La riservatezza con cui il nuovo presidente del Consiglio si è presentato sulla scena politica è stranamente confermata dalla stessa riluttanza con cui le lettere del suo nome-e-cognome si lasciano - a stento - anagrammare. Ma è anche vero che, evocando l'ormai proverbiale "Whatever it takes", Mario Draghi potrebbe legittimamente rivendicare il "Mio agir hard". Con i suoi ministri va meglio, almeno a volte. Con il fido Daniele Franco arriva al Mef un Dracone, alfine e della giurista Marta Cartabia, concedendosi un sintetico anglismo, si può certo dire: "Ama act, arbitra".
Tecnici, si dice dei ministri meno politici che cosmopoliti, come Roberto Cingolani (Tecno-labor in giro) o Vittorio Colao (Tra voi coi tool). Enrico Giovannini promette che abbiamo chiuso "Con i governi inani", mentre grandi speranze evoca l'anagramma della neoministra dell'Università Maria Cristina Messa: "Sa, ci sa amministrare". Il suo collega all'Istruzione Patrizio Bianchi può rivolgersi alla sua predecessora, con un giovanilistico: "Zia, porti i banchi?": con le rotelle si spostano infatti facilmente e sembra che alle scuole non servano. "Tecnica" e confermata, è Luciana Lamorgese, che di delinquenti si intende (Rei: come la sa lunga!). Confermati ai loro posti anche Dario Franceschini (che ricorda: So farne d'incarichi) e alla Difesa Lorenzo Guerini (con un inquietante Guerre, lì, non ozi). Per l'essere rimasto alla Farnesina a Luigi Di Maio brillano vistosamente gli occhi (Gioia di lumi). Federico D'Inca continuerà ad armonizzare Governo e Parlamento (accordi in fede) e Roberto Speranza ha dimostrato di saper prendere anche provvedimenti impopolari (Poté sbarrar zone). Sono state confermate ma in altri ministeri Elena Bonetti (Lei tanto bene) e Fabiana Dadone (Bada a fandonie), così come si trasferisce Stefano Patuanelli, che si è segnalato per la capacità di stare in squadra (Pentaalleato funsi).
Da esperienze di governo più o meno recenti arrivano l'algido Andrea Orlando (Là non dà ardore), e tre leghisti: il pragmatico Giancarlo Giorgetti (Lega: rigor ti contagi), Erika Stefani alle Disabilità (con uno sbarazzino Freak, ite sani!) e Massimo Garavaglia che si deve occupare di rianimare il Turismo ma, stante la pandemia, con juicio (SOS: viaggiar ammala!). Anche il sottosegretario alla Presidenza ritorna. È il magistrato Roberto Garofoli che già scatenò fulmini e saette nel Conte Uno (arbitro o folgore?) .
Da molto più lontano vengono invece i forzisti come l' agra ma franca Mara Carfagna, come l'inossidabile Renato Brunetta (Torna e ben t'urta) e come Maria Stella Gelmini, per cui varrà la pena di ripescare dagli archivi un pertinente La galleria mi smentì.
Nel complesso è il Governo Draghi, che governo di sé pare dire: Ho grande vigor. Non si può che sperare che, anche questa volta, sia abbastanza.
Tecnici, si dice dei ministri meno politici che cosmopoliti, come Roberto Cingolani (Tecno-labor in giro) o Vittorio Colao (Tra voi coi tool). Enrico Giovannini promette che abbiamo chiuso "Con i governi inani", mentre grandi speranze evoca l'anagramma della neoministra dell'Università Maria Cristina Messa: "Sa, ci sa amministrare". Il suo collega all'Istruzione Patrizio Bianchi può rivolgersi alla sua predecessora, con un giovanilistico: "Zia, porti i banchi?": con le rotelle si spostano infatti facilmente e sembra che alle scuole non servano. "Tecnica" e confermata, è Luciana Lamorgese, che di delinquenti si intende (Rei: come la sa lunga!). Confermati ai loro posti anche Dario Franceschini (che ricorda: So farne d'incarichi) e alla Difesa Lorenzo Guerini (con un inquietante Guerre, lì, non ozi). Per l'essere rimasto alla Farnesina a Luigi Di Maio brillano vistosamente gli occhi (Gioia di lumi). Federico D'Inca continuerà ad armonizzare Governo e Parlamento (accordi in fede) e Roberto Speranza ha dimostrato di saper prendere anche provvedimenti impopolari (Poté sbarrar zone). Sono state confermate ma in altri ministeri Elena Bonetti (Lei tanto bene) e Fabiana Dadone (Bada a fandonie), così come si trasferisce Stefano Patuanelli, che si è segnalato per la capacità di stare in squadra (Pentaalleato funsi).
Da esperienze di governo più o meno recenti arrivano l'algido Andrea Orlando (Là non dà ardore), e tre leghisti: il pragmatico Giancarlo Giorgetti (Lega: rigor ti contagi), Erika Stefani alle Disabilità (con uno sbarazzino Freak, ite sani!) e Massimo Garavaglia che si deve occupare di rianimare il Turismo ma, stante la pandemia, con juicio (SOS: viaggiar ammala!). Anche il sottosegretario alla Presidenza ritorna. È il magistrato Roberto Garofoli che già scatenò fulmini e saette nel Conte Uno (arbitro o folgore?) .
Da molto più lontano vengono invece i forzisti come l' agra ma franca Mara Carfagna, come l'inossidabile Renato Brunetta (Torna e ben t'urta) e come Maria Stella Gelmini, per cui varrà la pena di ripescare dagli archivi un pertinente La galleria mi smentì.
Nel complesso è il Governo Draghi, che governo di sé pare dire: Ho grande vigor. Non si può che sperare che, anche questa volta, sia abbastanza.