrato che la ripresa della vita, in tutte le sue manifestazioni, è un'urgenza imprescindibile e innegabile, purché venga declinata nella consapevolezza del contesto. Continuare con la tassativa repressione di tutto ciò che è socialità, sta creando degli effetti collaterali catastrofici non meno devastanti dell'epidemia, e non facilmente minimizzabili solo perché impossibili da tradurre nel pallottoliere dei bollettini alle 18. Ho chiesto su questo giornale la riapertura dei teatri (tutti però, non solo l'Ariston per 5 sere), e ho scritto che sarebbe un errore la soppressione di Sanremo, proprio per le stesse ragioni per cui avrebbero sbagliato a far saltare il Super Bowl. I 7.500 già vaccinati che sedevano al Raymond James Stadium incarnano la prova esplicita che il vaccino è l'unica via per riappropriarci di tutto quello che ci è stato tolto, e la loro celebrazione è quella di una sana, umana, umanissima fame di socialità.

Si parla di passaporti sanitari e di lasciapassare post - vaccino, io per parte mia mi limito a dire che non ne usciremo mai se non ci accorderemo sul presupposto essenziale che non si combatte il Covid con una sorta di quaresima collettiva, ma con uno scatto di motivazione che finalmente guardi alla vita e al riscatto. Cantava Freddie Mercury, proprio in "The show must go on", che "fuori l'alba sta sorgendo, ma io nel buio soffro" e questo oscurantismo espiativo in cui ci crogioliamo è esattamente il nostro attuale problema.